Chi è?

Basta poco per riconoscere qualcuno e per riconoscersi. Un giubbotto, una borsa, un particolare e sai chi c’è. Oppure senti un passo e sai chi sta arrivando. Siamo riconoscibili grazie ai particolari che ci caratterizzano. Trovo sia una cosa bella. Conoscersi a fondo, essere curiosi, avere voglia di fare caso agli altri. Avere occhi ed essere capaci di usarli. È vero che siamo tutti diversi e distinti, anche se, più o meno, ci vestiamo uguali. Compriamo nelle stesse catene di vestiti, seguiamo le mode. Ma c’è sempre qualcosa che ci differenzia dagli altri. Hai voglia e tempo per scoprire le altre persone? Hai voglia e tempo di aprirti a qualcuno? Possiedi davvero cinque sensi e sei capace di usarli?

Annunci

Domande

Esiste il momento nel quale decidi di non andare da nessuna parte senza una spiegazione. Vorresti sempre una spiegazione, per tutto. Tu sei una che spiega le sue ragioni e le dici ben chiare. Tutti ne hanno diritto. Sai già, e molto bene, che non c’è spiegazione per ogni cosa che capita. Una creatura piccola innocente che si ammala o che muore così, da un momento all’altro… ecco… a questo che diavolo di spiegazione può mai esserci? Ti ammali… perché accade? Però hai tutto il tempo per fartene una ragione e per capire, o per darti una spiegazione tu. Quando finisce un libro o un film ti poni delle domande. Quando finisce qualcosa ti chiedi il motivo. Quando è qualcun altro a doverlo fare… non sempre accade. Subisci, soffri. Sei all’ultima pagina, la giri e chiudi il libro, infine. Perché poi il libro si chiude sempre. Non sempre è una vittoria quando c’è qualcosa che perdi e sai bene che, a volte, si perde. Qualcosa o qualcuno. Arriva il momento dei saluti finali. Una spiegazione non arriva comunque ma tu hai già riposto quel libro con una tale sofferenza che, l’altra persona, non può nemmeno immaginare quanto abbia ferito la tua anima pura. Le difese che hai dovrebbero diventare imponenti, ma non è così, non nel tuo caso, tu continui con la tua leggerezza e continui a fidarti e a seguire le tue sensazioni. Protezione non ne ho bisogno, so prendermi cura di me. Avevo moltissime speranze ma i miei occhi sono tornati a brillare ugualmente.

La mia libertà

La libertà è come un patto che si stipula verso sé stessi. Un patto che rende facile ciò che sembra difficile a tutti gli effetti. È preservare le cose. È non pensare in grande o troppo in là nel tempo, è guardare giorno per giorno e pensare che sia semplice godere di ogni piccolo momento anche se fosse insignificante. È capire dove si sbaglia e cercare di rimediare. È non dimenticare e non cambiare drasticamente sé stessi. Non permettere a nessuno di mandare all’aria i nostri piani, nemmeno alla parte più intima di noi. Trovarsi un luogo che assicuri felicità e bellezza e farvi ritorno, ogni tanto. Considerare i nostri sentimenti e poi quelli degli altri. Farsi vedere e farsi sentire, regalare il nostro punto di vista. Correre rischi. Lasciare andare chi fa soffrire gli altri altri appositamente. Lasciare alle spalle e voltarsi per vedere le cose piccole piccole.

Ingresso principale

Entrare dall’ingresso principale. Puoi venire guardato o no, dipende da te, da come decidi di varcare la soglia. Che cosa noti?
Una sensazione strana… ho una cosa dentro che si è riaffacciata all’improvviso. Senso di perdita e di vuoto. C’è chi ti ha procurato del male proprio perché voleva fartelo e sai bene che ha in mente di farlo anche a qualcun altro. Come si fa a perdonare? Non si può poiché nessuno ti ha chiesto scusa guardandoti fisso negli occhi. Non si fa. Non è giusto. Chi lo ha fatto può solo rifartelo, a meno che non sia pervenuto un Mi dispiace. Varchi la soglia forte, più di prima, quel senso di disperazione ti ha messo un cappotto in più; sarà più difficile colpirti? No. Sarà lo stesso ma sarà solo più complicato far entrare la lama in profondità. Se permetti alle persone sbagliate di invadere la tua sfera privata, sapranno dove colpirti per farti soffrire meglio. Credi di non avere più nulla tra le mani invece non è così. Hai qualcuno che si prenderà cura di te: tu. Hai intenzione di perdere la fiducia negli altri? No. Penso a ciò che ho e che possiedo. Penso alla mia forza e alla mia voglia che ho, sempre, di continuare. Attendo. Non resto sulla difesa, gli altri non c’entrano nulla. Non spreco affetti, non spreco relazioni per colpa di chi ha l’abitudine di sprecare parole e promesse o di non soppesare parole e azioni. C’è chi ti vuole convincere della sua buona fede. Entro dall’entrata principale con una compagna meravigliosa e sorridente. Entro con me e non mi lascio, siamo alleati naturali. E mi sento così tanto a mio agio che si voltano tutti a guardarmi.

Cambiare le giornate

La capacità di far cambiare le giornate. Mica solo i bambini ci riescono. Certo… loro possono far cambiare molte cose. Nemmeno se ne rendono conto di quanto possano essere portatori di felicità. C’è chi ha questo dono innato. Basta anche solo come si dice Buongiorno quando si aprono gli occhi al mattino. È una qualità che si possiede, non si studia a tavolino. È un grande dono che si fa verso sé stessi e verso gli altri. Ci sono persone che si guardano da lontano e se ne rimane affascinati. Portano dietro qualcosa in grado di riempire una stanza intera e non importa se la stanza sia vuota o meno: non si nota nemmeno.

Spiare

Il lieto fine non c’è sempre. Si può provare, però, ad essere felici, almeno per piccoli momenti. Ce lo meritiamo, per far bella la nostra vita. Sono una grande esploratrice. Vado in giro a capire le vite degli altri altri. Anzi no, più che capire, vado in giro a spiare gli altri. Come vivono? Che cosa provano? Che cosa fanno? Sento un suono perfetto. C’è ancora tanto da fare. Continuo a spiare e, nemmeno troppo, di nascosto. Adesso sì! Posso andare avanti: il mondo è immenso. Chiedo… qualcuno vuole venire con me? Quello che scopro poi lo scrivo, una testimonianza.

Ultimo pensiero

Ho persone accanto che occupano un posto speciale nella mia vita e nel mio cuore. Viaggiatori che vagano e che restano, per sempre o per piccoli momenti. Ricordi condivisi, risate e parole scambiate. Energie e colori che rimangono. Condivido lo spazio con qualcuno. Continuamente. E me ne prendo cura. Sono un contenitore. Mi riempio di emozioni e sento parole e altrettante ne dico. Saluto chi si fa strada verso una nuova vita e trova un rifugio nel quale si senta a proprio agio. Saluto ancora e sorrido in modo da sentirmi bella. Sorriderò persino se si dovessero presentare delle difficoltà. Guardo: trovo un posto perfetto davanti a me e mi sento a casa.

Il gruppo

Un gruppo. I gruppi si creano di continuo. Il gruppo è costituito da persone che si portano dietro mondi diversi. Nel gruppo si può essere amici o meno, ma si rimane insieme, a causa di agenti e fatti esterni. Si creano gruppi fin dalla scuola, fin quando le persone hanno a che fare tra di loro. Gruppi di lavoro, gruppi in ospedale. Io, personalmente, ne ho un po’. Ho una serie di persone che ho scelto come amici. Persone scelte per affinità o perché piaciute a pelle. A lavoro le persone le trovi e ti adegui. Ti possono piacere o meno, ma si è un gruppo, che rimane compatto anche se, a volte, qualcuno di esterno lo vuole smantellare. In ospedale ci si avvicina. Si appartiene allo stesso destino e ci si unisce. Qui non si parla di malattia: ne abbiamo fin sopra i capelli. Si parla di tutt’altro, ognuno porta un bagaglio personale che, nelle ore di flebo, vuole condividere. Un arricchimento, il più delle volte. L’arricchimento deriva proprio dal fatto che vengono fusi mondi che, tra loro, non c’entrano nulla. Persone che, altrimenti, non si avvicinerebbero nemmeno. Parlare, litigare, fraintendersi per, poi, riunirsi nuovamente per tenere vivo un legame creato.

Se solo

Se solo certe cose le ricordassi bene… Se solo avessi ascoltato con più attenzione… Se solo avessi saputo che, un giorno, avrei perso persone a me care… Se solo avessi la possibilità di tornare indietro…
Chiederei, farei domande mirate, passerei più tempo ad ascoltare, spenderei parte dei miei minuti, attentamente, con le persone che più amo e che più ho amato. Se solo a volte ci fosse concesso fare passi all’indietro per stare con qualcuno un po’ di più. Sarebbe meraviglioso. Mi concentrerei e starei attenta, non penserei ad avere chissà quanto tempo, fermerei delle immagini un po’ meglio e farei mie le loro voci, proprio quelle si perdono e rimangono un ricordo distorto della realtà. Le voci, proprio quelle, mi mancano di più. E gli odori della pelle.

Più forti

La sensazione di ventate di allegria e di follia che diventano contagiose. La voglia di vivere perché la vita non finisce dopo un fatto negativo. Ricomincia. Un impegno per continuare il nostro viaggio. Abbiamo ricevuto tanto e ora abbiamo voglia di restituire. Le persone vicine, quelle che farebbero di tutto per noi, anche subire i nostri momenti no… beh… abbiamo voglia di esserci per loro. Avere qualcuno accanto ci calma e calma il nostro cuore, a volte, ferito. Se ci manca qualcosa la cerchiamo in modo frenetico ma, subito dopo, ci fermiamo e ci giriamo verso le persone che sono i nostri punti saldi. Un dialogo, una conversazione, a volte, possono bastarci. Alziamo le antenne per ricevere segnali e poi ci prendiamo per mano per sentirci più forti.

Il dono

Ci sono cambiamenti che fanno vacillare l’equilibrio. Si può provare ad assestarlo nuovamente, poggiato su altri perni. Puoi ritrovarti. Controllare se ci sei di nuovo. Ci sei? Certo. Io ci sono eccome, anche se sono stata colpita di sorpresa. È come nelle storie dei libri, speri fino all’ultimo che ci sia il finale lieto. Che senso avrebbe, il tutto, se non ci fosse? Se non c’è lo si deve trovare per forza. Ricordo, tra gli spezzoni in testa più belli di sempre, quando mi han detto Hai un modo tanto strano di parlare… dici le cose più assurde ma in modo sincero e onesto. E son stata sfiorata, presa per un gomito, in modo delicato. Qualcuno si avvicina in modo silenzioso per sapere come stai. Si avvicina a te e alla tua vita, non tanto per come sei, ma per quello che dai e per come lo dai. Hai un dono: quel potere pazzesco di sentire gli altri. Sentire la gioia e sentire il dolore. Senti se qualcuno sta male e se sta soffrendo. Lo senti perché hai quel dono. Qualcuno ce l’ha. Non credo sia innato, credo che si coltivi da quando si è piccoli, involontariamente. Credo sia dato da ciò che vivi o subisci. E chi ce l’ha si riconosce. È avvicinarsi. È questione di volere avvicinarsi.

C maiuscola

Non credo in Dio, sono nata in una famiglia atea. E così sono cresciuta. Le persone, però, le rispetto, sempre, anche quando non ci sarebbe nulla a spingermi a farlo. Provo amore e mi piace aiutare gli altri, se posso, nei limiti di ciò che sono. La mia vicina è molto credente, molto. Riunisce gruppi di preghiera a casa sua una volta a settimana. Al sabato, ogni sabato, va dal parrucchiere per essere perfetta ogni domenica in chiesa. Una cristiana con la C più maiuscola delle maiuscole. Odia tutti, odia i diversi, odia quelli che non hanno canoni di normalità, quelli che hanno la pelle di altri colori, i bambini e gli animali. Ma ogni domenica va in chiesa e continua a pregare per ore. Lo so che non tutti i cristiani sono così. Quelli che conosco io sì, però. Ho rispetto per le persone credenti, ma mi auguro che, al momento del trapasso, il Dio che pregano si metta sulla porta e li prenda a calci perché avrebbero dovuto essere caritatevoli e, invece, non lo sono stati. Preferisco chi commette errori e poi chiede scusa. Preferisco chi odia tutti ma almeno non si nasconde. Preferisco chi si comporta come vuole ma almeno non mette in mezzo la religione; dovrebbero lasciare le preghiere a chi le rispetta e le merita.

Valencia

Ieri Londra, oggi Valencia. Londra con un sole che spaccava le pietre e Valencia in pioggia… mi sa che davvero il clima è cambiato. Sto bene anche qui… il profilo è diverso, le caratteristiche sono altre ma sto bene anche qui. Unica pecca: qui le persone del posto trattano gli italiani come feccia. Parli inglese e fanno finta di non capire, parli spagnolo e non ti capiscono ugualmente. Parli italiano e ti maledicono . La cura continua, la bronchite ancora non è passata ma passerà con lo iodio. Da piccola mi ammalavo spesso di bronchi e passavo inverni interi al mare con la nonna. Mi sono ammalata anche di varicella ad Alassio, con lei che mi teneva tra i suoi braccioni. Ricordi cari che tengo, qui dove ti trattano male e non ti regalano un sorriso. Domani andrà meglio, bisogna imparare a fregarsene. Certo, col sole uno è più invogliato a farsi scivolare le cose… scivoleranno con la pioggia anche i miei malumori. È che non sopporto essere trattata male per partito preso e senza ragione alcuna.

Persone

Credevo che la gente non se ne andasse senza ragione. Eppure non è così. Le persone vanno via anche senza un motivo, forse non sanno dove stare. Quelli che rimangono sono devastati e dispiaciuti per come siano andate le cose e, proprio ciò che ti è stato fatto, rimane. Nitido. Qualcuno scappa perché, in alcuni posti, sente delle strane sensazioni. Non inizia nemmeno a scavare. Scappa, prima di trovare una strada e una direzione; pare non esista altro che quel pensiero di fuga. Io credo che, se si arrivi a quel punto, non si possa dare una scossa alla propria vita. Ne sono convinta. Non così ce la si fa. Delle voci piene di vita mi tengono legata al mondo. Ricordo le risate, quelle che mi lasciano e mi danno qualcosa che mi manca. Non scappo. È troppo bello quello che vivo e non mi sento nel posto sbagliato. Inizio ad avere degli interessi sinceri che mi tengono attaccata alle cose e alle persone. Non mi piango addosso. A chi scappa dico addio. Io corro dall’altra parte, quella opposta, non devo dimostrare niente a nessuno e non c’è niente a fermarmi. Cade un’altra certezza. Ma resto. È un mio diritto essere felice. Nessuno mi impedirà di fare ciò che è in mio diritto. Mi sento rinascere dove mi sento compresa. Qualsiasi cosa può andare in mille pezzi in qualsiasi momento. Ma, se dovesse accadere, sono qui e lo affronto. Anche se dovesse diventare difficile. Ho ancora una lista lunga di cose da scoprire. Andate se volete, ma non adducete scuse. Rimanere è un bellissimo gesto. Sostengo e cavalco al fianco di chi vuole rimanere. Agli altri auguro, di nascosto, una lunga vita felice.