Arriva il momento di dare parola al dolore.
Quando non è condiviso diventa ancora più forte. Quasi ingestibile.

Lo tutelo. Non lo posso nascondere.

Si potrebbe anche andare oltre.
Decido di fermarmi. Anche se non è da me.
Lo uso come modo di venire condotta a un’attenzione maggiore verso la vita.

Sono viva.

Ciò che sto provando non passerà così, da solo.

Le esperienze ci plasmano e ci trasformano anche inconsciamente.

Questo dolore enorme che provo mi desta. Mi fa svegliare. Come quando ti danno un pizzicotto sulla faccia mentre sei assorto.

La cosa da fare ora è tenere lo sguardo aperto verso ciò che accade.
Cambio direzione.

Non riesco a non farmi toccare. Non riesco a distaccarmi. Non riesco a farmi anestetizzare. Ciò che provo lo provo e lo sento. Lo sento dentro e lo sento sulla pelle.

Mi prenderò cura di questo dolore che provo. E mi prenderò cura di me. Continuerò a chiedere un aiuto, uno stop momentaneo per farmi ascoltare.
Continuerò a fare domande anche quando non mi verrà data risposta.
E risponderò a chi vorrà fermarsi perché ne varrà la pena.

Perdere un riferimento è destabilizzante. La mancanza degli affetti può distruggere. Si chiede aiuto, a volte in modo vano. So che ci sono stata per chi mi ha chiesto di fermarmi e sempre sarà così.
Chiederò anche io.
E lo chiederò anche alla me di adesso e alla me di mesi fa.

Mi farò prendere la mano.
Darò la mia.

21 pensieri su “Il dolore

  1. È inutile dire che passerà perché sono fesserie, imparerai a conviverci, questo sì, ricordando tutti i momenti più belli con un sorriso e te li terrai ben stretti perché sono solo tuoi, un forte abbraccio ♥️

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  2. La perdita di una persona cara è un dolore che ci si porta dentro per tutta la vita e anche se a volte è dura il meglio che si può fare è imparare a conviverci e non dimenticare che i ricordi e i giorni passati con la persona cara resteranno sempre dentro nel cuore. Solo chi ci è passato può capire quello che stai provando. Ti mando un grande grande abbraccio Ale, 🤗🤗🤗.

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  3. Quando è successo a me, non era il mio genitore diretto ma per me aveva la stessa importanza, dapprima ho rifiutato la malattia tanto da non riuscire a starle vicino e poi la morte è stato un dolore misto a senso di colpa e smarrimento. Durante la giornata riuscivo a far finta di nulla agli occhi degli altri ma la sera, quando andavo a letto, cercavo di combattere il tutto attraverso i ricordi. E ti dirò, me ne sono tornati alla mente alcuni che avevo del tutto rimosso, persino piccole confidenze mentre si andava a fare la spesa.

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