Protezione

Sono ben protetta. Ho più strati di vestiti pesanti, ho il cappello, la sciarpa. I guanti no.
Ho il sorriso per difendermi e stemperare gli attacchi.
Tutto l’aiuto possibile lo ho già. Mi aiuto io, al bisogno.


L’insegnamento è stato quello di non fare parlare i pregiudizi per me.
Non chiedo alle persone di cambiare ma nemmeno di arginare la cosa trovando nuovi sistemi per mentire.
Conosco e mi faccio un’idea. Approfondisco se me ne danno la possibilità.
Poi posso anche provare antipatie, anche pesanti.

Mi proteggo dal freddo, ma solamente da quello. Per il resto, sono un bersaglio ben visibile e raggiungibile. Ma, onestamente, sono pochi quelli che attaccano: si fermano prima perché sanno che il dolore può rimanere attaccato alle pareti. E capiscono quanto sia più benefico indietreggiare.

Fra lo sapeva. Non voleva colpire ma fare uno scherzo cattivo.
Più ci avvicinavamo e più capiva che mi avrebbe ferita. Decise di desistere. Una risata. Un abbraccio. Non c’è nemmeno gusto, sei troppo pura. Rimarrei peggio di te.
Mi colpì. Me lo disse solamente dopo anni. Io non mi accorsi di nulla.
E, ancora oggi, siamo legati.

Il sorriso non è debolezza. Mi sento un leone. Ogni mattina lo indosso. E non è ancora liso.