Vieni con me
una, due volte ancora, tre
prendimi per mano
guidami dove non esiste il silenzio.

Portami dove non esiste pesantezza
una, due volte ancora.

Riempi i miei vuoti, gli spazi pericolosi
portami dove non riesca a scoprirmi
perché fa freddo sai…

Segui i miei passi, una, due volte ancora.

Chiedimi come mi chiamo,
ripeti il mio nome per cercarmi una, due volte ancora, tre.

Quanto è distante il posto?
Quanto ci metteremo?
Manca ancora tanto?

Ho messo le scarpe, quelle pesanti e anche il cappello.

Fammi sentire il suono del mio nome una, due volte ancora, tre.

Sai, sono qui. Faceva tanto freddo.

27 pensieri su “Una, due volte ancora

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