Guarda “Filippo Graziani – Lugano Addio” su YouTube

Filippo è un’emozione pura. Non è facile cantare le canzoni di un padre. Lui è emozione, quella che ti fa arrivare la voce come un sussulto nel cuore.

Per il mio migliore amico.

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La bolla

Sposti i capelli con delicatezza. I tuoi o quelli di qualcun altro. Entri nella bolla, nel cerchio. Avvicinarsi. Nel tempo più breve, saltando tutti i passaggi intermedi. Contatti scambiati, cercati, voluti. Oppure capitati. Le mani ascoltano per noi, sono le orecchie di un corpo disattento. Ora devi vedere quanto tutto questo possa costare. A volte pende sul piatto, più di là. Usi l’olfatto, fai in modo che altri lo usino. Sono i tuoi occhi, di quel corpo ormai stanco. Metti sulla barra tutto ciò che hai a disposizione per raggiungere e per comunicare. Metti tutto lì sopra e te ne vai senza nulla addosso. Nudo e inerme.

Nulla da perdere

Uno se lo chiede…. che cosa avrò mai da perdere? Nulla. Solo da guadagnare. Ci provo. Faccio cose. Sono malata. Va bene. Malattia che peggiora nel tempo. Va bene. Ecco. Qui sta il punto. Ti viene una smania pazzesca di vivere da farti credere di essere invincibile, sopra tutto. Ti viene quella cosa che si prova solo da adolescenti, quando vai in motorino dietro a qualcuno e senza casco e senza farlo sapere ai tuoi, perché se lo sapessero i tuoi sarebbe la fine. Ti viene quella cosa. Non hai paura. E non hai più paura di vivere, quella che avevi prima da soggetto sano e in forma. La paura che avevi di non piacere al ragazzo che ti piaceva, la paura di fare figuracce e venire giudicato. Perse. Paure perse. Non mi pongo domande, non perdo tempo. Mi piaci, te lo dico. Non mi piaci, lo capisci o te lo dico che è anche meglio. Nessuna paura e nessun inganno. Vivere semplicemente ma in modo smanioso. Qualcosa perdi. Qualcosa guadagni. È difficile starti dietro.

Sono un uantonflitto

Semblo un uantonflitto. Che nervoso. Odio quando gli odori del cibo mi rimangono addosso. Oggi street food. Sono stata in fila per un hotdog accanto alla bancarella cinese. Finito il mio hotdog e felice, sento questo strano odore che mi perseguita… poi capisco… sono io! Sono disperata. Lasciavo un profumo di melone dai capelli e di muschio dal resto del corpo… ora solo fritto. Ho deciso di prenderla con filosofia. Prendo il bus.. di nuovo quell’odore… anche nel mezzo del pienone di gente sento che i miei capelli, a prima vista puliti e soffici, sembra stiano gridando vendetta dal retro di una cucina del peggior ristorante cinese. Sono a Londra felice ma non sono tranquilla… devo correre a rilavarmi i capelli… Potrei sembrare esagerata ma vi assicuro che ho ragione. Sembro una bancarella cinese di ciboflitto.

Londra sono qui

Londra, terza residenza ufficiale di apemarcotti. La prima è la famiglia, la seconda l’ospedale e la terza… La meraviglia assoluta.

Come sto bene qui, sono sempre stata bene qui. Qui mi rigenero e mi ricarico perché riesco a sfinirmi completamente e a ricaricarmi immediatamente. Persone, persone, persone. Ovunque e dappertutto e a qualsiasi ora. Oggi una giornata di sole meravigliosa, ma non come le giornate col sole di Milano, qui è sole, aria e fresco. Apemarcotti è felice qui, è felice in modo diverso. È felice in modo semplice. Non penso a nulla se non a me e alle mie cose da fare.

Tormento

Regalami un sorriso ancora e me lo farò bastare. Pensami, ogni tanto almeno. Sì, qui tutto bene. Sarebbe bello vederti ogni tanto. Solo ogni tanto, non pretendo sempre. Avvicinati. Dove ero finita? Mi ero rifugiata in un posto segreto, forse per non soffrire. E perché non te l’ho mai raccontato? Non lo so. Me ne volevo andare. Sono felice? Sì, lo sono. Non sono così forte, sono solamente vicina all’amore. A tanto così… Forse più di quanto lo sia tu. Rispondo alle chiamate e rispondo ai messaggi. Sì, lo faccio ma non la seconda volta. Forse la seconda sì, ma non la terza. Siamo davanti alla porta, da qui in poi non si torna indietro. Lasciami fare ma, se penso solamente a te, non riesco a concentrarmi, provo una sorta di tormento.

Ci siamo quasi…

Ho la bronchite, la febbre alta e dolori pazzeschi… come con la prima cura. Domani parto ugualmente. Sto prendendo di tutto, tutto quello che trovo in casa lo ingurgito. Tachipirina, fluimocil, aerosol con fluibron e chi più ne ha ne metta perché io Londra l’ho meritata e domani sono su quell’aereo felice. Caschi il mondo! Sto disseminando le mie nuove pastiglie in ogni borsa e valigia….sia mai mi rubino qualcosa da sotto il naso. Ora c’è anche quello… se mi dovessero scippare la cosa più preziosa dentro sono le pastiglie salvavitadiape…. dei documenti non mi importa…. non ho fretta di tornare… ma solo voglia di stare😂.