Il prelievo

Mi alzo all’alba…il prelievo mi aspetta. Entro e non c’è nessuno in coda: il saccottino si avvicina sempre di più…
“Che braccia piccole che ha…
Ha paura?”
“Mmm.. no no, grazie”.
“Si volti… no no grazie non mi dà fastidio, anzi mi piace vedere il sangue che esce e ogni volta vengo colpita dal fatto che il sangue non è rosso come nel nostro immaginario, è più scuro”.
“Pronti?”
Mi sa che, qui, quello che ha paura è lui.
“Non esce nulla. È tesa? Cambiamo vena”.
Mi sembra sia tutto uno scherzo.
“Questa va. Le fa male?”.
“Tantissimo…”
“Ops… le si è spaccata la vena… dobbiamo cambiare”.
Lo guardo sbigottita. Finalmente, al quarto buco, ce la facciamo. “Stia qui mi raccomando almeno venti minuti, non vorrei che svenisse”.
Esco e scappo via, altro che svenire. Ho quattro buchi, cioè quattro cerotti e un braccio che mi fa un male pazzesco. L’unica cosa che mi ha riportato la pace è stato il mio saccottino al cioccolato.

Olena, la mangiatrice ladra di saccottini

E così fu che tornammo alla base.
La cosa che più mi mancherà sarà la lauta colazione. Quando vedi tutto quel ben di Dio esposto… fantastico. C’era di tutto, dal salato al dolce. Io faccio colazione solo con cappuccio e saccottino e trovarmi dei saccottini anche a Torrevieja beh… è stata una grande sorpresa. Mentre gli stranieri si riempivano i piatti di uova, bacon, fagioli e verdure, io mi lanciavo sul saccottino. Una mattina sono stata battuta sul tempo da una russa, che secondo me si poteva chiamare solo Olena. Olena pesava almeno quattro volte me. Si riempiva due piatti di cibo talmente rasi che, ad un essere umano normale, sarebbero bastati per pranzo, cena e colazione successiva. Ecco… Olena ha pensato bene di rubarmi l’ultimo saccottino al cioccolato. Le dico ma non può prendere quello alla crema? Dopo avermi lanciato un’occhiataccia, se ne va, con un saccottino al cioccolato e uno alla crema.