Qualcosa rimane sempre uguale

Torna per un giorno. Da molto lontano. Da un posto bello. Ed è me che vuole vedere.  Anche se quasi mai ci sentiamo. Ma ci ricordiamo l’una dell’altra.
Essere state complici. Compagne di lavoro. Amiche per quel poco che ci siamo godute.
Lei a chiedermi consigli. Come la vedi Ale? Tu che sei più grande… come è dalla tua parte?
Io a regalarle un poco di brio per tirarla fuori dalla sua serietà.
Lei a regalarmi un po’ di regolarità e anche di regole.

Ci saresti Ale?
Beh, non ti perderei per nulla al mondo.
Un aperitivo.
Un lasciarsi fisicamente ma portarsi sempre nel cuore. Ricordi che affiorano condivisi.
Qualche lacrima anche. Sua.
Farle da guida. Consigliarle solo il meglio. Vai. Vai. E poi vai ancora. Sei brava, vai a farti vedere in giro. Non restare. Non fermarti qui dove non avresti il palcoscenico che meriti.

Andata. Triste un pochino. Ma andata.
Sbocciata come il fiore più bello, bello come la sua pelle trasparente incorniciata dalle lentiggini simpatiche di un bimbo buffo.

Ritrovare qualcuno. Cercare nel fisico se qualcosa è cambiato. Ma il sorriso, ecco, quello è ciò che rimane sempre uguale.

Ciao Lucio ciao Peppe

Volevo scrivere una cosa su questa giornata speciale per Milano.

Poi è arrivato il mio amico speciale e ci ha pensato lui.

Non avrei trovato parole migliori.

E ora aspettiamo.. 

Ciao Lucio ciao Peppe,

Oggi tutta Milano si prepara con ansia e voi non siete qui con noi.

Tu Lucio, interista da una vita con l’inter nel cuore. E tu Peppe, tifoso del Napoli ma milanista d’adozione, pronto a tifare affianco al tuo bambino.

Al di là di chi vinca oggi, ci mancate, più di ogni altro giorno. Perché vincere senza voi affianco non è vera felicità. Perché perdere e non potervi abbracciare è un tuffo nella solitudine.

Mancate come l’aria, oggi più degli altri giorni. E’ solo calcio ma ci ricorda sempre quelle giornate al vostro fianco, perché avere un padre vicino vuol dire permettersi di perdere e cadere, tanto c’è sempre qualcuno che ti rialza.

Noi ci siamo dovuti rialzare da soli, giorno dopo giorno. E oggi mascheriamo dietro il sorriso della vittoria, o la lacrima della sconfitta, il nostro dolore.

Se dovesse vincere l’inter ti penserò sorridente Lucio, così come la tua splendida figlia. Se dovesse vincere il Milan ti immaginerò alla finestra a vedermi esultare come 20 anni fa papà.

Ciao Peppe ciao Lucio. Milan e inter sono solo un pezzettino di tutto ciò che ci avete lasciato.
Voi non ci lasciate mai

Grazie Gigi. Sì, oggi mi hai fatta piangere.

Fontanella

Di cattiverie e odio ne ho avuti. Coperta di bugie gratuite che, almeno spero, siano valse la pena per la parte non lesa.

Ma di amore anche.
Colma rasa. Di continuo come un drago verde che non cessa mai di andare.

Ma ultimamente… sì, ultimamente quell’amore mi circonda totalmente come non l’ho mai sentito prima.

Perché sapete, quando una persona ti chiede… scusa ti rattrista se ti parlo di mio padre? Ti dà fastidio?
Quella è una formula di amore che circonda.
La cura che le persone mettono. L’attenzione. Come se fosse una colpa avere la fortuna di avercelo ancora.

No. Non mi dà fastidio, anzi.

Il mio papà tanto non me lo ridà nessuno. E non è una colpa che gli altri debbono espiare.
Sanno tutti quanto l’ho amato e so che, se solo potessero, me lo ridarebbero indietro.

Mi piace sapere che ci siano figli che amano parlare del proprio papà.
Io ascolto.
Così… penso anche al mio. Più di ciò che ho fatto non avrei potuto. Sapeva quanto lo amassi visceralmente.
Ogni giorno facevo in modo lo sapesse.

Quindi grazie a chi mi ha riservato tutte queste attenzioni dimostrandomi quanto possa fare l’amore. Quanto si possa stare vicino senza parole dette al vento.
Dimostrare coi fatti. Volere esserci. Sapere che ci sarà sempre per te perché è ciò che vuole davvero e che, per nulla al mondo, ti lascerebbe scappare.
Cose che si sanno. Cose che si sentono.
Cose che mai ti verrebbe di mettere in dubbio perché nemmeno te le fai certe domande.
Quanto è bello sentirsi speciali e importanti. Raccontarsi le proprie giornate. Esserci. Sostenersi e fare il tifo. Gioire per qualcuno rende coperti di bello. Dire la propria in modo libero. E sapere di venire presi in considerazione.

Ah sai… Perché la mia vita è ancora più bella da quando ci sei tu.

Salvata

Come un profumo lasciato addosso, anche sui capelli.

Come una lacrima che scende nascosta.

Un saluto. Te ne vai. E vorrei salire su quel treno e scendere alla prima fermata solo per non lasciarti.

Ma poi non basterebbe nemmeno una sola fermata.

Ti giri e te ne vai. Sensazione strana dentro. Tristezza.

E il tempo passa sempre troppo veloce che non è giusto.

Solo in certe circostanze sembra non scorrere mai.

Un arrivederci al più presto che viene da dentro.

Le foto insieme gelosamente custodite come un ciondolo prezioso dal nome improbabile.

E la pioggia non ha mantenuto la promessa di cadere copiosa.

Ci sono parole, gesti e braccia che mettono in salvo.

Mi sento salva e salvata.

Ritorno presto

Trovare il sole quando, invece, era prevista la pioggia.
Venire scaldati mentre si fanno passi su passi.
Essere aspettati al binario. Che cosa bella.
Guardare cose nuove immersi in un dialogo continuo.
Mangiare con qualcuno. Brindare e bersi un bicchiere di vino.

Condividere momenti.
Andare in posti appena scoperti e riviverli condivisi.

Farsi foto. Da tenere per ricordo.

Un tempo che passa troppo veloce e quanto ti dispiace. Sì, certo, tornerai.

Felicità mischiata a tristezza e malinconia, le stesse che ti riporti indietro, su un treno che, senza motivo, è in ritardo.

Arrivare a lavoro al pelo e avere gli occhi ancora pieni di cose.

Un saluto, un arrivederci, un abbraccio forte. Una promessa.

Sì, ritorno presto.

Da sempre

Qualcuno esce ma qualcun altro entra con un sorriso aperto e disponibile.

Un sentimento di grande fiducia che si vuole regalare.

Dare e ricevere reciprocamente.

Disponibilità e tempo messi a disposizione di qualcuno.

Volontà di rimanere.

Non si è giusti o sbagliati, si è come si è.

Precisi bisogni emotivi che abbiamo tutti. Qualcuno è solo più bravo a nasconderli e a far finta non ne abbia necessità alcuna.

Si sceglie. E si reagisce di conseguenza.

Accogliere emozioni non è da tutti. Bisogna essere pronti, avere tempo, dedicarsi.

Darsi agli altri, pensando che la vita non sia solamente quel piccolo mondo  creato e nel quale rimanere ben ancorati. Perché può esserci anche molto altro al di fuori del proprio raggio d’azione.

Scelte. Volontà ferrea di non vedere con entrambi gli occhi.

Decidere che può esserci altro, magari qualcosa in più o in meno, ma aver voglia di guardare con attenzione.

Passeggiare alla destra di qualcuno, col tempo che corre troppo veloce e arriva tremendo per dirsi Ciao.

I rapporti sani esistono e non ci vuole un grande lavoro dietro, ci vogliono accoglienza e purezza.

Sentirsi e mettere a proprio agio come se ci si conoscesse da sempre.

E sarà bello

E poi sarà bello aspettare in stazione.
Ritti al binario cercando di vedere.


E poi sarà bello, una giornata bella.
Dicono che sarà molto nuvoloso… meglio.
Milano è da vedere così.
Che poi…. è così importante il tempo che sarà?
No. Nemmeno ce ne accorgeremo.

Metti le scarpe più comode, armati di buona lena. Andremo su e poi giù.
Ti mostrerò i miei posti più belli.
Prepara le orecchie: parlo a macchinetta. Mmm… forse già lo sai.

Giusto il tempo di qualche respiro, ogni tanto.

E sarà bello trovarsi e ritrovarsi.

E sarà bello andare in giro coperti fin sopra il naso e la maschera per il freddo che farà.

Sarà bello sentire l’annuncio del tuo treno.

Passerò sotto la vecchia casa e penserò a voi due sul balcone ad aspettare me. Penserò a quel saluto che andava fin dietro l’angolo.

E sarà bello. Sarà ancora bello.

Buon primo giorno di scuola

Non si smette mai di sognare.
Viaggiare con la mente in un posto lontano che ami tanto.

Ma poi a furia di sognare, non è che ti svegli e ti rendi conto che la vita ti ha solo sfiorato? E non l’hai vissuta?

Che bello chi prende coraggio e non smette di sognare però, con un grande gesto, decide che vuole attuare il suo piano per essere felice davvero.

Bello. Coraggioso. Viversi la vita ora che si può e non quando sarà troppo tardi.

A dispetto di tutto e tutti poiché la nostra stessa vita è la cosa più importante che c’è. E se lo capiamo, ne godranno tutti, poi, di conseguenza.

Non si sprecano i sogni. Non si spreca la vita. È la cosa peggiore si possa fare.

A qualcuno almeno lo dobbiamo. A noi stessi e a chi ci ha messi al mondo decidendo di averci e amarci e custodirci. E darci tanti strumenti.

Non importa quanti anni abbiamo. Non è tardi mai per incominciare a sbranarla la vita.

E quindi per te…

Buon primo giorno di scuola.

Ci sarò per Natale

Questa è per te.
Perché sei una persona speciale e piena di tante cose belle dentro.
Perché sei il mio amico. Non un amico e basta.
Sei tu che mi hai abbracciata piena di lacrime.
Sei tu che sei felice per il mio ultimo successo. È a te che dico le cose e col quale mi apro.
È con te che rido.
Sei tu che curi le mie ferite, tutte.
Sei tu che mi regali le cose più assurde da mettermi addosso e sono io che me le metto felice.
Tu sei entrato nella mia vita e magari nemmeno volevi starci. Eppure, così, in modo naturale, sei diventato il mio amico.
Le risate sono con te.
E questo è il mio regalo di Natale. Il più speciale. Perché io sono qui sempre anche se non mi credi mai.
Perché noi siamo sempre qui.
E se non mi senti sai già che è perché sto male. E allora corri ai ripari.
Io sono la persona più fortunata perché quel giorno ti sei fermato a parlare. E perché hai continuato a parlare con me.
Stampelle, cerotti, flebo, gessi, occhiali… mi hai visto in ogni mia sfaccettatura. E, per colpa mia, hai perso il regalo di compleanno dell’altra tua amica… che lo dedica a me per te.
Che fregatura.
Ma io ho un paraorecchie meraviglioso. E avrò un Natale al caldo. Stai al caldo anche tu. Perché io sono qui. E lo so bene che cosa hai dentro e quanto tu stia male. Ma hai anche un po’ di me. Pensa a come vado in giro io e fatti uscire un sorriso. Anzi ridi. Perché le sorprese, magari, non sono ancora finite…

Mi sento davvero una persona fortunata.

Tamponamento

Ci sono persone che entrano nella nostra vita e sai già che ci resteranno.


Poi c’è lei, Emma.


Sbattute contro come due macchine che si tamponano al semaforo. Per caso, per una svista, per un pensare ad altro.
Ci siamo scontrate, non per caso ma per un progetto comune. Sai quando hai la sensazione di stare bene con qualcuno anche se non lo hai mai visto?
Sai quando al primo sorriso che ricevi capisci di quanto potrai guadagnare?
Comincia così, questo incontro divertente.

Lei.

Ora ve la presento.
Lei è tanto semplice quanto bella.
È alta, ha i capelli lisci chiari e lunghi e dei fanali chiari come occhi.
Sto parlando di lei, non di me.
Potrei anche essere io, invece parlo di Emma.

Poi, d’improvviso, a casa mia, mi dice che la sto aiutando tanto. Una frase che  mi riempie di gioia. Lei mi ha aiutata? Sì. Mi ha regalato un pezzo della sua vita, in modo naturale. Quel pezzo che terresti solo per te, così intimo e doloroso che lo custodiresti con forza.
Mi ha donato qualcosa che, nel corso della serata, mi ha dato da pensare.


Io amo le persone che generosamente donano pezzi della propria vita. Io sono una persona molto fortunata; faccio incontri rari che aggiungono ciliegine alla mia torta al cioccolato.


Lei è una persona rara che è capitata a me, per caso, nella vita, tamponandomi al semaforo mentre tranquilla aspettavo di svoltare.

Udienza al Papa

La pioggia è quella tipica londinese: quando ti si poggia sul naso sembra quasi lasci un alone di nebbia. Foglie bagnate. Stanno tra di loro in una perfetta sfumatura e poi noti gli stacchi col marciapiede. Percepisci  possa essere  un bel vedere, diverso dal solito.


Ombrelli che ti gocciolano addosso, anche dentro il colletto del giubbotto lasciandoti un brivido gelato che raggiunge la schiena. Umidi, dentro a un tram caldo. Vetri appannati, nebbia che esce dai nasi poiché le bocche sono tutte coperte. A volte c’è da dire poco nonostante abbia sempre sete di parole.

Leggo il mio libro.


La vita può anche essere bella se così la vogliamo guardare. Prendo il telefono e rispondo ai primi messaggi Mangiamo insieme oggi? Quando hai tempo per me? Non voglio essere così piena di impegni da non trovare posto per un’amica preziosa. Non si fa. Voglio sempre avere tempo perché, se si vuole, si trova. E allora sì, vediamoci oggi per pranzo. Ho troppa voglia di vedere quel faccino buffo. Non voglio diventare quel genere di persona, quella che non ha tempo e che, per vederla, sembra si stia chiedendo udienza al Papa.

In più

Sento sul tram due giovani donne parlare.

Mi viene in mente un’amica lontana.

Come fece a fermarti?

Mi disse solo Non te ne andare. Perché stiamo bene insieme e ci cerchiamo e forse ci amiamo. Non si sistemerà mai nulla, non cambierà forse nulla ma stiamo troppo bene insieme che sarebbe un vero peccato.

Lei si fermò. Pensò che era vero che stavano bene insieme. E che potevano anche reggere a tutto visto che, forse, quello bastava.

Pensai a che belle parole avesse ricevuto.

Pensai che era come nei film quando lui/lei ferma l’altra/o prima di salire sull’aereo.

Pensai a quanto la vita fosse strana. E che, a volte, può bastare solo un pizzico di coraggio in più.

Lui è Luca

Un pomeriggio di lavoro si avvicina a me con un sorriso disarmante.  Non ci eravamo mai visti prima. Ma sapete quando vi sembra già di conoscere una persona?


Forse ho riconosciuto in lui la stessa mia apertura verso la vita e le persone. Qualcuno l’aveva definita purezza.  Non lo so se, quella cosa, sia definibile.

Un numero scambiato, una foto insieme e poi un caffè. E un altro ancora.

So che se è qui mi chiama. E so che legge le mie cose. Anche io le sue. So che sto dalla sua parte. E lui dalla mia. So che c’è onestà e sincerità e sono le stesse cose che io dono a lui.


Perché è bello non sentirsi spesso ma sapere di esserci. Perché è bello sapere che, quando è qui, mi cerca. Perché è bello parlare con lui e ridere con lui. E, soprattutto, ridere con chi ha già gli occhi brillanti e gli angoli della bocca verso l’alto di suo. Perché è bello avere gli stessi principi.
E perché è bello ricevere così, e dal nulla, un suo messaggio lontano.

Non è definibile ciò che sia scattato, ma, di sicuro, qualcosa è successo perché, se oggi siamo qui ancora, è anche per quel qualcosa.


Ve lo presento. Perché se lo merita. Ecco
Luca. Ed è amico mio.

Ah… Si è infilata persino Olga tra noi…