Stai qui

Resto qui.
Resto perché ne ho voglia.
Resto anche perché me lo hai chiesto.
Resto perché ne ho bisogno.
Resto… perché non dovrei?

Si cerca di restare sempre dove si sta bene e dove ci si senta speciali.
Si resta attaccati al passato, agli oggetti, alle persone che aiutano il cuore ad essere sempre un po’ più felice.

Si resta dove c’è un poco di odore di casa.

Resto accanto.

E allora sì, te lo chiedo.
Stai accanto a me.
Stai dove stai bene.
Stai qui, il tuo posto è vicino alla mia sedia.
Il tuo posto è tuo.

Stai qui perché vicini stiamo bene.
Stai qui a confondere il tuo odore con il mio.
Stai. Resta.
Sto. Resto.

Domenica bestiale

Sto sognando tantissimo in questo periodo. La psicologa dice che è cosa buona, il mio cervello lavora anche in modalità notturna. Il problema è che mi sono svegliata di soprassalto dal nervoso. Ho sognato di litigare con il mio capo e lui, per farmela pagare, mi ha mandata a raccogliere le foglie secche in un parchetto zona Wagner. Una zona che, oltretutto, detesto, poiché è una zona che non conosco molto bene. La canzone di oggi è una dei The giornalisti che Davide odia, quindi io cantavo e lui diceva Basta! Cambia canzone! Vado a lavoro nervosa. Prendo la metro gialla. Si ferma in galleria con le luci spente… una giornata iniziata proprio male. Mantengo il self control. La metro riparte a scatti, dopo dieci minuti arriviamo alla fermata successiva. Apre le porte e mi fiondo giù col cuore in gola e le gambe che tremano. Quando cadi da cavallo, devi rimetterti subito in groppa. Va bene. Faccio un pezzo di strada e vado a prendere un’altra metro, la verde. Con questa mi avvicino ugualmente a lavoro. La giornata non può che volgere al meglio.