Scelta ardua

Quest’anno tanga, bikini o trikini?

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Il nostro anniversario

Si dice che il primo amore non si scordi mai. Ne siamo così certi? E l’amicizia si scorda? Altro che primo amore…
E fu così che diventammo amiche. Ogni anno, lo stesso giorno, ogni 14 di maggio, festeggiamo il nostro giorno. La data di nascita di un primo amore che ha provocato sofferenza. Insieme abbiamo deciso che, quella data, l’avremmo festeggiata come nostra data. Quest’anno eravamo in tre a festeggiare. L’unico essere al quale abbiamo permesso di aggregarsi a festeggiare con noi. Un’amica l’ho portata anche io… Una mosca onnipresente.

Io, la mosca e Ciuffetto

Si tratta di questo: stare bene. Una cena può bastare. Mangiare, di fronte a una persona con la quale stai bene e che stimi. Il cibo ti fa sembrare che tutto abbia un senso buono. Il cibo unisce e l’essere umano interagisce. Ringrazi chi ha partecipato a questo evento e chi ha condiviso un momento speciale con te. Stare bene. Mi interessa sapere tutto. La vita a volte sorprende. Godiamo di questo momento senza problemi e senza domande. Ridere. Passare momenti felici.

Recensione Mi presento, sono la mosca di Adriano

Gli umani dicono spesso ‘vorrei essere una mosca’. Vogliono sentire, spiare e guardare. Be’… ecco, io sono la mosca. Volo e mi trovo dappertutto, sento tutto, ascolto, giudico e osservo.

Prefazione dal libro.

Quando Ape mi disse in anteprima che stava finendo di scrivere il suoterzo libro, la curiosità era ai massimi livelli, sopratutto considerando i due lavori precenti (“Storie di un cinico radioattivo” e “Amore Freak“) che hanno ottenuto un buon successo.

In questa sua terza opera, Ale ritorna per un attimo più giovane, quando veniva chiamata Leòna, e facendosi piccola piccola scruta con occhi di mosca i vari fatti e personaggi che la vita le ha messo davanti durante questi anni.

Filo conduttore del tutto sono le persone, le loro storie con i vari aneddoti, senza mai scadere nel “cosa sarebbe successo se…” che in questi casi qualcun altro avrebbe potuto scrivere.

La scrittura è scorrevole e asciutta, senza fronzoli, e questo impreziosisce ancora di più il tutto perché leggendo sembra di trovarsi davvero a contatto con quelle persone, sentirle pensare, parlare, guardarle negli occhi.Diventiamo un po’ mosche anche noi in questa ricerca della vita e del vivere.

Capitolo immancabile sul nonno, che se oggi è diventata quello che è, è anche grazie a lui. E allora ti immagini questa bambina piccola, con gli occhioni vispi e curiosi che si lascia affascinare dai racconti che il nonno le faceva anche durante strane passeggiate nei cimiteri e che l’ha segnata dentro profondamente.

Protagonista non menzionata e invisibile Milano, che fa da cornice a tutto questo in uno scenario a tratti multietnico e a tratti transnazionale, senza confini né barriere.

Alla fine della lettura ti rimane un sorriso, a metà strada tra il dolce e l’amaro, con in più la consapevolezza che, anche se per poco tempo, ciascuno di noi è diventato una mosca insieme a lei.

Disponibile sia in formato cartaceo che E-Book su Amazon, Mondadori Store, Kobo, IBS e altri store online (clicca qui per vederli tutti).

Recensione💖

Alessandra Marcotti, scrittrice e blogger milanese, presenta il suo quarto libro: Mi presento, sono la mosca. Messi da parte i teneri “freak” e la schietta cinica dei libri precedenti, questa volta l’autrice si affida ad una piccola mosca per guidarci nel suo mondo bizzarro ma quanto mai realistico. Un mondo pieno di segreti, sentimenti disillusi, storie d’infanzia e cuori spezzati, storie che solo un’innocente mosca riesce a catturare.

La mosca è per antonomasia l’insetto fastidioso, insopportabile nel suo ronzio e impossibile da cacciare via dalle nostre case. Proprio per questo la mosca ci dà così tanto fastidio: lei può girare i luoghi dove noi vorremmo essere, captare tutti i segreti che noi vorremmo ascoltare.

Le storie scorrono via veloci una dietro l’altra, come se facessero parte della nostra routine: la storia di Mario il barista, quella di zia Agnesita, l’esilarante racconto di un matrimonio che rischia di saltare all’ultimo momento, il dolcissimo ricordo dei nonni materni.

“Mi presento, sono la mosca” è un libro che fa un ulteriore passo in avanti nella ricerca, quasi sociologica, di Alessandra. Le storie scorrono via come sempre, ma questa volta è innegabile un certo risvolto psicologico, quasi emozionale.
La cinica del secondo libro si immerge nei racconti della mosca e li rilegge con sguardo malinconico, perché il passato molto spesso influenza quello che siamo oggi. Un viaggio nostalgico nei racconti delle persone che ci circondano e che ogni giorno danno senso al nostro vissuto.

“La velocità non va parallela al prendersi cura….” E per questo la mosca vola lentamente tra i protagonisti del libro, per analizzarli, cercando di riflettere senza giudicare.
Per questo forse la mosca ci irrita così tanto? Perché probabilmente porta a galla storie ed episodi che vorremmo restassero sepolte per sempre.
Perché è più difficile scegliere di sapere. Perché è più difficile scegliere di essere felici.

L. Rucco, giornalista