Poi lì in quel punto vedi un’apertura e una possibilità e allora ti ci infili. Piano. E poi in modo irruente. Metti prima il naso e poi tutto il resto di te.

Ti si apre un panorama sconosciuto. L’acqua scorre continuamente e tu ti metti a saltellare su ogni sasso grande che incontri. C’è un luogo nuovo al di là del tuo corpo. Non ti fermi fin quando non trovi lo scorcio perfetto.

È proprio lì che ci si cura a vicenda con delicatezza.

Va bene, forse non siamo perfetti ma si fa sempre di tutto per sostenere. E per prepararsi alla vita, a quello che può offrirci e a ciò che ci può togliere.

E si vedono molte cose e vecchie e nuove conoscenze, persino dove la visibilità è minima.

Hai la sensazione di avere qualcuno addosso che ti protegge? Unito a te in modo indissolubile per la vita.


Io sì.

Buona Pasqua al mio papà e al papà di Gigi… Buon compleanno.

22 pensieri su “Ai nostri papà

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