C’era questo gatto, sopra al mobile dei nonni.
Guardare ma non toccare, era un regalo della zia Rosa.
Mi piaceva. Tantissimo.
Lo guardavo sempre: mi piacevano i suoi colori.
Lo guardavo e lo toccavo di nascosto. Ma poco.
Mettevo le dita sui baffi a punta.
C’erano un sacco di oggetti dai nonni, regali di viaggi da parte di tutti. La casa era grande e la riempivamo senza chiedere il permesso, con la scusa di aver avuto un pensiero per loro.
Quando abbiamo liberato la loro casa, è stata una delle prime cose che ho messo nella scatola con scritto Ale.
L’ho preso senza chiedere niente a nessuno. Credevo fosse mio di diritto e me lo son tenuto.
L’ho messo in camera, vicino alla stampante e, quando vado ad accenderla, lo vedo e mi ricordo esattamente dove fosse posizionato dai nonni.
Lo guardo. È davvero brutto. Aveva ragione il nonno, ma la zia Rosa era speciale. Quindi era bello anche quel gattaccio.

9 pensieri su “Il gattaccio

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