Le mamme

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Due amiche

Ho sentito una storia sul tram. Due ragazzine di raccontano. Sono molto carine, hanno due bei visini. Vestite con lo stesso stile, sembrano me e la Robi. La ragazzina con gli occhiali è stata baciata di soppiatto da un suo ex ragazzino. Ora lei è dubbiosa. Sta con Max. Ma le è sobbalzato il cuore. Ha sentito dei tremori strani che l’hanno riportata a mesi prima. È rimasta sconvolta dal bacio perché le è piaciuto parecchio. E ora? Dirlo o non dirlo a Max? Non è stata solamente baciata ma quel bacio lo ha anche ricambiato. E non solo. Dopo quel bacio ce ne è stato un altro e lo ha dato lei. E avrebbe voluto non finisse quel momento. Poi basta non è più successo nulla. Andati da altre parti. E io devo scendere alla prossima. Parteggio per i battiti che fanno sussultare il cuore.

Ape all’arrembaggio

In teoria si può fare tutto e si può vivere una vita normale. Parola di neurologi. Puoi viaggiare, mangiare, dormire, saltare. Ho viaggiato. Prendo aerei. L’aereo mi piace da sempre. C’è solo stata una piccola parte della mia vita che mi voleva fermare, mi era venuta paura. Ma come? Ho sempre amato gli aerei. Da piccola mi portavano a vederli vicino a Linate. Vederli sparire nel cielo…. prima enormi poi sempre più piccoli. Volevo esserci su e andare in qualsiasi parte del mondo. Poi mi son detta… e basta con ‘ste paure, che rottura. E ho ricominciato a volare. Felice. Ecco, dicevo, puoi fare tutto anche con la sm. Benissimo. Ogni volta che volo però c’è qualcosa che non va al mio ritorno. Notte atroce di dolori, occhio offuscato, spilli in ogni dito, abbasso la testa e mi vengono le scosse. Male alle gambe. Non può essere un caso. Ho il presentimento che questa cura, nemmeno questa e nemmeno questa volta, vada bene per Ape. Vi dirò… iniziano a girarmi le balle. Ho la sensazione che questa malattia stia diventando aggressiva. Mi consola il fatto di avere passato delle giornate bellissime, nonostante i dolori e le scosse alle gambe, nonostante la costola e nonostante l’occhio. Ero felice. Lo sono ancora. Ma iniziano a girarmi un po’ le balle.

Alessandra Appiano

Mi son collegata velocemente col Corriere e ho letto di una scrittrice che ho amato da subito. Alessandra Appiano era una delle mie scrittrici moderne preferite. La depressione….brutta bestia.

Mi è venuto in mente l’Angelone e me lo sono sognato.

Io super felice e qualcuno no.

La vita.

Il festival

Il festival è stato ricco di emozioni. Siamo arrivati nel paese dove nacque Rory Gallagher. Fiume di gente. Fiumi di birra. Convivialità ed emozioni che vibrano sulle pelli. Cibo di strada. Buttarsi in hotdog e hamburger e birra. La gente ti viene addosso di continuo ma poi basta quel sorry a far passare tutto. Meno male che il poncho impermeabile usa e getta ha fatto il suo dovere. Pioggia fitta e continua. Ma poi, non si sa da dove, spunta il sole. Dietro una nube e in mezzo al cielo nero che, nel giro di pochissimo, torna sereno. Musica. Note. Le persone stanno insieme in un paesino preso d’assalto. Noi, a guardare le persone. Tutte le età sono presenti e ci stupiamo di quanto possano bere e di come, qui, bevano più gli anziani dei giovani, e di come si riducano, soprattutto, le signore più anziane. La musica è un collante meraviglioso per tenere unite persone diversissime e provenienti da luoghi lontani.

Verso Donegal

Scrivo dentro a un bus… tra le tre e le sei ore saremo nella contea di Donegal…Il concerto, tanto agognato, ci sta aspettando. L’Irlanda è verde e pioggia e sole e vento e poi nubi e poi sole ancora. Ti vesti e ti svesti. Passare attraverso le quattro stagioni in un solo giorno. Cibo, birra… i pub sono sempre pieni, pieni come le persone. Camminare tra la gente con una pinta in mano e contare i bicchieri vuoti abbandonati tra le vie. Le pelli chiare, le lentiggini, i capelli rossi e gli occhi trasparenti. Dentro e fuori da negozi di gadget con la musica irlandese che ti accompagna. Un’occhiata alle scritte per terra, per capire da che parte guardare durante l’attraversamento. Ho mangiato cose che nemmeno capivo che cosa fossero…. ma le ho mangiate e mi sembravano buonissime. Fra poche ore saremo al festival, previste ore di pioggia continua, ma io mi sono portata un poncho.

Testa

La testa va, pensa, ripensa. Quando sono a yoga il maestro dice di svuotare la mente, cosa difficilissima per me, rimango attaccata a tutto, alle cose belle e a quelle meno belle. Rimango dentro ai miei pensieri e alle mie paure che cerco di vincere o di allontanare. Ho fatto passi in avanti e tanti passi indietro, ma in altre direzioni. I passi avanti mi rendono fiera, sono i miei successi. E dico Brava Ale. Ce l’hai fatta, anche stavolta, nonostante tutto. I miei successi sono tanti, da fuori potrebbero sembrare piccolissimi, ma per me sono enormi. Penso a quando prendo la metro e, ora, lo faccio molto spesso. I miei successi sono molti, aprirsi alla vita e alle persone ritengo siano cose spettacolari. Passi indietro ci sono. Le ricadute sono parte di questi. Le ricadute negli stessi errori, l’essere impulsiva e fare tutto in modo ingordo perché ho fretta di fare. Voglio far tutto il prima possibile perché non mi voglio perdere. Ma gli altri non hanno gli stessi tempi e non hanno le stesse necessità impellenti. Questa malattia è un’alleata nella mia voglia di esserci e fare. Un’alleata presente, onnipresente anche se, spesso, ingombrante. Le persone non possono capire da che cosa possa venire la mia smania di fare. Ed è giusto sia così, la vita va anche presa con calma. Non corriamo tutti sullo stesso modello di auto, abbiamo tutti un motore diverso e questo è il mio. E il mio va molto veloce. Come un’ape che sente l’odore del miele.