Spot occulto 3

Come Bruno Vespa, anche io esco per Natale. Invece di regalare Bruno, regalate me! Farete più bella figura, non ho nei o cose strane in faccia e sono molto più simpatica. Si trova su http://www.amazon.it.

E anche le mie amiche sono molto più simpatiche di quelle di Bruno.

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Il maghetto e la donzella

Come il piccolo mago, taglia la donzella in mille pezzi, lei sdraiata nella cassa, la testa fuori. Lei sorride. Così oggi il mio cervello, tagliato in due emisferi perfetti. Il destro sembra vada, e anche piuttosto bene, il sinistro no. Il sinistro è rimasto nella scatola e il piccolo mago ha tagliato i ponti in modo sbadato e sbagliato. Lo avrà fatto apposta perché si è perdutamente innamorato della donzella ma non è stato ricambiato? Sì, deve essere questa la ragione. Prima o poi la donzella uscirà sorridente e in perfetta forma, è così che deve andare.

Un regalo speciale

Davanti alla finestra, la mia mamma mi diceva Vedrai che stasera nevica, se nevicasse sarebbe più facile per Babbo Natale, lui è abituato a scivolare per portare i doni. Ero in fibrillazione. Stetti davanti alla finestra per tanto tempo, fin quando caddero i primi fiocchi. Mamma, vieni, nevica, Babbo Natale sarà felice. Una sensazione mista tra pace ed eccitazione. Anche quell’anno sarebbe arrivato, ma sarebbe stato più facile, per lui, raggiungere la nostra casa. Alla mattina mi svegliai. Andai in sala, era pieno di pacchetti. Andai a svegliare tutti. È arrivato! Muovetevi, è arrivato. Saltellavo eccitata da una stanza all’altra. Ricordo un pacchetto speciale. C’era lei, la mia Cita, con un vestitino rosa a quadretti. Non l’avevo chiesta, ma era arrivata, Babbo Natale l’aveva scelta proprio per me. Avevo sei anni, credetti fosse il Natale più bello della mia vita, mi sarei presa cura per sempre della mia Cita. Promessa mantenuta, è ancora con me sul mio letto, dorme con me, ogni sera le auguro la buonanotte, quando vado in vacanza la saluto con un abbraccio e, quando torno da un viaggio, è la prima cosa che vado a vedere se c’è ancora.

Mondo di Ape

So fare qualcosa???È una soddisfazione enorme quando la famiglia legge le mie cose e mi dice Bello Ape, scrivi bene. Andavo bene a scuola, molto bene. Scrivevo dei bei temi, portavo a casa buoni voti e mi dicevano Brava, è quello che devi fare e lo fai bene. Non c’erano alternative, dovevo farlo bene. Adesso, però, è diverso. Quando faccio leggere ciò che che scrivo, vedo degli occhi pieni di di stima. Sì, sono fieri di me ed è quello che volevo. Lo vedo un po’ come un regalo: dono un po’ della mia parte più intima a chi amo. Mi faccio scoprire e conoscere. Una grande soddisfazione. Volevo fare qualcosa di bello e importante nella mia vita, un po’ ci sto riuscendo. Sono cresciuta e vorrei vedere la mia famiglia soddisfatta di ciò che ha creato. So che per loro è importante vedermi felice. Lo sono? Sì, lo sono. Sto affrontando questo mostro nel miglior modo che conosca. Lo faccio per me e per loro che, quando mi sentono ridere, tirano un sospiro di sollievo in questa realtà più grande di noi.

Ape oggi ha freddo!

Fazzoletti

Inizio settimana…. vento pazzesco, si vedono le montagne dalla fermata del tram. L’aria sembra pulita, una di quelle giornate che ti fanno apprezzare la vita. Aspetto che arrivi il mio mezzo preferito arancione. Una signora con dei sacchi di sabbia per gatti la pensa come me. Poi dicono che a Milano siamo freddi… con me attaccano tutti bottone. Anche senza chiedere. Sembra simpatica, le domando se abbia da regalarmi un fazzoletto di carta, li dimentico sempre. Butta giù la sabbia e cerca … tienili tutti, ne ho un altro pacchetto. Grazie mille! Mi ha salvata. Lo faccio sempre. Mi dimentico di prendere il pacchetto e devo soffiarmi il naso sempre sui mezzi. Le persone sono disponibili , basta chiedere, con tutti i fazzoletti che mi hanno regalato avrei potuto comprare una macchina.

Alberino

Faccio l’albero, con cura. Le decorazioni sono quelle ancora dei miei nonni, in vetro soffiato che rischiano di rompersi solo con uno sguardo. Così rivivono le persone che ci hanno accuditi: ricordandole e ricordando quello che si faceva insieme. Un piccolo momento felice si trasforma in malinconico. Faccio la pace col dolore delle perdite. Vorrei qualcuno accanto di molto speciale al quale tramandare tutto questo. Non c’è. Proteggo il mio passato, mi avvicino a quei momenti come fossero dei tesori dei quali avere tanta cura. Manca sempre qualcuno nella lista. Che cosa provo? Calore, anche se fuori fa freddo, tanto freddo: esce aria dalla bocca. Posso donare solo ciò che posseggo e sono qui per vivere e per farlo nel migliore dei modi.

Lui

È lui. Semplicemente. Lui che mi accoglie e mi raccoglie. Lui. Che mi fa ridere e mi dice Andrà tutto bene. Lui. Quando torno mi dice Ciao, com’è andata? Lui che accetta e che mi guarda da lontano. Lui che soffre per me e con me e non mi fa mai sentire inadeguata. Lui mi rende felice e Va bene così, nonostante quello che ci è stato sbattuto in faccia.