Implosione

Presente quando credi di aver trovato il tuo scrittore preferito? Quando il primo libro suo che leggi ti travolge totalmente? Il secondo libro ti annoia.  Il terzo ti annoia a morte che quando lo finisci e chiudi dici ah, che sollievo. Il quarto fa proprio schifo. Ma lo continui a leggere per vedere fin dove si possa spingere. E continui fin quando la parola fine ti riporta alla vita vera e dici, meno male l’ho finito e me ne sono sbarazzata.
Allora pensi Che delusione è stata. Che noia mortale. Che cattivo è stato, nascosto dal primo successo, nascosto da un’area di finzione totale. Allora ti chiedi… ma come ha fatto a piacermi? Come ho potuto perdere il mio tempo tanto prezioso? Come ho potuto farmi questo?
Realizzi sia stato tutto un grandissimo bluff. E ridi come una pazza per essere stata tanto stupida. Allora prendi quei quattro tomi e, anche se ti hanno insegnato che non si fa, li butti al macero. E continui a ridere.   Sì, perché è meglio ridere. Che cosa ti è rimasto? Nulla. Niente di niente. Prendi le altre due scartoffie da quattro soldi, e finte pure quelle come l’autore stesso, e le getti nel peggior cestino che conosci della zona. Inizi a correre felice. By by autore da quattro soldi, sei stato smascherato. Che delusione. Che schifo. Ora puoi tornare da dove sei venuto. Ah sì… là starai bene. Là è proprio il posto giusto per te. Là, proprio là dove i salici sputano saliva corrosiva e dove tu stai tanto bene a fingere la vita sia bella. Eh sì, ma a forza di fingere o ti abitui a far finta sia tutto meraviglioso oppure ti spari un colpo in testa. Tanto le magagne e le prese in giro vengono al pettine. Magari non per i tuoi lettori, ma per te stesso sì, eccome se arriva quel momento. Implosione. Caduta di un re o presunto tale.


Ecco. Il lettore non si frega. E quando lo freghi sai… lo perdi per tutta la vita. Perché si vive una volta sola ma quando si muore lo si fa per sempre.

Non so se, in questo caso, ha perso più il lettore o l’autore. Mmmm… Il lettore. Ha perso tempo, energia, sogni, ma quelli veri, e poi, diciamocelo, il lettore è solo uno e lui ne avrà degli altri. L’autore non perde mai. Rimane in gara in modo fiero. Sì, perché, per lui, di gare e numeri si tratta. Il lettore non fa corse. Non conosce calcoli. Non ha bilance a casa per compensare. Si dà e basta. Clap clap. Complimenti vivissimi. Sei proprio un figo.

Il lettore continua a correre beato. E mentre lo fa, scova un posto piccolino, pieno di carta e copertine. Libri nuovi e vecchi che convivono allegramente. Si sofferma. Ne prendo uno. Lo apre e ripone la sua fiducia. Legge, sorride. Ripone sogni, sì, ancora e ancora perché lui non li ha perduti. Per lui le gare non esistono. Sarà un libro bello. Meno deludente sicuro. Peggio dell’ultimo letto non può proprio esistere.

Il lettore non può arrivare ultimo se non ha perso la sua gioia, la sua voglia di vivere e la sua purezza.

L’autore? Ah. E chissenefrega. Non è più pensiero mio.

Corro. E rido leggera come un bambino.

Implosione. Puff.

Consigli di lettura.

Diffidate da chi è stanco della sua monotona vita e cerca uno spiraglio nella luce altrui e cerca di farla propria. Ruba, distrugge e fiero se ne va. Clap clap.