L’uomo nero.
Protagonista di storie che, da piccoli, ci fanno alzare le orecchie.
Occhio all’uomo nero che arriva e ti porta via.
Poi arriva davvero.
Non si riconosce subito, ahimè.

È un pochino diverso da come te lo eri immaginato, per questo occorre più tempo per svelarlo.

L’uomo nero si cela sotto un sorriso simpatico. Ti riempie di belle parole alle quali tu credi.

L’uomo nero è come il tuo zaino: diventa sempre più pesante e tu rischi di cadere all’indietro. Presente quando cadi sulle terga? Il dolore è straziante.
Poi hai una sola possibilità. Togliersi lo zaino, la zavorra pesante.
Te lo sfili e lo lanci via.

Quanto è bello iniziare a correre leggeri anche contro vento?
Quanto è bello eliminare le persone negative dalla propria vita? Quanto è bello riprendere in mano la propria vita?
Non ha eguali.

L’uomo nero si veste di bianco. Ti si attacca come fosse la seconda pelle. Parla di cose belle e recita una vita che non ha.
Ti riversa addosso infelicità e negatività come vomito dopo una sbornia.

Perché a me? Perché ha fermato me?
Perché sono felice. Perché non conosco differenze tra le persone. Perché sono serena. Perché l’uomo nero ha bisogno di affossare altri soggetti e renderli come lui.

L’uomo nero recita una vita felice quando così non è. Vive a seconda di ciò che si deve e non ciò che si vuole.
Adduce colpe ad altri per non essere un soggetto libero. Eh già. L’uomo nero libero e indipendente non è anche se vuole far credere il contrario.

Nell’anno che verrà non voglio più incontrare l’uomo nero.
Non voglio perdere il mio tempo prezioso a leccare ferite altrui. Non perderò secondi che valgono oro con chi si crogiola nel proprio dolore.
Mi piace la gente che reagisce.
Amo chi si alza nuovamente.
Adoro chi non ha paura di prendere decisioni importanti.

Basta chi non ride, basta chi non apprezza ciò che ha e vuole rubare l’energia altrui, basta chi adduce colpe ad altri per i propri problemi, basta chi perde persone perché ha paura di reagire, basta vite finte, basta chi è grande e grosso ma non ha coraggio alcuno di fronte alle avversità.
Basta chi non è libero, basta chi si professa ciò che non è. Basta chi scompone vite altrui per pareggiare conti di una vita creata che non piace.

Per il prossimo anno… eliminiamo dalle nostre vite tutti gli uomini neri travestiti con un cappuccio. Non regaliamo felicità e positività alle persone sbagliate, non facciamoci rubare energie vitali da chi non è capace di lottare perché ha paura.

Eliminiamo tutto. Come quando, da piccoli, giocavamo a indovina chi…

È felice? No. Via.
È positivo? No. Via.
È coraggioso? No. Via.
È vero? No. Via.
Può regalarti qualcosa di bello? No. Via.
Può rendere la tua vita migliore? No. Via.
Può essere cosa buona? No. Via.

Eliminiamo chi non ci apprezza, chi non ci vuole bene davvero, chi ci sfrutta, chi ruba il nostro tempo, chi fa ma poi si ritrae. Eliminiamo i presuntuosi, quelli che non ascoltano i nostri bisogni, quelli che non parlano e non rispondono, eliminiamo chi ci ha mentito, eliminiamo chi non ha coraggio e vuole rubare il tuo. Eliminiamo chi non ha tempo per te e si dedica solo al suo piccolo e ristretto nucleo. Eliminiamo chi si professa uomo libero ma non si rende conto di essere uno schiavo. Eliminiamo chi non ha capito che la vita è solo questa e ruba spizzichi di felicità ad altre persone solo al bisogno. Auguriamo loro di restare attaccati alle proprie cose e di averne cura, almeno di quelle.

Come diceva il mio nonno Uomo che piange, donna che giura… è tutta una fregatura.


Anno nuovo… basta impostori. Questo è L’AUGURIO più grande che faccio a tutti noi.

28 pensieri su “Quando arriva l’uomo nero. Tutina nera e cappuccio calzato.

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