Garofani

Ora sto bene. L’unico problema che mi porto ancora dietro è un dolore atroce al nervo facciale. Pensavo fosse il trigemino. La neurologa dice che trattasi di altro nervo. Questo dolore atroce mi sta abbastanza rimbambendo. Non capisco più niente. Dolore continuo e incessante al nervo dalla punta della testa al collo passando per l’orecchio. Cerco di far finta di nulla ma è dura davvero. Mi sta sfinendo. Non trovo giusta la sofferenza fisica e un po’ non ne posso più di soffrire così. Penso sempre che domani andrà meglio… poi passa la giornata e ancora nulla. Ma domani andrà sicuramente meglio. Non vedo alternative. Ingurgito di tutto come un povero affamato. La tachipirina non mi fa più nulla e nemmeno il resto. Internet dice di mangiare i fiori di garofano….Ci provo. Odio i fiori di garofano, da quando la mia mamma li metteva nel brasato. Non trovavo giusto che, tutta quella carne coperta di vino e sugo, potesse prendere un sapore che non corrispondesse a ciò che vedevo. Mi sta bene. Se torna tutto indietro davvero, mi toccherà mangiare garofani a vita.

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Fare strada

Si sentiva in sottofondo. Come se fosse lontana, in un’altra stanza. Una musica, note dolci. Ma c’erano davvero? Ricordo quel momento e lo ricordo accompagnato da quelle note. Credo se ne fosse andata via così….accompagnata davvero dalla musica. Davanti ai miei occhi vedo ancora l’acqua che scorre lenta in una giornata di sole. La mia voglia di scappare, di non vedere per non sentire nulla dentro di me. Sai che cosa mi piacerebbe? Schiacciare Reset. So che avrei potuto prendere decisioni differenti in ogni momento della mia vita. Se va via la luce… che facciamo? Vieni: ti faccio strada.

Chi l’avrebbe mai detto

E chi l’avrebbe mai detto che un incontro nel 2001 potesse rivelarsi così tanto speciale. Lo ricordo bene quel momento, fermo come una fotografia. Lei con maglietta e scarpe gialle e delle gambe lunghissime. Una strada insieme. Chi l’avrebbe mai detto che potessi stringere tra le mie braccia, un giorno, qualcosa di tanto bello e piccolo. Finalmente è arrivato. Avrò un compagno di giochi, andrò con lui sulle giostre. Questo è il regalo più bello che potesse farmi. Siamo già in sintonia… eravamo due e ora siamo in tre. Così… in un lampo. Chi l’avrebbe mai detto quando pensavamo solo ai concerti e ai cantanti. Chi l’avrebbe mai detto quando passavamo i pomeriggi a comprare vestiti, dentro e fuori dai negozi. Noi due… Così diverse, eppure fuse in un’unica essenza. Così tanto diverse fisicamente da essere diventate simili, così tanto da sembrare sorelle. Abbiamo condiviso fatti assurdi e belli e abbiamo riso tanto, tantissimo. Poi abbiamo condiviso momenti brutti, anche molto brutti. Risate miste a pianti e lacrime. E imparato a conoscere una malattia nuova. Siamo sempre rimaste, l’una per l’altra. E ora c’è lui. Una scimmietta piccolissima che mangia, strilla e dorme. E sì, sarò sempre nella sua vita.

Cambiare le giornate

La capacità di far cambiare le giornate. Mica solo i bambini ci riescono. Certo… loro possono far cambiare molte cose. Nemmeno se ne rendono conto di quanto possano essere portatori di felicità. C’è chi ha questo dono innato. Basta anche solo come si dice Buongiorno quando si aprono gli occhi al mattino. È una qualità che si possiede, non si studia a tavolino. È un grande dono che si fa verso sé stessi e verso gli altri. Ci sono persone che si guardano da lontano e se ne rimane affascinati. Portano dietro qualcosa in grado di riempire una stanza intera e non importa se la stanza sia vuota o meno: non si nota nemmeno.

Io, la mosca e Ciuffetto

Si tratta di questo: stare bene. Una cena può bastare. Mangiare, di fronte a una persona con la quale stai bene e che stimi. Il cibo ti fa sembrare che tutto abbia un senso buono. Il cibo unisce e l’essere umano interagisce. Ringrazi chi ha partecipato a questo evento e chi ha condiviso un momento speciale con te. Stare bene. Mi interessa sapere tutto. La vita a volte sorprende. Godiamo di questo momento senza problemi e senza domande. Ridere. Passare momenti felici.

Resto

Ti posso parlare? Lo so: è una delicata missione. Vorrei mi lasciassi parlare e vorrei mi ascoltassi. Invece scappi. Fai finta di non vedermi. Compari quando meno me lo aspetto. Procedo come mi è stato insegnato, seguo direttive. Ti ho visto da lontano: sembravi in stato di agitazione, sembravi triste, come avessi un grosso problema da risolvere. Non ti meriti attenzione e cura da parte mia. Io, però, sono fatta così. Io resto. Se qualcuno avesse bisogno di me, io potrei anche cambiare i miei piani. Io resto. Io affronto le sfide. Io non ho paura e non mi tiro indietro. Io resto e , se necessario, so comparire in un attimo. Qualcuno ha la capacità di dire mi dispiace pur non avendo sbagliato. Qualcuno non lo dice mai e non chiede nemmeno scusa. Io resto e mi piacerebbe parlare perché, a volte, credo sia una buona idea fare la prima mossa.

Ragni

Ecco… mio fratello mi ha fatto un regalo… un braccialetto coi ragni. Solo una persona che mi conosce bene poteva farmi un regalo del genere. Ho un ragno tatuato in onore del mio nonno. E mi piacciono i ragni. Quando sono stata in ospedale mi ha detto Ti ho fatto un regalo. Oggi è avvenuta la consegna. Sono molto felice, sarà sempre con me!!!!! Che bello venire viziati..

Spiare

Il lieto fine non c’è sempre. Si può provare, però, ad essere felici, almeno per piccoli momenti. Ce lo meritiamo, per far bella la nostra vita. Sono una grande esploratrice. Vado in giro a capire le vite degli altri altri. Anzi no, più che capire, vado in giro a spiare gli altri. Come vivono? Che cosa provano? Che cosa fanno? Sento un suono perfetto. C’è ancora tanto da fare. Continuo a spiare e, nemmeno troppo, di nascosto. Adesso sì! Posso andare avanti: il mondo è immenso. Chiedo… qualcuno vuole venire con me? Quello che scopro poi lo scrivo, una testimonianza.