Immedesimarsi

Come si può superare un momento delicato? Si può iniziare ad uscire: respirare aria fresca è sicuramente meglio di stare chiusi in casa. A volte è buio e non si vede poi molto. Cercare un appiglio potrebbe fare la differenza. Potrebbe, casualmente, materializzarsi qualcuno, in grado di capire e mettersi nei panni dell’altro. È una grande virtù quella di riuscire ad immedesimarsi in un altro soggetto. Avete presente quel senso di fusione assoluta? Ecco, quello. Lì, in quel punto, potrebbe cominciare qualcosa di importante, come un’amicizia nuova e da difendere. Cibarsi di ricordi altrui e trovarli tanto simili a quelli che abbiamo noi nella nostra testa. La mente corre, in modo dolce, a quel passato che manteniamo fiero. E che cerchiamo di custodire in qualsiasi modo.

Il mio amico Gigi

Ero convinta che, arrivata a un certo punto della mia vita, sarebbe stato più difficile aver voglia di aprirsi per conoscere persone nuove oppure riscoprire le vecchie. Ero convinta fosse difficile mettersi in gioco oppure la voglia fosse scemata. Non è assolutamente così. Ho capito che la mia curiosità verso le altre persone è sempre ad alti livelli. Fortunatamente anche la loro nei miei confronti. Ho un amico nuovo. Speciale. Lui è ciò di cui avevo bisogno. Si possono rovesciare le sorti della propria vita, come quelle di una guerra. Esprime le sue emozioni e mi descrive molto bene le sue paure. Può essere gioioso, leggero e divertente quanto introspettivo e serio. Ha una miscela di modernità fusa a qualcosa di antico. Ridiamo. Siamo agli antipodi eppure con gli stessi principi. Può essere questo che ci tiene legati. O forse è la voglia di divertirci e di ridere. La vita può essere caos ma non per questo non possiamo non pretendere possa accadere anche qualcosa di bello.

Il nostro anniversario

Si dice che il primo amore non si scordi mai. Ne siamo così certi? E l’amicizia si scorda? Altro che primo amore…
E fu così che diventammo amiche. Ogni anno, lo stesso giorno, ogni 14 di maggio, festeggiamo il nostro giorno. La data di nascita di un primo amore che ha provocato sofferenza. Insieme abbiamo deciso che, quella data, l’avremmo festeggiata come nostra data. Quest’anno eravamo in tre a festeggiare. L’unico essere al quale abbiamo permesso di aggregarsi a festeggiare con noi. Un’amica l’ho portata anche io… Una mosca onnipresente.

Tengo un mazzo di fiori tra le mani

Ci sono persone che rovinano e uccidono ciò che amano. Chi lo sa perché e che cosa gli passi per la testa. Ci sono persone che decidono di essere felici e di tenere, tra le mani, un mazzo di fiori, per vedere la bellezza in un modo proprio e nonostante quello che accade intorno che, spesso, mette a dura prova. Tengo un mazzo di fiori tra le mani e lo mostro volentieri. Ho fatto un piccolo interventino al nervo e ho dormito tutta la notte come un angioletto. Dopo notti tragiche di dolore atroce… sono una donna rinata. Le anime sgraziate attorno a me non le vedo più. Vedo tutto bello. Questa cosa traspare e fa sì che si formino dei legami speciali con gli altri. Non si ringraziano mai abbastanza le altre persone, quelle che concorrono a far più leggera la vita. Le mie colleghe, ad esempio, fanno sempre il tifo per me e mi regalano momenti di risate epiche. Ogni tanto mi giro indietro. Sono stata molto più gioiosa che triste anche quando qualcuno mi ha rubato e stracciato il cuore. Ti rendi conto che c’è chi ti ama sempre e continua a farlo e pensi a quello che ha fatto per te. Se avessimo saputo prima ciò che avremmo vissuto insieme… Non cambio nulla… nemmeno le grandi figure che ho fatto delle quali mi vergogno ancora.

Oggi mi sento così….. Chi vuole capire, capisce!!!!! 😂💖

Un messaggio

Un messaggio sul telefono. Un numero. Come è andata? Firma. Un amico. Una persona che, un tempo, ha fatto parte della tua cerchia. Poi, come può succedere, ci si perde. Sì, ci si perde di vista, ma ci si può continuare a pensare ugualmente. Ricevi un messaggio che fa un piacere infinito. Il cuore è colmo. Ti fa piacere essere pensata e sapere che, comunque vadano le cose, sei stata una presenza bella per qualcuno. Momenti nei quali ci si avvicina. Poi si va avanti con la propria vita e i propri problemi. Non c’è bisogno, molte volte, di sentirsi. Poi arriva un incontro casuale, quattro chiacchiere e il resoconto ultimo delle proprie vite. Sei felice di vedere un amico felice, sei felice di vederlo gioire quando ti mostra le foto del suo piccolo capolavoro, un capolavoro che cercava da tempo con la sua compagna. Un abbraccio e via, verso le proprie cose. Sapere che, nonostante tutto, ci si può fermare anche a pensare a qualcun altro, anche se lontano. Corri strade e incontri persone. Qualcuna di queste la ricordi con piacere. Qualcuna no. Diventi il confidente per un attimo rispetto alla lunghezza di una vita. Diventi un tutt’uno per un periodo. Poi basta. Però ricordi di esser stata importante e leale.

Per A.

Qualcuno si è fidato di me. Qualcuno mi ha donato una cosa importante perché voleva un parere. Mi sono sentita onorata e importante. Qualcuno si sente onorato di avermi come amica. La paura di deludere? No, non c’è. Se ti impegni, in qualsiasi tipo di rapporto, allora quella parte della paura non può esistere. Comportarsi in modo sincero e schietto. Essere presenti e non aver paura di dire la propria opinione. Non lo trovo strano: fare un ottimo lavoro, ottimo a seconda delle proprie capacità. Una nuova amicizia è un nuovo capitolo che si aggiunge alla propria vita. Ci sono momenti nei quali ti viene da pensare che potrebbero bastare anche un paio di minuti per conoscersi. A me succede. Una specie di sesto senso, forse. Empatia… forse. Sensibilità… forse. So solo che capita. A me è capitato.

Una famiglia, una casa, la mia, la tua

Sono in famiglia, accolta come una figlia, accolta. Mi sento presa in custodia, in una custodia preziosa. Braccia mi cingono. Occhi che mi sorridono. Risate e labbra verso l’alto che lasciano scoprire i denti. Sono arrivata e sono stata accolta come cosa preziosa. Emozione. Ma un senso di pace come se stessi andando nella casa dei miei nonni, la mia casa, la mia custodia. Un pomeriggio bellissimo. Eccola lei. La persona che ha permesso tutto questo e che ha preso il mio cuore in modo delicato e lo ha posato sopra al suo. Mi ha fatta entrare, così, nella sua vita. Noi. Finalmente noi. Io e te. Ho mangiato la tua caramella prima di entrare in risonanza. Il tubo mi ha rispedita fuori in due ore. Ho pensato a te. Ho pensato a tante cose, ho contato, ho leccato le mie ferite, ho pensato alle cose da fare, ho pensato a quanto ce la stia mettendo tutta. Ho pensato. Ho pensato a me. Ho stretto i denti ai primi crampi, ho pianto per i dolori atroci alla schiena, pensavo che sarebbe stata dura, poi, riprendere a camminare in modo normale, ma sono stata immobile e sono stata brava. E ho ripensato a te, a noi, a ieri in una casa che aveva sapore della mia casa.