Nuovi equilibri

Vivo in una regione abbastanza instabile. Su, giù, su, giù….
Inizio un viaggio, il mare si innalza.
Aspetta… ora mi riassetto, mi sistemo, mi faccio carina, mi metto il rossetto. Esagero: due passate veloci di mascara che sembra una. Mi guardo allo specchio… non è che ci posso passare troppo tempo davanti: ho fretta.
Forza, avanti, non c’è tempo per riposarsi.
Ora te lo dico chiaro: dovrai rimanere qui vicino e, quando sarà il momento giusto, risalire in superficie. Sta per arrivare il segnale…è promettente.
Senti… dici che si può respirare sott’acqua?
Allora aspetterò un aiuto. Al momento giusto saltiamo: ci salveremo la vita. Hai paura? Stringiti pure a me.
Arriverà quel tempo nel quale saremo obbligati ad assestarci su altri e nuovi equilibri.
Pronti? Buttiamoci!
Finalmente liberi.

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Per te

Scrivo, mentre una persona, che fa parte della mia vita, soffre. Scrivo perché davvero non so che altro fare. Non lo so se leggerà queste parole… ma io le scrivo per lei. Sono qui. Nei miei drammi è sempre arrivato qualcuno come se fosse uscito da un cilindro. Miracolosamente. Sono arrivate persone impensabili e inaspettate ad aiutarmi. Puoi anche dire grazie, ma ti senti come se non avessi ridato indietro abbastanza. Allora ti poni in quella condizione di diventare sensibile in certi momenti e pronto a dare una mano. Sono qui a fare quello che altri hanno fatto con me. Non c’è bisogno di parlare ma, a volte, vedere una presenza, anche muta, fa bene. Sono qui. Cercami se vuoi e hai bisogno. Quando sarà tempo, col tuo tempo. Ti penso.

Lazzaro

Dopo un’estate senza problemi, è arrivato lo stop. Ho passato due giorni a letto, febbre a 39 e dolori inumani. Dopo un’altra notte atroce… stamattina il miracolo… Lazzaro si è alzato. Acciaccato ma in piedi. Non potrà che andare sempre meglio.

Un gran bel dono

Possedere così tanti airbag da essere ormai pronti a parare colpi. Parare e assorbire. E finire col non farci nemmeno più troppo caso. Far finta che tutto vada bene, così tanto da finire col crederlo davvero. Ecco.. accennare un sorriso, farsi beffa di quegli airbag. Se scoppiassero? Ci sentiremmo protetti, come fra due braccia familiari. La vita regala, non sempre ciò che più ci piace. Quando vedevo tutti quei pacchi a Natale sotto l’albero… nemmeno mi ponevo domande: ero felice e sarebbero stati tutti regali meravigliosi. E così oggi. Forse non sono doni meravigliosi… ma si sa: da adulti la visione cambia e si regalano più che altro cose necessarie. Vorrei un gran bel dono. O almeno stare qui con gli occhi speranzosi. È già tanto bello così.

E se girassi dalle mie parti?

Nella vita reale costruiamo relazioni continuamente, con parenti,
colleghi, amici o con la persona che scegliamo per un pezzo della
nostra vita o per sempre. Ognuno di noi si porta dietro il proprio
bagaglio fatto di azioni ed emozioni vissute. Siamo il risultato di
ciò che viviamo. Questo è un po’ il sunto del libro. La trama si
sviluppa attraverso le vicende dei due personaggi principali e,
proprio la visione dei suddetti, serve per costruire l’intera vicenda.
Il narrato aiuta a soffermarci e capire che, essendo tutti simili
ma ben distinti gli uni dagli altri, lo stesso fatto, visto da occhi
diversi, può venire vissuto e percepito in modo differente.

Ecco… Spero vi faccia piacere. Questa è la sinossi del mio prossimo libro. È pronto, spero che settembre possa vedere la sua uscita ufficiale.

Olena, la mangiatrice ladra di saccottini

E così fu che tornammo alla base.
La cosa che più mi mancherà sarà la lauta colazione. Quando vedi tutto quel ben di Dio esposto… fantastico. C’era di tutto, dal salato al dolce. Io faccio colazione solo con cappuccio e saccottino e trovarmi dei saccottini anche a Torrevieja beh… è stata una grande sorpresa. Mentre gli stranieri si riempivano i piatti di uova, bacon, fagioli e verdure, io mi lanciavo sul saccottino. Una mattina sono stata battuta sul tempo da una russa, che secondo me si poteva chiamare solo Olena. Olena pesava almeno quattro volte me. Si riempiva due piatti di cibo talmente rasi che, ad un essere umano normale, sarebbero bastati per pranzo, cena e colazione successiva. Ecco… Olena ha pensato bene di rubarmi l’ultimo saccottino al cioccolato. Le dico ma non può prendere quello alla crema? Dopo avermi lanciato un’occhiataccia, se ne va, con un saccottino al cioccolato e uno alla crema.

Laguna rosa

Ed è così che un trenino ci portò alla tanto agognata laguna rosa..

Io amo prendere i trenini, da quando ero piccola. E così ci portò dritti verso le montagne di sale…

Sembrava di stare sulle Alpi svizzere, c’erano montagne bianche ovunque… E poi giù in fondo il lago…

Dicono che a volte diventi anche fucsia…

Io son stata felice, mai visto prima un lago rosa.

Io con lei.

Dopo aver letto un post che non mi è piaciuto molto, vorrei dire due parole. Tanti di voi già lo sanno e saranno anche stanchi delle mie storie legate alla malattia. Ho la sclerosi multipla. Ho un malattia auto immune. A dire il vero, di malattie auto immuni ne ho ben due. Morbo di Reynaud e sclerosi multipla. Certo, la prima delle due è fastidiosa solo in inverno. Dalla sclerosi multipla non guarirò fino a quando non scopriranno la causa, allora ci vorrà molto poco a trovare un farmaco adatto. I farmaci non piacciono a nessuno, soprattutto quelli che regalano effetti collaterali devastanti. I miei sono fra questi. Persino il cortisone non è piacevole da assumere. Ho, a volte, lesioni nuove, così si chiamano. La lesione del nervo non è recuperabile ma si può ovviare e riprendersi. Questa malattia non cesserà mai. Magari un giorno si addormenterà per un po’. Ma non guarirò. Potrò solo peggiorare e ne sono ben cosciente. Non per questo non trovo il mio corpo una macchina meravigliosa. Sono meravigliosa. Malata ma splendida. Non vedo da un occhio, ho dolori atroci che non mi fanno dormire, ho spasmi, intorpidimenti e scosse. Ma sono meravigliosa, mi ritengo perfetta. Ho un occhio che vede bene. Ho un passo spedito. Sono felice per quello che ancora possiedo. Quando non sarà più così ci penserò. I miracoli esistono? Qualcuno dice di guarire? A me poco importa. A queste cose non credo. Credo in quello che vedo. Credo in me, alle mie capacità, al tenere a bada un po’ la malattia con l’alimentazione. A tutto questo credo. Per chi vuole credere ai miracoli… io sinceramente preferirei vincere al super enalotto. Peccato che non giochi. Non mi lamento di ciò che ho e non prego e non piango disperata. Vivo semplicemente e cerco di farlo in modo felice.

Il pavesino

Sto facendo incetta di vitamina D, altro che il Dibase che, per giunta, ha una consistenza odiosa e oliosa che faccio fatica a sopportare. Mi copro di crema solare, protezione totale. Faccio così tanti strati che arrivo in spiaggia completamente bianca, mi si vede subito. Vestiti bianchi e cappellone. Uno potrebbe pensare Ma che cosa ci va a fare al mare quella? Eh… esatto. Me lo chiedo anche io… io che amo le città… ma qui si sta davvero bene. Mare, sabbia, scogli, pace, rumore delle onde, buon cibo e in sottofondo solo le cicale. Un paradiso. Un’oasi. A pochi passi da qui c’è un lago che va dal rosa al fucsia… per questo siamo venuti : pare che questo lago abbia anche delle proprietà benefiche per le malattie autoimmuni… mah… sarà… domani andremo a vedere… tornerò in città come un fringuello color biscottino…. beh un pavesino, più che altro.

L’essere alieno

I bambini hanno dei poteri magici. Uno su tutti: ne basta solo uno di loro per svuotare una piscina. Questo paradiso terrestre in terra spagnola possiede una piscina bellissima sotto camera nostra. Non ci sono molte sdraio. Se te ne vuoi accaparrare una basta aspettare che arrivi il primo essere vivente sotto al metro di altezza. Le signore in costume a fiori alzano gli occhiali da sole e son già sul piede di guerra. Non possono credere ai loro occhi: esistono esseri alieni e fastidiosi. Ne basta uno per catalogarlo in un gruppo intero. La prima donna a fiori se ne va, sdegnata. La seconda e la terza la seguono a ruota. Ecco… noi abbiamo le nostre sdraio e persino l’ombrellone. Grazie, essere alieno.

Terremoto

Mi sono svegliata credendo ci fosse il terremoto. La palla strobo in sala diceva NO, nessun terremoto in atto.

Ero io, proprio io. Non fuori, dentro. Mi sento su una zona terremotata da questa mattina, ancora non ho cessato di vibrare. Ecco, questo è uno degli aspetti più fastidiosi di questo fardello che mi accompagna nella vita. Domani ho un aereo da prendere, se non cesso di vibrare sarà come stare due ore dentro una turbolenza continua. Se mi attaccassi degli elettrodi sarei perfetta per la pubblicità di uno scioglipancia immediato.

Un’immagine bellissima

Condividere. Qualsiasi cosa, anche un pasto. Sedersi a un tavolo e guardarsi. Condividere una risata, un pensiero, un timore o un pianto. Ridere. Meglio che piangere. Sdrammatizzare per non cadere in un tunnel nero da dove sia impossibile uscire. Parlare con un tono alto per farsi sentire bene. Essere in apprensione per qualcuno o per qualcosa che si deve ancora iniziare. Ne vale la pena? Vale la pena allarmarsi prima del tempo? Essere in attesa… di qualcosa di bello, ancora più bello di ciò che che già è stato. Scartare i pensieri meno attrattivi per lasciare spazio a un’immagine bellissima.

Il genio della valigia: io.

Siamo tornati da Praga. Bellissima. Ora ci prepariamo per il mare, Torrevieja, in Spagna. Giusto il tempo di fare cambio di valigie e si parte! Devo dire che col mio sistema di valigia ho davvero poco da lavare. Sono partita con una valigia di otto chili precisi e sono tornata con una valigia di sette, colma rasa di souvenirs e chi più ne ha più ne metta. Ho buttato quasi tutto. Ho messo dei vestiti buoni solo due giorni, per il resto ho buttato tutto. L’armadio di casa scoppia sempre ma almeno la valigia era quasi vuota e i panni da lavare molto pochi. Mi sento un genio.

Praga 6, la torta

Birre bevute, piatti loro tipici mangiati, stinco gigante e tutti i vari salsiccioni mangiati…

Oggi ultimo giorno a Praga. Vengo rapita da una fetta di torta gigante alle carote vegana… Sembrava così bella… Presa…

Era anche buona… Pensare che di solito mi faccio attrarre da altre cose… Preferisco il salato… Il miglior modo per salutare questa città…