La chiave

Questa è la chiave della mia vita: stare con chi amo. Quello che c’è attorno sparisce. Il brutto, poichè il bello me lo tengo bene stretto. Chi mi tratta male, chi ruba agli amici, chi non mi apprezza, chi mi ferisce…. Non esiste più.

Rimane il bello, rimangono gli aperitivi in pausa, le compere, le colleghe che mi fanno ridere. Rimane chi mi apprezza, rimane il sommo poeta che mi riempie di parole meravigliose. Rimane chi mi cerca per raccontarmi qualcosa di bello da condividere.

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Il gusto del divertimento

Il tempo passato non va mai gettato via. Ci sono interazioni perfette. Che durano poco. Tu, però, continui a chiederti se, chi ha avuto a che fare con te, stia davvero bene. Si sopravvive a un legame perfetto? Non lo so se si riesca davvero a farlo, ma ci si prova. Quando si sbaglia, si prega che la prossima volta si possa sbagliare meglio. Nessuno mai potrà prendere il posto di un altro, ognuno ha il proprio collocamento. Quando ci si sente come in una trappola… si tende a volersene liberare, con forza. Fatto questo, si riprende in mano il gusto e il senso del divertimento.

Il viaggio

Assumo il comando di me. Sì, lo assumo io stavolta. Faccio avanti e indietro attraverso la vita che scorre, come un pendolare. Arrivo puntuale, qualche volta in ritardo. Che vantaggio ne avrò? Una sorta di rinascita, cercando di stare al passo con quello che ho voglia di fare. Conta solo ciò che voglio io dalla mia vita. Non cancello nulla e nessuno. Mi impegno a rendere le cose ancora più belle rispetto al passato. Ritorno alla base, pronta a rimettermi in viaggio verso destinazioni uniche. Quello che incontro mi riempie gli occhi e il cuore, guardo da un punto di vista differente. Poi mi congedo e saluto. E riprendo a viaggiare.

La fortuna bacia sempre due volte

A volte la fortuna bacia più volte al giorno…
Scendo per comprare l’acqua. Passo prima dal Mario a bermi il caffè. Entro. Vedo seduto quello del secondo piano, gli sorrido solamente perché l’ho già salutato tre volte oggi. Un dolce vecchietto va a pagarsi la colazione Pago anche il caffè della ragazza. Ma no, perché? Perché mi ha sorriso. Allora grazie mille. Mi sembrava brutto dire Guardi che non ho mica sorriso a lei… Avrei fatto una pessima figura. Prendo il mio cestino d’acqua. Mi sono dimenticata che toglievano la luce oggi. Mi viene da piangere… cinque piani a piedi.. Dietro di me l’operaio bergamasco che sta lavorando al terzo piano. Venga ci penso io tanto andiamo nella stessa direzione… dove va? All’ultimo piano… Andiamo… come fa che lei pesa due etti? Lo seguo. Felice. Grazie mille dico. Questa è davvero fortuna.

Tengo un mazzo di fiori tra le mani

Ci sono persone che rovinano e uccidono ciò che amano. Chi lo sa perché e che cosa gli passi per la testa. Ci sono persone che decidono di essere felici e di tenere, tra le mani, un mazzo di fiori, per vedere la bellezza in un modo proprio e nonostante quello che accade intorno che, spesso, mette a dura prova. Tengo un mazzo di fiori tra le mani e lo mostro volentieri. Ho fatto un piccolo interventino al nervo e ho dormito tutta la notte come un angioletto. Dopo notti tragiche di dolore atroce… sono una donna rinata. Le anime sgraziate attorno a me non le vedo più. Vedo tutto bello. Questa cosa traspare e fa sì che si formino dei legami speciali con gli altri. Non si ringraziano mai abbastanza le altre persone, quelle che concorrono a far più leggera la vita. Le mie colleghe, ad esempio, fanno sempre il tifo per me e mi regalano momenti di risate epiche. Ogni tanto mi giro indietro. Sono stata molto più gioiosa che triste anche quando qualcuno mi ha rubato e stracciato il cuore. Ti rendi conto che c’è chi ti ama sempre e continua a farlo e pensi a quello che ha fatto per te. Se avessimo saputo prima ciò che avremmo vissuto insieme… Non cambio nulla… nemmeno le grandi figure che ho fatto delle quali mi vergogno ancora.

Oggi mi sento così….. Chi vuole capire, capisce!!!!! 😂💖

Proseguo

Vuoi conoscermi veramente? Passa del tempo con me. Mi sento un essere libero, di fare e di pensare. Prendo le cose così, come vengono, anche se, spesso, non ne capisco il senso. Accetto. Accetto anche tutto ciò che mi circonda. E proseguo. A passo veloce. Mi impegno. Vado verso ciò che mi aspetta a volte con paura ma senza sentirmi debole o fragile. Mi sento un leone, con la sola differenza che non possiedo una criniera ma una quantità smisurata di capelli. Mi guardo, buttando un occhio alle vetrine: un volto stravolto dal dolore ma ancora vispo, con gli occhi rimasti vivaci e attenti. Guardarsi andando veloce è un po’ come rinascere ogni volta. Poi torno sempre a casa. E mi sento fortunata, benedetta dalla sorte e pronta a fare baldoria continua. Il modo di vivere non è cambiato. Non ho sensi in allerta, mi sento al sicuro e mi faccio avvicinare perché so che ci sono io a badare a me. Proseguo ancora e mi confondo nella massa.