Il momento nel quale esco.
Nessuna ombra può seguirmi, nemmeno la mia.
Cammino alle spalle del sole, la schiena è calda.
Sono alti i muri ma ho imparato a guardarli dal basso. Apprezzo altezze, apprezzo il sentirmi piccola. Più si alzano le cose e più mi faccio tascabile.
E poi mi prendi, mi curi, mi saluti.

Le mie ossa fragili, la mia pelle così bianca da rimanere bruciata anche in città.
Le zanzare che mi pungono le gambe e mi lasciano segni che sembrano indelebili.
Ma poi, col tempo, se ne vanno anche loro.

Tu non vai.
Ti ho sognato.
Eri bello.

Io che avevo paura di non vederti più. Sei comparso, ehi ciao sono qui, mi dici.

La mancanza che stritola forte il cuore, come uno straccio che va strizzato per non far cadere l’acqua in eccesso.

Sono piena di lacrime interiori. Ci provo a torcermi ma non se ne vanno.
Rimango impregnata dentro.

Mi scaldo. Il sole mi abbraccia. Mi faccio tenere, mi faccio circondare.

Manchi, sai?

Mi giro di continuo, faccio cose senza senso.

Rido ancora, sai?

Ma non mi sento spensierata, non più.

Continuo. Il dolore per te è qualcosa che avrò per sempre. Mi sento un’ombra, piccola. Mi vedo sul muro e mi ritrovo grande. In un battito di ciglia sono io di nuovo.

12 pensieri su “Ombra sul muro

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