Il tuo nucleo

Farsi un giro. Con la mente si può andare ovunque si voglia. E si può avere tutto. Ale… dove vuole andare Ale? Ale vuole andare dove c’è casa. Il calore di casa. Quella sensazione che si sente dentro e si porta dappertutto, della protezione e del dire Che bello, sono qui. Ale vuole stare dove riconosce l’odore delle persone. E del cibo. Un qualcosa di pochi, di nucleo intimo e ristretto. E … se guardi bene Ale? Mmm… se guarda bene dentro… Ale ha dei ricordi così felici che rigenerano ogni sua cellula. Che fanno sì che la ripresa sia sempre veloce. Ricordi fatti di persone e con persone. E di odori. Di modi di fare e di dire che si scambiano col proprio nucleo. E che conosce solo esso. Lo stesso che ci si porta dietro sempre, persino in ogni gesto che si compia. E quella cosa.. che si è così e si fa così perché da qualcuno lo si ha assorbito. Solo guardando, senza insegnamenti. Gesti che solo lui , il tuo nucleo, può riconoscere. Ed essere in grado di individuare qualcuno da lontano, solo dal modo nel quale tenga la penna. O da come si scrive o come si disegna o come si faccia una firma o da quanto una penna calchi un foglio. Fare parte di qualcosa da subito. Fare parte di qualcuno da quando si nasce o anche di altri, poi. E c’è qualcuno di estraneo che può riconoscere qualcosa e avvicinarsi per dei modi di fare. Una visione anche diversa ma con certe cose che si fanno allo stesso modo. Allora si capisce quanto possa essere infinita la speranza : potrà esserci qualcuno che tramanderà anche ciò che sei tu. Io lo trovo bello. Un gesto di amore che si fa agli altri e che altri fanno a te, decidendo che ok… se vuoi donare qualcosa allora è bello e verrà apprezzato. E Ale? Dove si trova Ale adesso? Ale è a casa ed è felice.

Nutrirsi

…fermarsi per caso e ritrovarsi a parlare, sedute su un gradino abbastanza sporco. Avere voglia di passare un po’ di tempo insieme e farsi due chiacchiere… che poi, in modo naturale, diventano sempre più intime e profonde. E allora ringrazi te stessa per esserti soffermata sul quel paio di occhi luccicanti, quel giorno. Il fiuto e il sesto sesto è difficile che ti ingannino. Torni a casa un po’ più piena e non è la birra che hai bevuto, lo sai bene. È un qualcosa difficile da spiegare ma che ti lascia qualcosa impresso dentro. È la tua capacità e la voglia di ascoltare e sapere. Si è come si è e non siamo perfetti. Siamo essere speciali, capaci di provare cose che ci nutrono in continuazione. Riconoscersi da lontano è prezioso.