Folklore

Rimanere un po’ male. Aspettarsi cose che non accadono. Eppure te le aspettavi. Aspetti. Non pervenuto. Amen. Ma, dentro, rimani male. Fare finta che nulla ti sfiori. Così non è. Porsi in quella condizione nella quale vorresti riuscire a mettere una maschera. Ma i tuoi occhi parlano per te, fin troppo bene. Quindi ti arrendi. La delusione ce l’hai bene stampata sul volto. Eh sì, se rimango male si vede, altro che maschera. Non sopporto quando il mio entusiasmo viene smorzato. Mi approccio alla vita e agli altri sorridendo. Voglio conoscere. Ti rendi conto che qualcuno si spaventa, qualcuno ti guarda con gli occhi sbarrati. Forse metto troppo folklore nelle cose, sarà la mia smania di vivere bene e di fare il più possibile. Sono ingorda. So solo che voglio vivere e vivermi tutto come se non avessi abbastanza tempo. Non lo so spiegare bene. Ma quando rimangono basiti, io mi ritrovo più basita ancora per non venire capita oppure un po’ conosciuta. È facile fermarsi a chiedere e fare un paio di domande. Quando vedi le persone scappare… magari capisci di aver esagerato col tuo entusiasmo.

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Me

Ho imparato a buttare fuori. Quello che ho dentro lo dico. I sentimenti li esterno in modo molto semplice affinché vengano compresi bene. Le cose che provo le voglio dire e le getto fuori. Si impara a farlo. C’è qualcosa che scatta come una molla all’improvviso. Io voglio far sapere. La vita può cambiare da un momento all’altro. L’ho capito e anche molto bene. A volte bisogna sistemare qualche equilibrio e rimettere la bilancia a posto. Ho capito che voglio fare tante cose come se avessi una doppia anima. Ho un contenitore da riempire fino all’orlo. L’ho imparato perché si può imparare. Questa malattia mi ha regalato una nuova visione della mia vita e ha cambiato le mie priorità. Lo voglio dire a tutti e lo voglio far sapere: vorrei che le persone lo percepissero attraverso di me senza che debba loro capitare qualcosa. Vorrei vedere questa infame come una cosa positiva per me. Perché lo è. E quella fortunata sono io per averla ricevuta nella mia vita. Era un momento nel quale mi sentivo assopita. Mi sentivo come se avessi perso tutto con la perdita del mio nonno. In effetti, avevo perso tutto, era finita una parte della mia vita, erano finite la mia infanzia e la mia adolescenza. Poi è arrivata Lei che ha scosso tutte le mie emozioni e mi ha insegnato nuovamente a vivere in pieno, ad andare avanti come un panzer senza fermarmi mai. Coltivo me e le altre persone. Riscopro emozioni e faccio pace con la parte buia del mio carattere.

E poi il mio amico mi dice Questa è una delle foto più emozionanti della mia vita.

Allora capisci che le nuove priorità hanno fatto bene il loro lavoro.

Sono viva

Mi alzo, contenta. Vado a preparare una lauta colazione. Faccio il cappuccio, spremo le arance chechissàdadovearrivanomacisonoancoralearance, metto i biscotti sul piatto. Una tavola imbandita con le nuove tovagliette con le api. La giornata di pioggia non mi mette tristezza. Prendo i miei pastiglioni in sequenza. È domenica, così dice il dispenser porta pillole. Addento un abbraccio bicolore…. mi si spacca l’ennesimo dente. I postumi del cortisone chissà per quanto tempo ancora me li porterò dietro. Inizio a maledire il mondo. Il nonno diceva “I guai servono a ricordarti che sei vivo”. Me lo ricordavo ugualmente, se proprio devo essere sincera. Ma va bene… mi calmo. Che bello… sono viva. Buona domenica, cara Ape.

Rido

Rido. Ogni referto che ritiro è un punto di crescita. Rido. Rido di una donna assurda, quasi quanto me. Rido di quella donna che è felice di sapere ciò che ha. Rido. Nonostante i problemi e le preoccupazioni. Tanto ci sono ugualmente, non se ne vanno via con un muso lungo o triste. Rido, così perdo le calorie in eccesso che mi regala la mia pastiglia giornaliera. Festeggio con una birra in mano anche quello che non sarebbe da festeggiare. Rido. Mi alzo e dico Buongiorno Ale. E mi guardo allo specchio; saluto quel volto assonnato.

Rido un po’ di più. Ricordo le mattine d’estate con mio fratello. A casa da scuola, unico pensiero era quello di girare canale per ridere di ciò che dicevano. La corsa al telefono dei nonni, di nascosto, per telefonare a loro e accaparrarsi uno scioglipancia da regalare alla nonna.

Legame

Si è venuto a creare un legame speciale. Vengo trattata come un membro della famiglia, quella vera, di sangue. Che cosa rende i legami così speciali? L’impegno. Il voler esserci e tagliarsi un piccolo pezzo anche per gli altri. Mentre lo tagli per gli altri, ti rendi conto conto che stai facendo una cosa buona anche per te stesso. Si evita di mettere limiti e punti fermi, si fa in modo che i contorni vengano confusi e fusi. Raggiungere qualcuno sulla cima di una collina, come quando intraprendi la strada per andare a una riunione di famiglia. La nascita di un legame segna qualcosa di grande nella propria vita. Ottenere qualcosa di maggiore con qualcuno di affine accanto. Cercare di sopravvivere agli eventi, quelli belli e quelli meno. Qualcuno ti dice qualcosa nell’orecchio. Ne fai tesoro, una parola che si ripresenta quando le dinamiche si fanno ardue.

Io

Se non ci si butta nelle cose non si può mai sapere come sarebbe potuta andare. Mi guardo da fuori mentre mi butto. E vivo ciò che faccio, in pieno. A volte mi sento come in un momento magico. A volte meno, a volte molto meno. Ci sono cose che fanno molta paura. Ci si può provare ugualmente e imparare a gestire ciò che sembra più grande di noi. Faccio un bel respiro e, mentre lo faccio, penso a ciò che ho passato. Sorrido. Anche delle cose che sembrano difficili. Un momento perfetto per emergere. Da cosa? Da sé stessi, ad esempio. Mi osservo. Guardo le mie mani. Non tengo le persone a distanza, imparo a conoscerle perché ne vale quasi sempre la pena. E conosco me, sempre un po’ di più. Penso che sono piena di cose per le quali voglio vivere benissimo.

L’anello di cioccolato

Trovarsi nel mezzo e vedere girare la vita. Qui non si parla di cose pesanti, non ce ne è bisogno. Qui si ride e si sta allegri. Ciò che sta fuori lo teniamo lontano, senza, per questo, dimenticarcene. Sta là. Noi siamo nel mezzo, dove si trova il modo di lasciarsi andare e di aiutarsi a vicenda. Basta poco: una parola o un pensiero. E a me oggi è arrivato questo…. un anello di cioccolato…. per fare la foto l’ho schiacciato…. non si vede bene ma vi assicuro fosse sublime.

Per tutto questo, ringrazio lei, quella a sinistra… L’altra sono io🌸

Il bianco della mia faccia riflette il fucsia dei suoi capelli facendomi sembrare una persona sana.

Domande

Esiste il momento nel quale decidi di non andare da nessuna parte senza una spiegazione. Vorresti sempre una spiegazione, per tutto. Tu sei una che spiega le sue ragioni e le dici ben chiare. Tutti ne hanno diritto. Sai già, e molto bene, che non c’è spiegazione per ogni cosa che capita. Una creatura piccola innocente che si ammala o che muore così, da un momento all’altro… ecco… a questo che diavolo di spiegazione può mai esserci? Ti ammali… perché accade? Però hai tutto il tempo per fartene una ragione e per capire, o per darti una spiegazione tu. Quando finisce un libro o un film ti poni delle domande. Quando finisce qualcosa ti chiedi il motivo. Quando è qualcun altro a doverlo fare… non sempre accade. Subisci, soffri. Sei all’ultima pagina, la giri e chiudi il libro, infine. Perché poi il libro si chiude sempre. Non sempre è una vittoria quando c’è qualcosa che perdi e sai bene che, a volte, si perde. Qualcosa o qualcuno. Arriva il momento dei saluti finali. Una spiegazione non arriva comunque ma tu hai già riposto quel libro con una tale sofferenza che, l’altra persona, non può nemmeno immaginare quanto abbia ferito la tua anima pura. Le difese che hai dovrebbero diventare imponenti, ma non è così, non nel tuo caso, tu continui con la tua leggerezza e continui a fidarti e a seguire le tue sensazioni. Protezione non ne ho bisogno, so prendermi cura di me. Avevo moltissime speranze ma i miei occhi sono tornati a brillare ugualmente.

Ape dice

Il panorama è bellissimo, sono stata ripagata dalla sofferenza fisica subita quest’anno. La vita ci dà sempre qualcosa di bello. Ho avuto momenti nei quali ho avuto paura, non credo di esser stata fuori luogo. Ho capito di essere capace di fare tante cose, cose che, un tempo, credevo impensabili per me. Tutelo i momenti più belli vissuti. Ammiro chi ha una bellezza schietta e forte. Vengo contaminata di continuo: guardo cose coi miei occhi, ascolto e capto discorsi, noto la gente e la studio. Chiedo. Se mi chiedono, rispondo. Se non mi chiedono, dico. Volete che vi spieghi il motivo? Credo che questo faccia parte del nostro vivere, le cose succedono in fretta, non le voglio perdere.

Un’amicizia importante

Un’amicizia importante… chi l’avrebbe mai detto. Se siamo qui è per buoni motivi, gli stessi che ci tengono uniti. Spariscono le paure e anche i brutti sogni. Follia pura, quella che ti fa ridere per cose assurde. I dolori vengono calmati. Qual è l’ultimo ricordo? Una risata. Stare qui è quello che ci voleva. Avere una presenza fissa nella propria vita, una presenza che permane. Muoversi con libertà, avere voglia di trovare uno spazio comune. È più di quanto credessi e potessi volere. Non andare via, fare in modo che funzioni. Trovare tracce impresse e decidere di seguirle. La propria storia è connessa a quella di un altro. Capire ciò che ha passato e risolvere una faccenda, insieme. Ho un talento nell’attirare persone folli e assurde e persino i guai. Trovare chi apprezza che non è, poi, così scontato.

Conoscere

Stringere amicizie e proteggere i segreti. Essere a proprio agio nella vita degli altri. Bastano poche regole. È sufficiente intrattenere qualcuno in modo improvvisato per farsi una sana risata. Con qualcuno ci si sente come estranei anche se lo riconosciamo da lontano e un tempo si aveva condiviso qualcosa. Diventa come un cambio di identità; diventa come il primo giorno di un nuovo inizio. Questo ci fa pensare e riflettere, anche sulla vita, perché siamo fatti di pensieri e sentimenti. Rimettere a posto le cose, nel minor tempo tempo possibile. Rimettersi a nudo, rimettersi in gioco. Ansiosi di ricominciare, da soli o accompagnati. Avvicinarsi a chi ha modi schietti nel pensare e a chi possiede una naturale allegria e vitalità. Trovare piacere in molte cose e nella ricchezza che ti dona una conversazione. E allora andiamo oltre, sfruttiamo le occasioni e cerchiamo di non dare peso ad altro.

Anche lassù qualcuno ride…

Solo cose bellissime

La vita è proprio un dono bellissimo. Quando si inciampa in un fatto brutto, la sopravvivenza ti fa rendere conto che sei rinato. Quel momento si fa ricco di sorprese, così tante che, a volte, perdi il contatto con il mondo reale. E poi non rimane che il tempo per gioire. Il dolore non lo si può misurare, così come la gioia. Come si fa ad esprimerla nel modo migliore? Bastano gli occhi per farlo capire. Ci sono i limiti, quelli che ti fanno capire che, più di tanto, non puoi fare e non sei dotato abbastanza per andare oltre. Li accetto. So bene fin dove il mio corpo e la mia mente si possano spingere. Mi basta sapere che, a volte, sto proprio bene da rispondere Benissimo a ogni sfuggente e incolore Come stai? Mi guardo e riconosco di avere un bell’aspetto, senza occhiaie nella giornata odierna. Qui sono felice, più di quanto potessi immaginare. Il resto del mondo nemmeno lo ricordo quando sto così, mentre cammino baldanzosa in mezzo a volti tristi che non apprezzano la vita. E sapete? Non vedo che questo nel mio futuro prossimo: solo cose bellissime.

Il gusto del divertimento

Il tempo passato non va mai gettato via. Ci sono interazioni perfette. Che durano poco. Tu, però, continui a chiederti se, chi ha avuto a che fare con te, stia davvero bene. Si sopravvive a un legame perfetto? Non lo so se si riesca davvero a farlo, ma ci si prova. Quando si sbaglia, si prega che la prossima volta si possa sbagliare meglio. Nessuno mai potrà prendere il posto di un altro, ognuno ha il proprio collocamento. Quando ci si sente come in una trappola… si tende a volersene liberare, con forza. Fatto questo, si riprende in mano il gusto e il senso del divertimento.

Il viaggio

Assumo il comando di me. Sì, lo assumo io stavolta. Faccio avanti e indietro attraverso la vita che scorre, come un pendolare. Arrivo puntuale, qualche volta in ritardo. Che vantaggio ne avrò? Una sorta di rinascita, cercando di stare al passo con quello che ho voglia di fare. Conta solo ciò che voglio io dalla mia vita. Non cancello nulla e nessuno. Mi impegno a rendere le cose ancora più belle rispetto al passato. Ritorno alla base, pronta a rimettermi in viaggio verso destinazioni uniche. Quello che incontro mi riempie gli occhi e il cuore, guardo da un punto di vista differente. Poi mi congedo e saluto. E riprendo a viaggiare.

Tengo un mazzo di fiori tra le mani

Ci sono persone che rovinano e uccidono ciò che amano. Chi lo sa perché e che cosa gli passi per la testa. Ci sono persone che decidono di essere felici e di tenere, tra le mani, un mazzo di fiori, per vedere la bellezza in un modo proprio e nonostante quello che accade intorno che, spesso, mette a dura prova. Tengo un mazzo di fiori tra le mani e lo mostro volentieri. Ho fatto un piccolo interventino al nervo e ho dormito tutta la notte come un angioletto. Dopo notti tragiche di dolore atroce… sono una donna rinata. Le anime sgraziate attorno a me non le vedo più. Vedo tutto bello. Questa cosa traspare e fa sì che si formino dei legami speciali con gli altri. Non si ringraziano mai abbastanza le altre persone, quelle che concorrono a far più leggera la vita. Le mie colleghe, ad esempio, fanno sempre il tifo per me e mi regalano momenti di risate epiche. Ogni tanto mi giro indietro. Sono stata molto più gioiosa che triste anche quando qualcuno mi ha rubato e stracciato il cuore. Ti rendi conto che c’è chi ti ama sempre e continua a farlo e pensi a quello che ha fatto per te. Se avessimo saputo prima ciò che avremmo vissuto insieme… Non cambio nulla… nemmeno le grandi figure che ho fatto delle quali mi vergogno ancora.

Oggi mi sento così….. Chi vuole capire, capisce!!!!! 😂💖

Proseguo

Vuoi conoscermi veramente? Passa del tempo con me. Mi sento un essere libero, di fare e di pensare. Prendo le cose così, come vengono, anche se, spesso, non ne capisco il senso. Accetto. Accetto anche tutto ciò che mi circonda. E proseguo. A passo veloce. Mi impegno. Vado verso ciò che mi aspetta a volte con paura ma senza sentirmi debole o fragile. Mi sento un leone, con la sola differenza che non possiedo una criniera ma una quantità smisurata di capelli. Mi guardo, buttando un occhio alle vetrine: un volto stravolto dal dolore ma ancora vispo, con gli occhi rimasti vivaci e attenti. Guardarsi andando veloce è un po’ come rinascere ogni volta. Poi torno sempre a casa. E mi sento fortunata, benedetta dalla sorte e pronta a fare baldoria continua. Il modo di vivere non è cambiato. Non ho sensi in allerta, mi sento al sicuro e mi faccio avvicinare perché so che ci sono io a badare a me. Proseguo ancora e mi confondo nella massa.

Chi l’avrebbe mai detto

E chi l’avrebbe mai detto che un incontro nel 2001 potesse rivelarsi così tanto speciale. Lo ricordo bene quel momento, fermo come una fotografia. Lei con maglietta e scarpe gialle e delle gambe lunghissime. Una strada insieme. Chi l’avrebbe mai detto che potessi stringere tra le mie braccia, un giorno, qualcosa di tanto bello e piccolo. Finalmente è arrivato. Avrò un compagno di giochi, andrò con lui sulle giostre. Questo è il regalo più bello che potesse farmi. Siamo già in sintonia… eravamo due e ora siamo in tre. Così… in un lampo. Chi l’avrebbe mai detto quando pensavamo solo ai concerti e ai cantanti. Chi l’avrebbe mai detto quando passavamo i pomeriggi a comprare vestiti, dentro e fuori dai negozi. Noi due… Così diverse, eppure fuse in un’unica essenza. Così tanto diverse fisicamente da essere diventate simili, così tanto da sembrare sorelle. Abbiamo condiviso fatti assurdi e belli e abbiamo riso tanto, tantissimo. Poi abbiamo condiviso momenti brutti, anche molto brutti. Risate miste a pianti e lacrime. E imparato a conoscere una malattia nuova. Siamo sempre rimaste, l’una per l’altra. E ora c’è lui. Una scimmietta piccolissima che mangia, strilla e dorme. E sì, sarò sempre nella sua vita.

Mio fratello

Vi presento mio fratello. Eccolo. Lui è tra le persone più importanti della mia vita, da sempre. Il mio compagno di viaggio dalla nascita. Io ero già un’ape dispettosa. Pungevo e scappavo. Lui si centellinava l’ovetto kinder e io glielo rubavo, dopo aver mangiato il mio. Però gli lasciavo la sorpresa, anche se, la sua, era sempre più bella della mia. Io gli salto ancora addosso e gli urlo nelle orecchie, come quando eravamo piccoli. Lui fa finta di non sopportarmi e mi dice Basta urlare. A Natale voglio sempre un regalo personale da parte sua, perché lui ha sempre il mio, pensato e studiato nei minimi dettagli. E quest’anno si è superato e mi ha fregato alla grande. Gli dico sempre Io ti darei anche un rene, anche due. Ma non so che affare possa fare con i miei organi del menga (espressione dialettale milanese che usava sempre il nostro nonno). Ah… sto ancora aspettando la recensione su Amazon…. 🤦
Crescere con qualcuno è il regalo più bello che un genitore ti possa fare… perché sai che ci sarà sempre una persona dalla tua parte, sempre, senza che si chieda se hai ragione o torto, se sei nel giusto o no.

C’è chi

C’è chi compare in un attimo, se necessario. C’è chi, in un lampo, appare, nel momento giusto. Dove si trova le persona giusta al momento giusto? Non lo so come, ma ce ne è sempre una, anche poco più avanti. Bisogna solamente saperla riconoscere. Potrebbe celarsi ovunque. Un incontro che potrebbe risultare quasi magico. Mi domando quali altre meraviglie vedranno i miei occhi domani. Potrebbe aspettarmi chissà quale altra sorpresa. Ogni giorno mi alzo e sono entusiasta… aspetto sempre di scoppiare in una risata, una di quelle che mi faccia capire che, allora, gli addominali esistono per davvero. Anche su di me.