Sola mai

Questa malattia mi ha donato tre compagni in più; uno è un uomo obeso e si trova sulle mie spalle e le altre sono due donne, obese anch’esse, che stringono forti le mie gambe. Vado in giro e siamo in quattro. Ho sempre avuto paura di potermi sentire sola ecco… mai più. Noi quattro ci spostiamo come fossimo gemelli siamesi. Uniti a vita. Quello sopra è un po’ più fastidioso, vuole per forza spingermi verso il basso. Oggi siamo andati a fare una camminata nel parco. Tre ore di camminata veloce, non me la sentivo di correre ma volevo tenermi un po’ in forma. Dopo tre ore sono tornata così stanca e distrutta come se avessi corso su e giù per l’Everest. Distrutta. Non trovo parola migliore. Mi sento come se pesassi un quintale. Una fatica enorme fare qualsiasi cosa ma almeno non sono sola. Questa nuova simpatica pastiglia ha deciso che mi regalerà dei mal di testa tremendi. E vedo male e poco. Ma non sono sola. Ci si abitua a tutto, mi devo abituare ma credo ci vorrà ancora un po’ di tempo. Almeno siamo in quattro.

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Caos

Perché ci si vuole negare attimi e momenti di felicità? Perché si è disposti a non provare cose che potrebbero essere meravigliose? Solo perché sono difficili da raggiungere o da portare avanti o da sostenere? Nessuno può essere così importante da provarci? Pentirsi di qualcosa e credere che non si possa tornare indietro. Non è sempre vero. Pentirsi di provare sentimenti o di averli provati. Qualcuno crede di bastarsi. Pensa sia perfetto così. Negarsi gioie… a quale scopo? C’è sempre un posto nel quale sentirsi bene e dove stare bene. Si ha così paura delle cose che non si conoscono. Tutto ciò che è nuovo può atterrire. Oppure può svelarci. Il mondo è caotico. Occorre accettare il caos che si crea e affrontarlo.

Voce

Le voci sono uno strumento molto interessante. Ce ne sono di davvero belle in giro. Puoi capire che cosa provino le persone dal tono del loro strumento. Come lo sai? Dalla sua voce: semplice.
A volte possono uscire cose orribili da una bocca oppure cose bellissime. E scambiarsi confidenze e segreti parlando con un tono basso e lentamente. Si impara ad esprimersi al meglio, a volte anche il silenzio può essere una risposta. Stare in silenzio qualche volta, però, inquieta. Occorre imparare a respirare bene, una legge essenziale. Tutti lo insegnano, in primis il mio insegnante di yoga. Il respiro purifica e butta fuori ciò che non è più necessario. Una voce può chiamare perché ha bisogno di un aiuto. Si può dare oppure no, si può far tornare nell’abisso. La voce scivola, da una vibrazione all’altra come una carezza leggera. È qualcosa di non tangibile ma è qualcosa di vivo.

Sei tu…

Un gioco a carte scoperte con te. Parliamo? Io vorrei parlare. Se sta bene anche a te. A volte è difficile capire, ma non con te. Tu non sei difficile. Se è sì è davvero sì, se è no allora è no. Sono qui e sono proprio io. Non so se ho bisogno di un restauro, ma so che voglio essere splendida ai tuoi occhi. Anche con un occhio in meno, anche con le lesioni che, tanto, da fuori non si vedono troppo. Mi incoraggi sempre e non concludo affari senza la tua totale approvazione. Chiedo un consiglio, tu approfondisci quello che ti ho chiesto coi mezzi che hai. Quando voglio fare a modo mio spero tu capisca e mi venga incontro. E lo fai ed è un gesto carino da parte tua. Individuiamo insieme le situazioni problematiche e cerchiamo di trovare il miglior modo possibile, per noi, di venirne fuori. A momenti sono forte. A momenti vacillo e mi sento insicura. Un futuro insieme, una serata perfetta. Mi aiuti ad alzarmi? No, non occorre chiedere. Mi alzi senza domanda. Eccoti. Tu. La persona più bella, quella che non mi ha mai fatto sentire inadeguata o sbagliata, nemmeno quando mettevo in tavola tutto ciò che provavo. E sei forte. Sei uno che affronta e non si tira indietro e non schernisce o minimizza ciò che gli altri possano provare. Infatti sei tu quello che volevo e che voglio.

Ultimo spettacolo

L’ultimo spettacolo; una persona ti viene strappata via. Non sarai mai più indifferente alle persone che soffrono e al loro dolore. Non ci riesci proprio anche se, a volte, lo vorresti. Oggi non si può piangere ancora. Ributti dentro le lacrime e tiri fuori il tuo miglior sorriso. Lo spettacolo continua. Sorridi e fingi ma, a furia di sorridere, ci credi e continui a farlo sempre, diventa normale. Aiuti le persone, come meglio, secondo te, riesci. Lo fai perché lo senti da dentro. Chi è solo, lo senti. Persone accanto ti amano. Qualcuno magari non ce la fa più a farlo. Fa un po’ paura il pensiero di non essere amati e ti fa sentire preoccupato. Si può perdere tutto, ti potrebbe servire aiuto. O ti potrebbe servire da lezione. Per questo lo dai. Perché senti quella paura e vorresti che altri non la provassero. Conservi ricordi che, a volte, riaffiorano e ti travolgono in pieno. Non sempre si è pronti a questa ondata. Ti fermi nel mezzo della marea Ma a che punto siamo? ti chiedi. Ritroveremo la strada? Proviamo ancora qualcosa? Occorre non perdersi e non mollare la speranza. Lottare. E, dopo le cose orribili, cercare di far sparire la rabbia. Si può riuscire, occorre farla uscire tutta come un bimbo che scende dallo scivolo. Rallentare e guardare. Ci sono cose bellissime anche accanto al brutto. Saranno talmente belle che, ciò che stona, non lo vedremo più.

Terapia nuova

Terapia di ape. Procede. Pastiglietta alla mattina. Colorata e simpatica. Io ci spero e tanto che almeno questa abbia un buon impatto su di me. Mi sento come se portassi in giro sulle spalle un uomo obeso. E un paio di donne obese attaccate alle cosce. Mi trema qualsiasi tipo di nervo abbia nel corpo. Guardo in alto, magari qualcosa si muove e mi accorgo che è il terremoto. Non è il terremoto. Sono io, ape. Parlo con parole assurde e strane. Passerà. Dico una cosa per l’altra però almeno me ne accorgo. Però mi stanco e dico Va bè basta questo discorso lo continuerò domani. Ho gli spilli alle dita. Sono molto stanca. La schiena sembra sia diventata di plastica. Poi vedi i bambini in giro e speri che a loro non capiti mai, non almeno quando sono così piccoli e felici. Domani è un altro giorno e ape tornerà a volare.

Lei/lui

Lei. Ok, può essere anche un lui. Dichiara il suo amore, esterna ciò che ha dentro. Si può andare dalla commedia al dramma oppure fino alla tragedia, tipo quella shakespeariana. Trovo sia bello far sapere e tirare fuori. Trovo sia quasi un miracolo, potrebbe fare bene. Lei. Ok, o lui. Sempre lei. Ok anche lui potrebbe essere. Soffre. Si è sentita/o derisa/o e presa/o in giro in quel suo scoperchiare i sentimenti. Chi prende in giro è quello forte sicuramente. Forte perché si trova in condizione di superiorità. Quello che può anche ribaltare tutto. Quando sei forte non hai bisogno di nulla e di nessuno. Quando sei forte ti puoi allontanare da tutto e fregartene delle promesse date, delle parole, dei sentimenti. Quando sei forte puoi allontanare le persone, non ne hai bisogno. E se poi ti rendessi conto che, alla fine, non è che hai solo allontanato ma sei proprio rimasto solo/a del tutto? Solo. Ok, anche sola. Solitudine. Non si augura a nessuno. Avere a cuore qualcuno e poi non c’è più. Capita. Le persone muoiono fisicamente oppure sono forti e se ne vanno perché non hanno bisogno. Se ne vanno sole. Forti ma sole. Ma la vita deve per forza diventare una gara a punti? Quando si provano sentimenti per forza bisogna arrivare al punto di farsi del male per dimostrare che c’è uno che è più avanti? Non l’ho mai capito. In tutti campi, non solo nell’amore.

Ape fra le Api

Io non lo so davvero che cosa mi leghi a questo posto. Non lo so. Ricordo momenti nei quali sono stata molto bene qui. Eppure in famiglia me lo chiedono ogni volta che parto Ma come fa a piacerti tanto? Ma non ti va di andare da qualche altra parte? Sì, ovvio. Vado anche dalle altri parti ma qui devo venire sempre. Sarà che qui ape è ape. Nessun altro se non lei. Qui puoi essere chi vuoi e fare ciò che vuoi. Qui non importa a nessuno chi tu sia. Qui non importa a nessuno se tu sia felice o triste o che bagaglio ti porti dietro. Qui non importa a nessuno dei tuoi problemi, dei tuoi drammi, dei tuoi sogni. Qui si può essere ciò che si vuole. Sei tu a decidere per te. Qui si può ricominciare una vita. Oppure continuare la vecchia. Qui respiri e ti nutri di tutto ciò che gli occhi sono capaci di ingurgitare per te. Vai sempre negli stessi posti ma ti accorgi che sono cambiati e nel giro di pochi mesi. Entri nel tuo pub preferito e noti che sei l’unica donna…. poi capisci perché…mentre uno più femminile di te ti dice Stasera si esibisce Drug Margot… Allora opti per un altro musical a teatro perché lavori tutto l’anno per qualcosa….

Si arriva sempre alla destinazione giusta. A volte bisogna solamente un po’ accontentarsi!