Li faccio ancora

Il rispetto verso le persone l’ho imparato dai miei genitori.
Verso tutte e non solo verso le donne.


Certo, vedevo spesso i miei genitori litigare, ma mai ho sentito da loro dirsi cose brutte o una sola parolaccia.
Si sono sempre rispettati molto.


Un’azione, un comportamento, dare un esempio valgono più di mille parole dette a caso.


Io, devo essere onesta, ho la tendenza a farmi abbindolare dalle parole, alle quali ho sempre creduto e credo ancora sempre. Ma ci sono momenti che serve qualcosa in più. Se occorre esserci bisogna esserci. E le parole.. sì, ok sono belle… ma valgono tanto poco.


A volte, quando si ama, vediamo le persone come vorremmo fossero e non come sono realmente.


I miei  genitori si sono amati tanto. E rispettati ogni giorno.
Queste sono cose che, quando vedo mio fratello da fuori, rivedo sempre.
E penso a lui come a un uomo meraviglioso. Proprio come era il mio papà. Siamo figli pieni di difetti ma le cose più belle le abbiamo assorbite.

Capitava a volte che il papà tornasse a casa con i fiori. Non li regalava solo alla mamma, ce ne era sempre uno anche per me.

Mi mancano queste cose. Siamo cresciuti rispettosi, leali e onesti con loro. Certo… se mia madre non fosse rimasta a casa da lavoro credo saremmo diventati dei delinquenti…
A me, personalmente, piaceva tanto picchiare e davo botte a tutti. E facevo tantissimi dispetti.

Mmm… Sì, quelli li faccio ancora.

Voglio essere Sue Ellen

Vi ricordate di Dallas?
Mi è venuto in mente quando finalmente ho capito a chi assomiglia uno che conosco da anni.
Ogni volta mi dicevo Assomiglia a qualcuno
Tac. Capito, così, all’improvviso.
Ecco chi è! È Bobby di Dallas!

Pensare che io non ho mai visto una puntata.
La telespettatrice attenta era la mia nonna;
rimaneva attaccata al televisore della cucina, in bianco e nero.

Davvero non ho mai visto una puntata anche perché ero davvero troppo piccola ancora. Eppure conoscevo ogni personaggio. Ovvio, più i principali. Sapevo, e so ancora, tutto di J. R. Sue Ellen , Bobby e Pamela.

Come hanno fatto questi personaggi a diventare protagonisti anche del quotidiano di una bambina delle elementari?
Non lo so. Eppure a scuola giocavamo a Dallas. Anche in casa. Il nonno era J. R. ( per forza) e poi aveva anche un cappello uguale ma di paglia. La nonna di conseguenza non poteva che essere Sue Ellen, una povera alcolizzata piena di problemi. Ma tanto bella.


Tutti parlavano di Dallas. Soprattutto quando Bobby morì. Quella fu la vera tragedia. Meno male che poi tornò, rimettendo il cuore in pace di molte persone a casa, nonna compresa.
Ma la cosa più grave e preoccupante fu quando spararono a J. R. Allora sparammo anche noi al nonno, col nostro kit per giocare a guardie e ladri.  Gli sparammo con le freccette a ventosa e arancioni in punta e, già che c’eravamo, gli mettemmo anche le manette. Tiè.

Se dovessi scegliere… Voglio essere Sue Ellen.

Ragni

Ecco… mio fratello mi ha fatto un regalo… un braccialetto coi ragni. Solo una persona che mi conosce bene poteva farmi un regalo del genere. Ho un ragno tatuato in onore del mio nonno. E mi piacciono i ragni. Quando sono stata in ospedale mi ha detto Ti ho fatto un regalo. Oggi è avvenuta la consegna. Sono molto felice, sarà sempre con me!!!!! Che bello venire viziati..

Mio fratello

Vi presento mio fratello. Eccolo. Lui è tra le persone più importanti della mia vita, da sempre. Il mio compagno di viaggio dalla nascita. Io ero già un’ape dispettosa. Pungevo e scappavo. Lui si centellinava l’ovetto kinder e io glielo rubavo, dopo aver mangiato il mio. Però gli lasciavo la sorpresa, anche se, la sua, era sempre più bella della mia. Io gli salto ancora addosso e gli urlo nelle orecchie, come quando eravamo piccoli. Lui fa finta di non sopportarmi e mi dice Basta urlare. A Natale voglio sempre un regalo personale da parte sua, perché lui ha sempre il mio, pensato e studiato nei minimi dettagli. E quest’anno si è superato e mi ha fregato alla grande. Gli dico sempre Io ti darei anche un rene, anche due. Ma non so che affare possa fare con i miei organi del menga (espressione dialettale milanese che usava sempre il nostro nonno). Ah… sto ancora aspettando la recensione su Amazon…. 🤦
Crescere con qualcuno è il regalo più bello che un genitore ti possa fare… perché sai che ci sarà sempre una persona dalla tua parte, sempre, senza che si chieda se hai ragione o torto, se sei nel giusto o no.

Il regalo di mio fratello

Mi piace fare scherzi e, per lo più, a mio fratello; gliene ho sempre combinate di tutti i colori. Siamo molto uniti e complici ma agli antipodi caratterialmente. Lui è molto serio, in gamba e amante del suo lavoro, io sono una che ha sempre vissuto e vive alla giornata. Ci adoriamo. Lo sentirei di continuo, per raccontargli le cose più stupide. So che c’è e c’è sempre per me. Ogni tanto, un po’ più che ogni tanto,  gli invio messaggi del tipo DEVI CHIAMARE TUA SORELLA, PERCHE’  NON CHIAMI TUA SORELLA,  TUA SORELLA E’ TRISTE SE TU NON LA CHIAMI. Lui ride. Fino a quando non si stanca e mi dice BASTA! Con mille punti esclamativi. Ogni tanto gli invio foto di donne improbabili con la scritta TI AMO ALLA FOLLIA. Ride. Così nasce il mio regalo speciale di Natale per lui. Ogni anno gli confeziono un gadget ad hoc sempre con la solita scritta HAI CHIAMATO TUA SORELLA? Un anno gli ho fatto un calendario, ogni mese la stessa foto con la mia faccia e la solita scritta. Un altro anno una cornice d’argento con dentro la solita foto e la solita scritta. Un paio d’anni fa una palla di Natale con dentro la neve e la mia faccia con la solita dicitura. Ogni anno è il regalo più gettonato da vedere,  per capire fin dove riesca a spingermi. La volta più macabra è stata quando ho messo la mia foto dentro una cornice di cartone a lutto e la scritta HAI VISTO COSA SUCCEDE A NON CHIAMARE TUA SORELLA? Quest’anno ho fatto stampare una mia foto con parrucca su una maglietta e la scritta di chiamarmi. Ride fino le lacrime quando apre il mio regalo. Quest’anno ho voluto esagerare. È solito indossare calze Gallo. Una volta me ne sono prese un paio con i cactus per me perché  li adoro. Me le son fatte mettere in una confezione regalo,  mi piace scartare le cose una volta a casa. Ho tenuto scatola e cartellino proprio per questo Natale. Sono andata a comprare un paio di calze sanitarie marroncine al polpaccio e le ho confezionate nella scatola incriminata. La sua faccia nell’aprire il pacco con le sue calze preferite è stato un momento impagabile. Ecco,  io rido di gusto per queste cose!