“Amore Freak” di Alessandra Marcotti

cuoreruotante

Ho avuto l’onore di leggere in anteprima assoluta il secondo libro di Alessandra. Quando me l’ha proposto mi sono sentita amata. Ale è una perla rara in questo mondo in cui il valore dell’amicizia ha perso ogni significato e consistenza. Ma con Lei non è stato così, non è mai stato così. Ci siamo incrociate per caso, e,  per una serie di incastri, abbiamo scoperto di avere molte cose e persone in comune.

Alcuni dicono che il caso non esista, che tutto sia già scritto e programmato, comunque sia io mi ritengo fortunata ad averla incontrata e chi legge quello che scrive sul suo blog sa perfettamente di cosa sto parlando. Energica, vitale, amante della vita in tutte le sue sfaccettature, anche quelle che ad alcuni incuterebbero timore, ma a lei no. Va avanti dritta come un treno, anzi, una metropolitana, superandosi ogni giorno senza piangersi addosso, trovando sempre…

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La prima recensione. Grazie Adriano https://www.quattroparole.it/recensione-alessandra-marcotti-amore-freak/

RECENSIONE
Recensione: Alessandra Marcotti – Amore Freak.
22 febbraio 2018
“Ogni riferimento a persone o cose non è, per nulla, puramente casuale. Sono incuriosita dalle persone, ne ascolto le storie e le assorbo. La gente ama buttarti addosso parole e problemi e, così, ho imparato a rubarglieli come una sorta di pagamento. Se subisco per ore voglio venire ricompensata.”

Inizia con queste parole la prefazione del nuovissimo libro della cara Alessandra.

Se dal titolo qualcuno potrebbe pensare che si tratti di una specie di manuale su come passare da frichettoni a Freak Antoni, si sbaglia di grosso.

Infatti se nel primo libro, Storie di un cinico radioattivo, si rideva dei vari personaggi e delle storie che si incontravano per le pagine, qui succede invece l’esatto opposto.

Ci sono storie di amori strani sì, ma a ben vedere di una unicità che colpisce, e sono amori di vario tipo, perché l’amore non è solo uno e basta, ce ne sono tanti, e non sempre sono – o corrispondono – dell’idea che ne abbiamo noi.

Si riflette, e anche tanto, scorrendo le varie pagine, e magari in qualcuna di esse riusciamo a trovarci anche un pezzo di noi, perché se pur strane, queste storie contengono sempre qualcosa che abbiamo provato tutti almeno una volta, fosse anche un piccolo particolare.

Disponibile su StreetLib in formato Ebook a € 3,99 e in cartaceo a breve, Amore Freak vi farà arrivare fino all’ultima pagina in maniera molto scorrevole lasciandovi con un sorriso sulle note finali.

https://www.quattroparole.it/recensione-alessandra-marcotti-amore-freak/

L’inizio di qualcosa di bellissimo

Uscita dallo studio del neurologo. Davide mi guarda mi dice ‘E ora? Se fosse davvero una malattia demielinizzante? ‘ ‘E ora boh… sarà l’inizio di qualcosa di bellissimo’. Dicevo cose a caso, non perché fossi preoccupata, ma perché ricordo che avevo tanta fame. Erano tutti lì per me. Una famiglia riunita. Per me. ‘E ora andiamo a mangiare e festeggiamo e facciamo un brindisi’. Come quando è morto il nonno. Siamo andati a mangiare tutti insieme e abbiamo brindato a quell’uomo meraviglioso. C’era ancora la mia zia. Un percorso ancora in atto. È stato davvero l’inizio di qualcosa di bellissimo. Ho ripreso a scrivere. Tantissimo. Ho scritto di tutto. Ho aperto un blog e ho incontrato persone meravigliose, voi. Ho conosciuto persone speciali ovunque andassi a fare le terapie. In pronto soccorso un infermiere mi è stato vicino mentre aspettavo la tac. ‘Ho paura. Se avessi un tumore al cervello? ‘ ‘Son qui accanto a te, qualsiasi cosa poi ti riporto dalla tua famiglia. ‘ Non mi ha lasciata mai. Corridoi infiniti nei sotterranei dell’ospedale. Io e lui. Lui mi parlava di sua figlia, io sarei potuta essere sua figlia. Sono stata accompagnata in qualsiasi cosa brutta andassi a fare; quando fai esami specifici ci vai da solo. Ma c’è sempre stato qualcuno che mi ci ha portata per mano e in modo gentile. Avrei dovuto dire tanti grazie che non sono riuscita a dire. Ma dico grazie a tutti quelli che mi sono stati accanto. Una signora, mentre ero sul letto del Day Hospital, mi ha coperta perché avevo freddo. E l’ha fatto con cura e con amore, come quando la tua mamma da piccolo ti rimbocca le coperte, ti dà un bacio e ti dice ‘Buonanotte cucciola, a domani’.

Cardiogramma piatto

Cardiogramma piatto. Uno ci prova a farlo ripartire ma è piatto. Quando non hai nemmeno più rabbia verso un soggetto che ha colpito e affondato , è piatto, non riparte. La sensazione di indifferenza è triste. Condividi e poi basta, non hai più voglia di farti toccare. Non riparte. Non sussulta e non prova. Piatto come una retta parallela che passa per due punti qualsiasi. Passa fra due persone in modo perfetto, non si curva. Non c’è apice e non c’è abisso, non c’è più nulla. Triste per chi, come me, passa dall’amore all’odio, dalla simpatia all’antipatia in men che non si dica. Nero o bianco senza capire o accettare le sfumature. L’indifferenza è tristezza.

Amore Freak

Il mio libro nasce così. Ascolto le storie di tutti, a volte attivamente e, spesso, passivamente. Le storie d’amore mi piacciono. Chiedo. Ascolto. Metto da parte, elaboro e scrivo. Invento. Faccio lo stesso con le mie. Ho avuto amori struggenti piuttosto improbabili, se mi metto a pensare a quanto abbia sofferto per persone assurde… bè ora come ora mi viene da ridere e mi faccio tenerezza da sola. Ricordo un personaggio che mi corteggió così tanto da farmi capitolare e, appena capitolata, mi fece chiamare dalla sua fidanzata ufficiale. Io nemmeno ne sapevo l’esistenza e nemmeno potevo immaginare che un essere umano potesse arrivare a tanto pur di alzarsi l’ego. La fidanzata mi insultó e offese gratuitamente. Le risposi che decisi che poteva tenerselo perché non era bello quanto me. Uno veniva a prendermi con la macchina coperta da bandiere con la faccia di Bob Marley…. mio fratello usciva sul balcone e mi urlava ” È arrivato BobbbbMarlon scendi” ridendo come un matto. Certo che me li son sempre scelti col lanternino… ma va bè… esperienze di vita.
Spero che il cartaceo del libro esca al più presto, per ora solo ebook. E spero vi piaccia e vi faccia anche sorridere… Grazie e sempre per il sostegno.

https://sell.streetlib.com/book/amore-freak-

A ballare

Amo il divertimento. Da quando ero piccola. Da quando mi sono ammalata mi è venuta una voglia di vivere incredibile. Cerco di vivere ogni momento in modo pieno. Sono cresciuta in una famiglia da regime di caserma tedesca. Ale prima devi studiare, Ale lo studio è importante, è il tuo dovere e lo devi fare bene, devi tornare entro quest’ora, non tardare, non ti drogare, non fare stupidaggini, abbi il sale in zucca e sii educata. E così via. Ho studiato, mi sono applicata e l’ho fatto alla grande. Mi son comportata bene, mai toccato droga, rientrata tardi poche volte. Ho rispettato tutto. Ma i momenti di divertimento me li son sempre goduti. Mi piace ballare, ho un ritmo tutto mio. Sono scordinata, ballo saltando e agitando le mani in aria, senza un ritmo. A caso. Lo dico, fate pure finta di non conoscermi, non mi offendo. Quando ballavo a casa da piccola mio fratello rideva come un pazzo, diceva assomigliassi a un clown…. sicuro che in giro non potessi ballare così. Ballo così. Ieri sera ,dopo tanto, sono andata a ballare con delle colleghe. Mi sono divertita tantissimo. Ad un certo punto mi volto e vedo, nel buio, otto occhi che guardano allibiti. Quattro persone che non potevano credere ai loro occhi, ma poi si sono abituate. Tornata alle quattro e già in piedi per andare a lavoro. La bronchite e la costola son peggiorate… ieri nemmeno le sentivo più però . Ero felice perché mi sentivo in forma. Devo divertirmi il più possibile, questa malattia si prenderà sempre più di me… a me ha regalato, per ora, solo una voglia smodata di vivere.

quando incontri un genio

Mi decido a chiedere l’invalidità all’INPS, mi servono i permessi per quando faccio le cure. Tutto semplice, tutti gentili. Mi arriva a casa la lettera. Sono ufficialmente invalida. Va bene. Vado negli uffici dove lavoro, non so nulla, devo chiedere, so solo che a qualcuno lo devo dire. Non sono tenuta io a sapere, non è il mio compito, per questo chiedo. Nessuno sa. Mi rimbalzano da una persona all’altra, continuo a spiegare fin quando arriva un genio…. ma questo foglio è interessantissimo! Ne faccio una copia… grazie a questo si abbassa la soglia per assumere gli invalidi, sai, ogni anno ne bisogna assumere un tot. Ho fatto felice una persona, nemmeno mi dovesse pagare lei. Un genio che non sa nulla o fa finta di non sapere, ma si illumina vedendo un’invalidità….eh si… son felice anche io. Ho fatto la mia buona azione quotidiana.