IL TUBO

IL TUBO – siamo alla 3 pubblicazione della rubrica di @alemarcotti per SolaMenteSM, parole scritte una volta a settimana per tutti i nostri lettori

Sorgente: IL TUBO

IL TUBO

Annunci

Lo stridio

E poi c’è quel qualcosa che ogni tanto stride. Ogni tanto si fa sentire. Un dolore messo da parte e metabolizzato. Ma è lì; ogni tanto fa capolino con la testa per farsi notare. Lo noto, non si può far finta di nulla poiché sarebbe inutile. Un velo di tristezza infinita attraversa il corpo completamente. Ci si riprende, come da tutto e, fortunatamente, a volte, anche alla svelta. Io ho una cosa innata ed è quella di fronteggiare tutto, in prima linea, anche da sola se necessario. Non piango. Non mi nascondo. Affronto. Sono nata così. Quando arriva qualcosa di bello me lo prendo tutto. Vivo il momento come se non ci fosse un domani, perché, al domani, ci penserò. Oggi penso ad oggi… la cosa che stride se ne andrà, così come è venuta.

Tornare su

Il mio libro è dedicato all’ Angelone.
Nel mio periodo peggiore mi ha aiutato tanto e io non me lo posso scordare. Cerco di non scordarmi mai di tutti quelli che mi hanno aiutato e mi sono stati accanto nel mio periodo buio. Angelone era come me. Sempre sorridente ed entusiasta della vita. Poi non lo è stato più. Non c’è malattia peggiore di quella che ti fa stare costantemente in un tunnel buio e ti fa sentire come se non avessi scampo. Ho amato chi mi è stato accanto in modo silenzioso. Sono qui. Tornata alla vita e non solo grazie a me.

Una mela al giorno leva la sclerosi di torno.

Anche quest’anno AISM scende in piazza con le sue Mele per raccogliere fondi per la ricerca e dimostrare che anche un piccolo gesto, come l’acquisto di una mela, può fare la differenza. Infatti, oltre alla possibilità di donare liberamente e in qualsiasi momento al numero 45512; è possibile dare il proprio contributo il 4, 5 …

Sorgente: Una mela al giorno leva la sclerosi di torno.

Recensione: e se girassi dalle mie parti?

Instathinking

Quando l’altro giorno ho saputo dell’uscita del nuovo libro della cara Alessandra, l’ho preso perché ero curioso di leggere cosa la sua mente vulcanica avesse partorito stavolta.

Dopo “Storie di un cinico radioattivo” e “Mi presento, sono la mosca“, stavolta Ale spiazza un po’ tutti con un racconto thriller di 648 paginel’enciclopedia Treccani un bello spessore.

View original post 111 altre parole

Come il padrone col suo cane

Ieri ho passato una bella giornata. Mentre stavamo per tornare a casa, mi ha colto una stanchezza indicibile. Non vedevo l’ora di andarmi a sedere. Dopo un paio d’ore stavo già benissimo, non bene, benissimo. Oggi la stessa cosa. Stavo benissimo stamattina, ho fatto molte cose. Ora che devo andare al lavoro…di nuovo quella stanchezza. Dieci minuti per mettere una maglietta… le braccia erano come se avessi fatto sollevamento pesi. Che fare? A lavoro vado. Sia mai che mi riprenda magicamente come ieri. ‘Sta malattia è così: ingestibile come me. Siamo diventate caratterialmente uguali, come il padrone col suo cane.

La maestra

Oggi, pulendo la stanza, ho trovato il mio quaderno delle elementari di musica classica. Quanti ricordi… Ricordo bene ogni disegno che feci per ogni opera studiata. Ascoltavamo le arie delle opere, le imparavamo e poi le cantavamo , nell’aula di musica. La mia maestra, sotto ogni voto assegnato, lasciava un commento. È bello rileggere le cose che hanno più di trent’anni. La mia maestra la ricordo perfettamente. Cinque anni insieme. È l’unica persona che ricordo benissimo nel mio percorso scolastico. Come se avessi fatto solo le elementari. Eppure non era una maestra né dolce né materna. Era un generale. Ci faceva filare come soldatini. Non sopportava i mancini perché facevano le orecchie sulle pagine dei quaderni. Non sopportava quelli poco svegli. Non sopportava tantissime cose. E tantissimi bambini. Ma la ricordo benissimo e con nostalgia.

Scegliere di stare bene

Occorre essere migliori amici per stare bene insieme? No. Si può essere capaci di stare accanto a qualcuno nonostante non si faccia parte di una sfera troppo intima? Sì. Stare bene in un gruppo di persone diversissime. Persone che trovi e non che scegli. Trovarsi a ridere così tanto da rischiare lo svenimento. Si può. Io sono fortunata. Ogni giorno vado a lavoro e ogni giorno mi fanno stare bene. Io lo vedo che hanno dei riguardi speciali per me. Apprezzo. Mi trattano come prima ma hanno delle accortezze che mi riempiono.
Ringrazio. Forse non abbastanza. Ripago? Spero di sì. Cerco di tenere l’umore alto, cerco di sorridere sempre anche se, a volte, ho il corpo completamente distrutto. Non lo do a vedere. Sorrido, tanto non cambierebbe nulla mostrarsi col volto scuro. Si può scegliere e io ho scelto di stare bene.

E se girassi dalle mie parti? eBook: Alessandra Marcotti: Amazon.it: Kindle Store

https://www.amazon.it/girassi-dalle-mie-parti-ebook/dp/B07XTQ8WYS

Alessandra è lieta di presentarvi ufficialmente il suo ultimo capolavoro.

Molto presto sarà disponibile anche la versione cartacea del prodotto.

Sperando possiate essere fieri di lei…

Alessandra vi ringrazia e vi saluta.

Alessandra: ” Grazie davvero a tutti per leggere sempre le mie parole e per commentarle sempre con affetto e con garbo. Grazie per avere condiviso i miei lavori. Non vi deluderò.”.

Facebook

Vorrei aggiungere due parole al mio articolo precedente. Scriverò un pezzo, con la rivista online solamentesm, una volta la settimana. Il mio scopo è quello di presentare la vita con la malattia in modo meno tragico di quanto si possa pensare.

Vi lascio il link facebook…vorrei chiedervi … vi andrebbe di condividerlo sulle vostre pagine facebook? Sarebbe importante. Grazie in anticipo per fare parte, con me, di questo progetto.

Grazie davvero.

Ciao nonno

Mi guardo attorno. Mi guardo io: le mie scarpe sono proprio belle. Mi specchio. Mica male… leggera abbronzatura che dona sanità. Forza? Presente. Energia? Pervenuta. Mi soffermo a cercare l’anello sul comodino: non ricordo mai dove lo lascio. La foto… sono io… Ale in cornice sul cavallino. La massa di capelli folti, la frangia lasciata crescere fino gli occhi. Era la foto che aveva il mio nonno sul comodino. Quando è morto me la son portata via. Lui dormiva nella parte sinistra del letto. Io stavo sul comodino sinistro. Io dormo a destra, anche la foto si è spostata. Io passavo nel corridoio e mi capitava di vederlo guardare la mia foto. Sorrideva. Amava quella foto e amava me. E io amavo lui. Tanto. Era bello. Aveva una figura bella da vedere e gli occhi…caspita aveva un colore di occhi che mai più ho ritrovato in giro. Io ogni giorno gli dico Ciao. Ogni giorno penso al mio nonno e mi manca. Mi manca lui e mi manca stare con lui. Se solo avessi avuto questa età quando stava bene… gli avrei chiesto tante cose e avrei ascoltato meglio i discorsi sulla guerra. Oggi lo avrei ascoltato meglio. Poi me lo chiedo Ma che cosa pensi della me oggi? Sei fiero? Perché penso ancora, dopo tanti anni, che tengo molto alla tua opinione.