Vuoto

Sognavo da piccola di cadere nel vuoto. Mi ci lanciavo dentro e potevo volare… e non cadevo mai. Nessun livido, nessuna ferita.
Ora non lo sogno più. L’ho vissuto il vuoto. Ci sono caduta dentro e sono caduta. Lividi e ferite. Tante. Sì, nel vuoto. Quella sensazione di annaspare, di perdere il controllo, la sensazione del nulla. Sentirmi vuota e prosciugata. Ci son cascata dentro, senza volerlo e senza rendermene conto. Caduta. Mi sono fatta male. Quella cosa che arriva quando perdi qualcuno, per sempre o per un po’. Ma non arriva subito dopo la perdita… arriva dopo un po’… è arrivata quando ho ricominciato a sistemare i pezzi e a sentirmi vagamente meglio. Lì è arrivata… quando ero scoperta e più vulnerabile. Lì, in quell’istante, sono stata colpita. E mi è sembrato di non avere gli strumenti adatti… solamente perché non riuscivo a trovarli. Ma c’erano. Mi è venuta voglia di cercarli, successivamente. Mi è venuta voglia di trovare le ali per non cadere rovinosamente. Per smetterla di usare garze e cerotti… sì, ok… ne avevo in quantità industriale… ma non avevo più voglia di mettermeli addosso. Se potessi tornare a volare nel sogno senza cadere… guardando dall’alto e godendo in pieno i paesaggi… se solo potesse accadere… Ci vuole tempo e tanta voglia di riuscirci.