Ape versus 34

Ape chiama per sapere se ci sia posto prima del 13 luglio per fare la risonanza. Ebbene sì, l’ha fatto. Essere in trepidante attesa di entrare in un tubo poiché è frettolosa di sapere. Chi l’avrebbe mai detto che Ape avrebbe potuto fare una cosa del genere? Eppure è successo…. vuole sapere che cosa le stia accadendo. Troppi dolori e troppe scosse. È già in accettazione aspettando il prelievo e sono le sette e sta sognando il saccottino. Che alzataccia pazzesca. Le han detto Si prepari con la creatinina pronta che appena c’è posto nei prossimi giorni la chiamiamo. E quindi Ape è qui. Sa già tutto delle urine della signora a sinistra, corrisponde al numero 34. Sa tutto della sua ecografia. Ha 78 anni ed è già qui a intralciare chi deve andare a lavoro. E continua a parlare delle sue urine. Ora tutti sanno che le sue urine sono limpide. Anche Ape. Caliamo un velo pietoso su questa 34 che continua a girare con le sue urine al vento. Ape sogna il suo saccottino dalle sei. Finito. Quattro provette andate in laboratorio. Si fionda al bar…. tragedia… saccottini finiti per tutti ma ce ne è uno che il barista ha nascosto per apemarcotti. Una splendida giornata. Nonostante le urine della signora 34 e nonostante i problemi cardiaci del 38. Si prospetta un continuo meraviglioso.

Ieri un amico mi ha detto Ale tu non sei disabile, tu sei speciale.

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Imparerò

Ci sono persone non leali. Ne ho da poco incontrata una. Un uomo più grande di me, sul lavoro, non è stato corretto e non si è assunto le sue responsabilità. Mi sono arrabbiata e tanto perché la slealtà non la tollero. Se sono corretta, pretendo correttezza. Ci si rende conto che non valga la pena nemmeno arrabbiarsi, ma Ape è impulsiva e lo ha inchiodato al muro. Dovrei andarci piano con questa malattia. Dovrei fregarmene e non accettare provocazioni. Ho tentato ma proprio non ci sono riuscita. Ho ancora molto da imparare. Risultato: ho ancora i nervi che mi tremano, per colpa di uno che ho capito valga zero. Imparerò. La cosa più bella in tutto questo sono le altre persone, quelle che sanno come sia fatta e quanto sia sbagliato essere sleali con me. Cerco di comportarmi bene, di essere onesta, cerco di impegnarmi nelle relazioni sociali. Devo imparare a farmi scivolare addosso le cose. Imparerò. Un amico mi è venuto a prendere e mi ha portata via. Una roccia salda alla quale aggrapparsi e della quale mi sono fidata e mi son fatta portare via perché sapevo stesse facendo qualcosa per il mio bene. Se tante persone sono dalla mia parte ogni giorno, vorrà pur dire qualcosa. Oggi ringrazio ufficialmente la roccia salda. Ringrazio chi si è interessato di come stessi. Ringrazio chi mi sprona e chi ogni giorno combatte con me e mi aiuta. Ringrazio voi con i vostri messaggi. Sempre. Un po’ avete imparato a conoscermi e sapete che mi metto a nudo e non nascondo nulla. Dico il bello ma anche il brutto e non è cosa semplice scrivere anche delle cose negative che si combinano. Io son così, cerco di essere leale e certe cose mi fanno stare male. Si impara. Imparerò.

Grazie Stefano.

Anime pure

Qualcuno entra nella tua vita ed è delicato. Riconoscere chi merita e ti soffermi. Riconoscere qualcuno onesto come te e puro nell’anima. A volte si prendono cantonate, grosse ma, spesso, va bene. Fidarsi di qualcuno. Un bel regalo che ti viene fatto. Fidarsi è lasciarsi andare. Fidarsi è una cosa grande, un dono che fai. Riconoscere anime semplici, senza troppi giri di parole, anime che ti guardano dritte negli occhi anche per dirti cose poco piacevoli. Poi ci sono le anime che abbassano lo sguardo e mentre parli se ne vanno e girano le spalle. Persone poco rispettose che, quando noti questi atteggiamenti da lontano, sai che devi girare al largo. Ci sono quelli che nel bisogno ti prendono per un braccio e sono disposte ad aiutarti a titolo completamente gratuito. Con un gesto, una parola, un messaggio, una telefonata. Riconoscere e riconoscersi. Ti giri e vedi qualcuno che ti è venuto incontro per aiutarti. Qualcuno di così vicino che ha capito che avevi bisogno. Era lì per te. Non ti domandi perché, non ti domandi nulla, ma quando lo vedi ti si apre il cuore perché è lì vicino a difenderti e sostenerti. Non hai nemmeno il tempo di dire grazie perché è già sparito. Anime pure come la tua che è bello avere vicino. Gli altri li lasciamo lontani, nei loro mondi disonesti e incompleti.

SM è…

Sclerosi multipla è…
un caos. Dentro e fuori.
Tremori dentro, scosse e intorpidimenti.
Sclerosi multipla è
un caos infinito
più dentro che fuori
perché le persone ti vedono e stai sempre bene. Ti dicono ma sì le occhiaie le abbiamo tutti, i capelli li perdiamo tutti, le parole giuste scappano. Si. Vero. A me non scappano. Io dico una parola per l’altra. Io lo capisco che non sono più io. Sono rallentata. Sono affaticata. Faccio fatica. Non si vede, è un lavoro sembrare normale, faccio fatica anche ad alzare una penna. La tiro su come se pesasse trenta chili. Non se ne accorge mai nessuno della mia fatica. Sto sempre bene per tutti. Credo che sia meglio così. Arrivo a casa sfinita peggio di quando vado a correre. Sarà sempre così d’ora in poi o migliorerà? o peggiorerà?
Sclerosi multipla è… non sapere. Fare i conti col fatto che convivi con un corpo del quale non hai tu il controllo. Devi accettarlo e sperare che questo corpo impazzito non faccia troppi danni senza pilota. Non è semplice accettare che non hai più la ragione su una cosa che ti appartiene. Il corpo è mio. Dovrei e vorrei essere io il padrone. Ma lei colpirà quando deciderà lei e dove dirà lei. Come essere un dipendente della tua stessa azienda.
Sclerosi multipla è l’infame che attacca il tuo stesso corpo. E poi se la ride allegramente. Beffarda. Silente. Invadente.

Eccomi, quando entro in risonanza…. 😂

Travestita era bellissima

Sanguina il cuore. Può accadere. Dolore e male. Ricordi che non vuoi avere, cose che era meglio non vivere. Sanguina il tuo cuore e lei nemmeno lo sa. Nemmeno se lo ricorda il tuo volto. Il tuo cuore sanguina. Soffochi e stai male. Lei nemmeno lo sa mentre la spii di nascosto e fai finta che non faccia male. Ma fa tanto male. Il cuore continua a sanguinarti. Fa male perché lei è felice e tu no. Fa male perché sei stato stracciato e fatto in mille pezzi. Lei non sta male. Ma tu sì e rimpiangi di avere amato lei, proprio lei, sapevi a che cosa saresti andato incontro. Tu ci hai provato. Lei è scappata in un lampo. Non vedere e non sapere: così lei se la fa passare. Il cuore suo di pietra davanti al tuo animo puro. Non te lo meritavi. Era una persona bellissima travestita, ma dentro faceva schifo.

Ape grande, grande Ape

Ape è diventata grande. Non donna, non mi sento una donna, chissà a che età si inizi a sentirsi donna. Quando mi danno della signora rimango basita…. come si fa a dare della signora a me? Ma vi sembra? Rimango ancora più basita quando mi danno del lei… Ma come si può darmi del lei? Con una faccia così da frescona? Però, in tutto questo, Ape è cresciuta. Sono in continuo cambiamento. Sono un vulcano che, ogni tanto, perde la lava e gli zampilli. Sono diventata una persona migliore. Sono migliorata come compagna, come figlia, come sorella non tanto perché sono sempre stata qui per mio fratello, ci sono sempre stata e sempre ci sarò. Sono migliorata come amica, sono una buona amica per molti e anche per me. Mi guardo furtivamente allo specchio e mi piaccio. Ogni tanto mi piace tirare delle somme, mi piace incensarmi perché Ape è, pur sempre, una ragazza vanitosa. Ecco qui Ape e i suoi quarant’anni. Ho avuto una festa meravigliosa, con tante persone che erano lì per me perché mi volevano bene. Ape è fondamentalmente una persona buona. Aspettavo una persona alla festa che non si è presentata e non mi ha neppure avvisata. Il giorno dopo ho mandato un messaggio. Mi è stata buttata lì una balla. Non va bene. Ape non si merita balle. Ape vorrebbe la verità, avrebbe accettato tutto. Anche solo essere avvisata. Un’altra persona non è venuta….ma mi ha detto Mi son dimenticato! E ho riso e tanto. Dite la verità ad Ape, in fondo se la merita. Sono stati quarant’anni meravigliosi. Ho fatto tante cose e visto posti e conosciuto persone. Ho avuto un nonno che, se sono ancora qui a pensarlo ogni giorno, vuol dire che è stato fantastico. Un passo dopo l’altro. Un giorno dopo l’altro. Ape è cresciuta e ha ancora un sacco di vita da vivere perché ad Ape piace godere delle cose. Ci sono persone speciali alle quali devo tutto questo. Prima di tutto ci sono io, poi la mia famiglia, il mio compagno e tutte le persone che mi pensano in un bel modo e che quando stanno con me si sentono felici e positive. Il motore che ha scatenato questa mia seconda bellissima vita è la mia malattia, dico mia perché, in fondo, le sono anche debitrice: mi ha dato uno scossone, un qualcosa che immagino come un gran calcio nel sedere per farmi rimettere in gioco e non dare nulla per scontato. Non do più nulla per scontato. Se amo lo dico, se odio lo dico, se mi deludono lo dico, se mi rendono felice lo dico. E dico tanti grazie soprattutto a chi ha voglia di ridere e divertirsi con me.

Ringrazio Laura per il servizio fotografico.

Rischiaccio play

Non so se sia sogno o realtà
vedo una bimba cade nel vuoto
tutto si ferma
resto immobile
come quando metti in pausa la tua musicassetta preferita
play pausa play
riprendi a sentire la tua musica preferita
rimetti in play
la musica e la vita.
Ripartire da lì, dal punto interrotto.

Mangiare insieme

Mi piace passare il tempo con persone che abbiano voglia di condividere e di stare con gli altri. Condividere il cibo o un bicchiere di vino. Condividere e apprezzare ciò che fanno le altre persone. Quando a lavoro mangiamo tutti insieme è davvero un momento prezioso. Passare le ore con qualcuno con cui è bello scambiarsi una risata. Questo è il succo della vita per me. Il succo che mi fa uscire di casa. Un nutrimento. Passo la maggior parte del mio tempo con persone che ho trovato, così, per caso. Persone così tanto differenti tra loro che sono perfettamente inserite in un plastico perfetto. Io sono parte di quel plastico. Mai prima d’ora mi sono trovata così bene e a mio agio in un plastico. In quel plastico perfetto, ma incasinato, mi sento parte di una famiglia e di una casa. Ho bisogno di qualcosa da ognuno, anche solo un sorriso quando la stanchezza mi porta a serrare le labbra. Una cosa ci accomuna… godere del tempo che abbiamo a disposizione. La vita, fino a prova contraria, è una sola e la dobbiamo vivere noi in prima persona come attori protagonisti e mai secondari. E quando sto così tanto bene non penso più a chi mi ha procurato dolore e a chi, volontariamente, ha deciso di ferirmi. Gratuitamente. Elimino. Le persone cattive e inutili le ho accantonate. Contano solo le persone che, nonostante tutto, sono ancora qui per me e che, con me, stanno bene.