Il pavesino

Sto facendo incetta di vitamina D, altro che il Dibase che, per giunta, ha una consistenza odiosa e oliosa che faccio fatica a sopportare. Mi copro di crema solare, protezione totale. Faccio così tanti strati che arrivo in spiaggia completamente bianca, mi si vede subito. Vestiti bianchi e cappellone. Uno potrebbe pensare Ma che cosa ci va a fare al mare quella? Eh… esatto. Me lo chiedo anche io… io che amo le città… ma qui si sta davvero bene. Mare, sabbia, scogli, pace, rumore delle onde, buon cibo e in sottofondo solo le cicale. Un paradiso. Un’oasi. A pochi passi da qui c’è un lago che va dal rosa al fucsia… per questo siamo venuti : pare che questo lago abbia anche delle proprietà benefiche per le malattie autoimmuni… mah… sarà… domani andremo a vedere… tornerò in città come un fringuello color biscottino…. beh un pavesino, più che altro.

Annunci

L’essere alieno

I bambini hanno dei poteri magici. Uno su tutti: ne basta solo uno di loro per svuotare una piscina. Questo paradiso terrestre in terra spagnola possiede una piscina bellissima sotto camera nostra. Non ci sono molte sdraio. Se te ne vuoi accaparrare una basta aspettare che arrivi il primo essere vivente sotto al metro di altezza. Le signore in costume a fiori alzano gli occhiali da sole e son già sul piede di guerra. Non possono credere ai loro occhi: esistono esseri alieni e fastidiosi. Ne basta uno per catalogarlo in un gruppo intero. La prima donna a fiori se ne va, sdegnata. La seconda e la terza la seguono a ruota. Ecco… noi abbiamo le nostre sdraio e persino l’ombrellone. Grazie, essere alieno.

Terremoto

Mi sono svegliata credendo ci fosse il terremoto. La palla strobo in sala diceva NO, nessun terremoto in atto.

Ero io, proprio io. Non fuori, dentro. Mi sento su una zona terremotata da questa mattina, ancora non ho cessato di vibrare. Ecco, questo è uno degli aspetti più fastidiosi di questo fardello che mi accompagna nella vita. Domani ho un aereo da prendere, se non cesso di vibrare sarà come stare due ore dentro una turbolenza continua. Se mi attaccassi degli elettrodi sarei perfetta per la pubblicità di uno scioglipancia immediato.

Un’immagine bellissima

Condividere. Qualsiasi cosa, anche un pasto. Sedersi a un tavolo e guardarsi. Condividere una risata, un pensiero, un timore o un pianto. Ridere. Meglio che piangere. Sdrammatizzare per non cadere in un tunnel nero da dove sia impossibile uscire. Parlare con un tono alto per farsi sentire bene. Essere in apprensione per qualcuno o per qualcosa che si deve ancora iniziare. Ne vale la pena? Vale la pena allarmarsi prima del tempo? Essere in attesa… di qualcosa di bello, ancora più bello di ciò che che già è stato. Scartare i pensieri meno attrattivi per lasciare spazio a un’immagine bellissima.

Il genio della valigia: io.

Siamo tornati da Praga. Bellissima. Ora ci prepariamo per il mare, Torrevieja, in Spagna. Giusto il tempo di fare cambio di valigie e si parte! Devo dire che col mio sistema di valigia ho davvero poco da lavare. Sono partita con una valigia di otto chili precisi e sono tornata con una valigia di sette, colma rasa di souvenirs e chi più ne ha più ne metta. Ho buttato quasi tutto. Ho messo dei vestiti buoni solo due giorni, per il resto ho buttato tutto. L’armadio di casa scoppia sempre ma almeno la valigia era quasi vuota e i panni da lavare molto pochi. Mi sento un genio.

Praga 6, la torta

Birre bevute, piatti loro tipici mangiati, stinco gigante e tutti i vari salsiccioni mangiati…

Oggi ultimo giorno a Praga. Vengo rapita da una fetta di torta gigante alle carote vegana… Sembrava così bella… Presa…

Era anche buona… Pensare che di solito mi faccio attrarre da altre cose… Preferisco il salato… Il miglior modo per salutare questa città…

Praga 5, le contraddizioni

Qui succedono cose strane… La birra costa meno dell’acqua ok, potevo aspettarmelo. Il cibo costa meno di una calamita… 😳😲🤔.

Non tutti i locali hanno il bancomat per pagare… Nessun problema: hanno lo sportello bancomat all’entrata…. 🤔

La birra scura costa meno della chiara. Un portachiavi costa il triplo di una birra.

Vendono tutti le stesse cose praticamente, ma nei negozi originali le cose costano molto meno. Qui i cinesi fanno pagare le cose il triplo… Mica come da noi… 🤔

La città è davvero bella e magica. Andare da un artigiano a comprare oggetti particolari costa pochissimo rispetto ai soliti gadget di massa.

Le contraddizioni sono numerose. Se entri in un negozio sembra quasi tu dia fastidio… Non sono molto ospitali. I giovani parlano inglese e ceco fra loro quasi fossero bilingue.

Praga, 2

È così bella che sono in piedi dalle sei… L’eccitazione di uscire e iniziare a vedere… Doccia, colazione e poi via… Ancora senza nessuno in giro… Sono davvero molto felice. Sto bene. Ho lasciato tutto a casa dicendo… Ci penso a settembre. E così è … Non mi preoccupo ora per qualcosa di cui dovrò già preoccuparmi dopo… Non vale la pena fare la stessa cosa due volte…

Praga

Eccomi a Praga. Sembrerebbe davvero magica come la descrivono. Parto con un occhio malconcio… La prima turbolenza me lo fa capire bene. Ma l’importante è essere qui… Respirare… Sentire una lingua nuova… Soldi nuovi…tutto nuovo. La birra costa così poco che continueresti solo a bere…

Cosa rara

Ho come la sensazione di non fermarmi mai. Nemmeno con la testa: penso di continuo. A volte dimentico un po’ la realtà, restando ancorata ai pensieri. Arrivare a scriverne credo sia un passo molto importante. Avvicinarsi ai quaderni e agli odori della carta… una magia. Scrivo quando capita, forse a seconda di ciò che mi accade. A volte viene meglio e a volte peggio. A volte parte tutto da una frase. Un flusso continuo di parole che cerco di assecondare. A volte scrivere mi stimola ricordi passati che, non so da dove, saltano fuori all’improvviso. Ho scritto molte lettere, anche nel passato. Non credo ne siano rimaste molte in giro, probabile siano state buttate dai destinatari. Le parole sincere possono fare paura. Mettersi a nudo, svelare emozioni o sentimenti a me viene abbastanza naturale con la penna. Occorre trovare qualcuno che apprezzi la spontaneità e il cuore aperto. Cosa molto rara.

Legati

Qualcuno che si ricorda di te. Così, dal nulla e all’improvviso. È un’emozione . La sensazione di essere una bella cosa. C’è stato chi ti ha fatto passare per una cosa poco piacevole. Anche se non era vero. A volte ci si vuole ferire, gratuitamente. Il tempo è una lancetta che gira e ritorna sugli stessi numeri più volte. Quel giro di lancetta mitiga ciò che si ha dentro. I segni del conflitto spariscono molto in fretta: c’è subito altro a cui pensare. Sentirsi come se ci si conoscesse da sempre. Sentirsi legati in un legame sincero. Occhi che guardano dall’esterno e che capiscono se qualcosa non va. Quando si è legati sembra sempre che vada tutto per il meglio.

La gita

Il mio zainetto per le gite, alle elementari, era rosso e giallo. Il cordino si sfilacciava sempre, la mia mamma, allora, me lo bruciava con l’accendino. Alla mattina presto scendeva a comprare il pane all’olio fresco e mi faceva tre panini col prosciutto cotto. Erano lì, sul tavolo della cucina, pronti ad essere messi dentro allo zainetto, con tre succhi di frutta Santal. Quello zaino sprigionava un profumo di prosciutto meraviglioso. Lo aprivo in continuazione e lo chiudevo per assaporare quello che mi sarebbe aspettato da lì a poco. Avevo già fame, me li sarei sbranati subito. La maestra mi teneva sott’occhio…non voleva che mangiassi sul pullman “Poi magari stai male”…Mai stata male da nessuna parte. E avevo fame. E avevo quei tre panini meravigliosi chiusi là dentro. Era una gioia, per me, il momento del pranzo. Aprivo il mio zainetto rosso e mi fiondavo sul primo panino. Il profumo andava pari passo con quello che addentavo: nessuna delusione. Era il momento più bello di tutta la gita.

Fantastico

Ecco che arriva… aria fresca. Apri la bocca… sembra quasi di essere in montagna; basta solo chiudere gli occhi. La città si sta spopolando… rimangono praticamente solo quelli che urlano. ‘Sarà il caldo’ diciamo noi che ci definiamo normali. Aspetto domani… mi rivolteranno gli occhi e io odio che mi tocchino gli occhi. Poi si parte… mettere le cose in valigia, raggiungere un aeroporto, partire. Andare. Via. Lontano o vicino ma con lo spirito gioioso e la voglia di scoprire nuovi posti. Vedere come vivono le persone, quelle che, con noi, non c’entrano nulla. Chissà che fanno, come mangiano, come si innamorano, come apparecchiano, come arredano le case. Chissà. Stare vicini a chi nemmeno conosci, facce che non rivedrai mai più. Vite parallele che non si incontreranno mai, vite che si sfiorano per un momento. Guardare cose che già altri hanno visto, camminare, lasciare la propria impronta oppure permettere a una di esse di incidere nella tua vita. Fantastico.

Capita…

Seguo tutti i consigli. Scrivo. Tantissimo e fino alla nausea. Ciò che ho dentro e tutti i miei ricordi non li voglio dimenticare. Mi distraggo. Più coi film che coi libri , ormai, poiché il mio occhio è rimasto fessacchiotto e non poco. Non medito a causa di un flusso incessante di pensieri, faccio yoga, però. Vado a correre e cammino tantissimo. Il supporto ce l’ho: sono anni che vado dalla mia psicologa e, devo dire, mi ha rimesso in sesto la vita. Che dire… la malattia ce l’ho sempre ma rido quasi più che nella mia vita da sana. Ho rapporti più spontanei e sinceri. Sorrido sempre e ho voglia di far parte della mia vita. Questa malattia è stata forse una benedizione. Si dice sempre ‘Mica può capitare a me’ e poi, quando succede a te pensi ‘ Capita’. E ricomincia tutto di nuovo, una nuova vita, nuove opportunità e nuovo modo di vedere le cose. Capita sì… Via di nuovo!