Attrice di vita

Non ricordo nulla di te, ma quando vengo qui mi sembra di riviverti, mi sembra di poterti incontrare ancora.

Solo in questo punto risento il tuo odore, forse è l’acqua che, agitandosi, sposta il vento ed io in questo vento ti rivivo.

Sapevi di fresco, il tuo odore era leggero, pulito, trasparente, sapeva di acqua salata e mi pizzicava la gola irruvidendomi la pelle.

Qui rivivi.

Quest’acqua si agita in continuazione proprio come lo facevi tu. Ero piccola per capire molte, troppe cose, ma sentivo che c’era qualcosa in te che si agitava e ti urtava. Non lo percepivo dal tuo corpo o da come ti comportavi con me, lo capivo ascoltando e osservando quello che era in te.

Sentivo e percepivo ciò che eri già quando stavo nel tuo corpo, sentivo il nostro contatto.

Non mi hai mai abbracciata però mi tenevi sempre la mano nella tua, la sentivo diventare calda e bastava quel gesto per sentirmi circondata completamente. Ora mi circondi con quest’aria e con il tuo odore, che sento solo qua.

Hai amato l’acqua. Amo l’acqua. Provo ciò che provavi tu quando ti buttavi alla sera sulla spiaggia. È presunzione? Sono tua figlia e quel legame, nato quando mi hai concepita, continuato quando crescevo in te, rafforzatosi quando ti sono uscita fra le gambe, è ancora vivo e lo sarà finché io avrò vita. Non ci sei più ma c’è qualcosa che ancora ti mantiene qui. Non è grazie ai miei ricordi, ma è per delle sensazioni presenti nel mio corpo, è per questo odore che, qui, in questo punto, non svanisce.

Parole di canzoni apparentemente mai sentite escono spontanee dalla mia bocca. Mi appartengono e le conosco molto bene pur non conoscendone l’origine; probabilmente erano le stesse canzoni che ascoltavi e cantavi mentre io diventavo un pallone dentro la tua pancia.

Ti ho goduta poco ed ero troppo piccola per immagazzinare. Eri una persona complicata, eri un’attrice di vita.

Sono qui. Vedo una figura scomposta e imprecisa, del liquido trasparente le scorre dentro. A volte dubito tu fossi una persona vera e propria e forse non lo sono nemmeno io. Siamo soltanto due semplici spiriti puliti. So che ti sei solo addormentata per un po’ e ti risveglierai quando il rumore dell’acqua sarà diventato così monotono da infastidirti.

Sono qui. I nostri odori si mescolano, impossibile scinderli e distinguerli. So di te, so di te e di me.

Il tuo odore penetra nella mia pelle, nelle mie narici, sotto le mie unghie, fra i miei capelli.

Attrice di vita, ti percepisco senza vederti.

I tuoi tratti non sono chiari nella mia testa, stento a riconoscerti anche nelle vecchie foto.

Ti amo. Amo me stessa anche di più perché mi appartieni e ci sei anche tu da amare.

Attrice di vita, sono un’attrice di vita anch’io. Vivo tante vite, vivo tante storie, sono tante persone, sono tante cose e tante sensazioni. Sono una persona sempre diversa perché devo provare, sentire, stare male o gioire o impazzire.

Devo urlare, devo cantare… ecco quelle parole… mi danno serenità e mi rendono persino felice.

vita

Stamattina ho perso un compagno di lavoro e di viaggio. Poco più grande di me. Una battaglia di un anno e cicli di chemio non sono serviti a fargli godere la sua giovane vita e nemmeno la presenza di suo figlio accanto al letto. 

È stata una delle prime persone conosciute a lavoro. Ci siamo divertiti e abbiamo fatto festa molto spesso. Siamo entrati reciprocamente nelle vite uno dell’altra per un periodo. Poi ci siamo allontanati. Come, a volte, capita nelle amicizie.

Ricordo la nostra ultima litigata furiosa, quella che ci ha poi definitivamente divisi.

Non  era una litigata stupida, non era un motivo futile. Ma ricordo quello stacco netto delle nostre persone e ora sono triste.

So che ci eravamo chiariti col pensiero. Ci volevamo comunque bene. Ma ricordo quel fatto. Gli son stata vicina solo col pensiero. Ma uno che sa che sta per morire che cosa se ne fa di un pensiero?

Sono molto triste.

Londra

Mi trovo a Londra… mi sono regalata un viaggetto. La città è sempre non bisognosa di parole. Sono felice e mi sento a casa, mi sento accolta. 

Confusione, gente, autobus, taxi, un sacco di excuse me, un sacco di pacchi, e ancora gente, confusione e birre ovunque.

Sono felice. Sono felice qui.

Estate

La settimana super calda è arrivata. Non avevo creduto al telegiornale. Credo alle mie gambe. Oggi dicono che di sicuro abbiamo superato i trenta gradi. Il cervello si è dovuto disconnettere per trattenere le energie. È tuttora disconnesso. Cammino male. Riportando le parole del mio capo… cammino come se l’avessi preso in quel posto. Proprio così. Parlo male e dimentico le parole. Non mi vengono davvero e mi stanco a cercarle e a far di tutto per riacchiapparle. Le lascio, me ne frego. Chi vuole le acchiappa per me. Vedo male. Molto male. Mi stanco anche a concentrarmi su un cartello o a riconoscere i numeri dei tram. Vado a naso e a volte mi piace. La cosa che più mi preoccupa è la paura di perdermi in giro per la città, che, oltretutto, conosco come le mie tasche. Ma fa nulla, son stanca anche di dovermi preoccupare. Mi stanca tutto. Ma sto andando dal dentista e ci devo assolutamente andare oggi. Tre denti spaccati mi hanno spinta a muovermi dal letto; le medicine me li vogliono distruggere tutti. Sono passata a comprarmi una crema crio gel spray per la cellulite, la spruzzo in faccia per rigenerarmi e funziona davvero… si rischia persino di congelare! Mi guardo attorno; le persone non è che siano messe poi tanto meglio… e non hanno nemmeno lo spray…

Bene. Continuo questa titanica impresa nel compiere azioni.

Buona giornata!

La pace

Il mio primo psicologo mi diceva che dovevo essere io a prendermi cura di me. Nessun altro se non io.

Oggi ho visto un amico speciale. Ora mi trovo seduta al fresco a gustarmi una granita al limone. Solo io. Sola con me stessa. Guardo la gente che passa e osservo la quotidianità degli altri. La città sembra in pace, non sembra nemmeno di stare a Milano. Forse sono in pace io e mi sembra che tutto il puzzle si sia ricomposto perfettamente. Penso con dispiacere a chi si è allontanato da me, ferendomi, e son sicura che quella persona nemmeno lo sa e nemmeno se ne sia resa conto del male che mi ha inflitto. Ma Ale oggi è qui in pace con Ale. E sta bene. 

Ieri ho compiuto 39 anni. Sono felice perché sto abbastanza bene. Sono felice che oggi tutto il mio corpo risponda all’appello. Nessun muscolo o nervo si è tirato indietro.

Sono serena. Sono calma e in pace. La città è bella nonostante i 34 gradi che segna il termometro. Nonostante il traffico. Nonostante le sirene che passano. Nonostante tutto la città sembra in pace come me.

lettera a un concorso

Ogni anno partecipo a un concorso.

Lo scorso anno il tema era ” Lettera a un artista”. Ecco… io ho scelto di mandare la mia lettera ad Antonia Pozzi, artista che amo.

Pasturo, 3 dicembre 1938

 

Carissima Antonia mia,

mi trovo qui, in quel di Pasturo,

con le lacrime che rigano il mio attonito volto.

Mi è giunta or ora la notizia della tua morte.

Giovane donna appassionata, giovane amante della Natura e della fotografia… Sono qui. Triste e sola.
Ti inventavi storie e situazioni che prendevano vita solo nella tua mente e le amavi così tanto che poi si tramutavano in realtà. Del resto, con il sogno e il desiderio tu facevi Poesia.

Capivo che stavi patendo nonostante non lo urlassi. In quel contorcere le mani odoravo un nervoso tormento dentro la tua anima fragile.

Non credo saprò mai esattamente che cosa o chi ti ha condotta all’idea del suicidio. Qui in paese dicevano che eri cambiata, io ti immaginavo come se qualcosa fosse pronto a divorarti.

Ricordo quanto fosse per me difficile sostenere il tuo sguardo da vincente.

Sai, ti spiavo per ore. Ho davanti ai miei occhi appannati la tua figura, seduta al tavolo di una buia casa

e ti ricordo sempre nella medesima posizione. In mano la solita china.

Mi nascondevo dietro una tenda in modo che non mi potessi scorgere.

Sarei stata ore a guardare le tue mani tendinee che si muovevano in modo frenetico e quasi stizzoso. Percepivo un alone di mistero e magia.

Ho davanti a me la tua foto ritratto; hai le labbra violentemente infuocate su quella pelle bianchissima e raffinata.

Colori contrastanti, come tutto ciò che ti apparteneva ed era presente in te.

Scrivevi. Volevi scrivere un romanzo.

Il mare viveva in te o, comunque, qualcosa di estremamente potente si agitava nel tuo essere minuto.

In paese i maligni iniziano a dire che la tua vita è stata imbarazzante quanto la tua morte.

Prepariamoci ai pettegolezzi. Già ti additano come un’eroina ottocentesca che si è privata della vita a causa dell’amore adolescenziale per il suo Professore. Verrà chiamato persuasore di morte, vedrai , cara mia Antonia.

Ricordo bene i pomeriggi sull’erba e le tue parole su quell’uomo che metteva in crisi le tue sicurezze.

Usavi le sue parole per incitarmi a vivere lietamente i valori del pensiero e dell’arte.

Rimarrò per sempre amica tua, mia Antonia. Terrò gelosamente in cura la tua fotografia.

Ci rivedremo lassù.

La tua amata Anna

 

pensiero di compleanno

Mancano pochi giorni al mio compleanno. Non vedo l’ora arrivi… Il pensiero dell’arrivo del fatidico giorno mi mette in fibrillazione, da quando ero piccola. Mi piace stare con chi mi vuole bene, festeggiare, aprire i regali e soffiare la candelina sulla torta.

Sto per compiere 39 anni. I 38 mi avevano un po’mandato in crisi, se devo essere sincera. Ma quest’anno devo dire che sono felice.

Avrei voluto avere tre figli. L’orologio biologico segna che il tempo sta per scadere… mi rende triste. Abbiamo provato per anni e non siamo riusciti. Poi mi sono ammalata e questo ha comportato anche decidere sul da farsi, perché una piccola possibilità di trasmettere questo mostro ci sarebbe e non voglio sia così. Non so che cosa accadrà a me… non so che cosa allora potrebbe accadere a lui o lei, non so se potrei riuscire a tenermelo in braccio. Forse il destino di non essere riuscita ad averli ha deciso per me. Non lo so.

Ma ci avrei tenuto. Potrei essere una buona madre, mi piace giocare, avrei giocato un sacco.

È dura ogni mese capire che anche quel mese nulla da fare… è dura anche quando tutte le tua amiche vengono a dirti felici che stanno aspettando una creatura…

Sì è dura davvero. È dura poi sentire di tutti i bimbi che soffrono perché qualcuno non li ha voluti e tu vorresti prendertene cura…

Certo, esiste l’adozione… ma a me non lo darebbero e forse è giusto così. Ma mi sento comunque una mamma dentro perché so che lo amerei e so che sono pronta ad amare, che siamo pronti ad amare e a condividere la nostra vita con qualcuno. E questo lo trovo bellissimo.