Grazie per quella volta che ci hai portate a vedere il concerto del sosia di Elvis. Grazie per tutte le risate del ritorno per quanto quel tizio fosse improbabile.
E quando sgranavi quegli occhi blu come il cielo delle diciassette.
Mi facevi ridere solo a sentire il tuo modo di parlare così tanto milanese.


Grazie per quando mi hai detto eh ma come ti trovo bene,  nonostante mi vedessi un pallone dopo una settimana di ospedale attaccata a quelle flebo che odiavo. Va che bella faccia bianca e rossa. Almeno mi hai tirato su il morale.


Grazie per i viaggi in giro a vedere concerti e per quella risata che scoppiava fragorosa.

Forse ci sentiamo sempre dei super eroi. Forse crediamo che a noi non possa mai capitare nulla. Forse crediamo davvero di essere immortali, a qualsiasi età.

Certo è che si sbatte contro le cose e si pensa sempre di superare tutto. 

Certo è che mi hai lasciata qui a fissare il vuoto e sono ancora incredula.

Certo è che non mi hai fatta dormire… pensando a quanto possa stare male lei ed io qui, a non poter fare nulla.

Certo è che, supereroi o meno, ci si sente tanto impotenti e fragili. E ci si trova ad essere sempre troppo lontani anche quando si è vicini.

Sono triste. Tanto triste. Triste tanto.
Mi sento come se non respirassi bene.
Mi sento tanto male.

E se poi penso che te ne sei stato là lontano e da solo… No, non aiuta.