La tana e il lupo

Uscire di rado dal tuo rifugio.
Sentire quel qualcosa dentro che dice qual è il tuo posto. Decidere di starci. Non occorre chiedere il permesso. È il luogo dove ti senti utile e dove ti senti a tuo agio.

Osare, allargare gli spazi. Come si fa con il cuore, quello che si occupa delle emozioni. In caso… si è sempre in tempo per tornare indietro e rifare i passi che, magari, ti riportano ancora lì. Proprio lì. Come in una tana. Come Cappuccetto Rosso quando ha incontrato il suo lupo.

Essere capaci di capire le ingiustizie, anche quando non ci riguardano direttamente. Vederle e capire e prendere una posizione. Essere in grado di farsi una propria idea.

Che cosa siamo non relazionati agli altri? Nulla. Costruire qualcosa, tessere relazioni, avere entusiasmo.

Valorizzare qualcuno. Valorizzare sé stessi.

Essere soddisfatti quando ti giri e capisci di non aver rovinato una cosa bella.

Non come il lupo.

Rifugio

Rifugi sicuri non esistono, forse perché non sviluppiamo delle difese efficaci. Abbiamo occhi dotati di buona vista? Siamo in grado di sostenerci? Siamo in grado di sopravvivere? Si può provare mangiando tutto ciò che si trova, divorandolo. Fare scorta per l’inverno e portarla nelle aree rifugio che costituiamo. Ma poi, rimarranno zone inviolate? Il controllo. Non possiamo averlo su tutto, forse è il caso di lasciare andare e goderci di più la vita, senza porci troppe limitazioni e senza farci divorare dalle nostre paure. Inspiro. Respiro. Butto fuori e lascio andare. Mi sento più leggera rispetto a qualche anno fa.