Ehi nonno, ti ricordi quanto sono stata male dopo che te ne sei andato?
Eri un punto centrale della mia vita.
Eppure hai fatto di tutto per rendermi libera e indipendente. Ma tu eri tu. Ed eri sempre lì, in quella casa all’angolo.


Lo sai, sì, lo sai. Sai tutto perché ti parlo costantemente come se tu fossi ancora qui.
Ti parlo.  Chissà chi mi vede che cosa pensa! Mi viene da raccontarti le cose. Saresti fiero. Ho assorbito tutto quello che potevo. Ho succhiato tutto e l’ho fatto mio.


La sensazione di sentirsi tremendamente soli, quella che mai più volevo provare. Ti ricordi? Guardavo fuori e mi sentivo vuota senza la tua parte fisica accanto.
Persa. Senza sapere dove andare. Così mi sentivo.


E ti continuo a parlare. E continuano a vedermi. Ma sai… pazienza.


Se devo dirti qualcosa te la dico e poi eri anche un pochino sordo che mi tocca urlare.
Il tempo mitiga il dolore. Avevi ragione. Ma a volte mi sento ancora ai piedi di un baratro. Mi manca la tua mano. Mi manca l’odore della tua pelle. E la tua voce. Come si può fare diventare dolci i ricordi?
Eppure ora lo sono. Non piango più. Non c’è giorno che non rivolga a te un pensiero e ti dica qualcosa.


Se ho bisogno, chiedo. Me lo ha insegnato l’uomo vestito di pelle.
Chiedo. Non sempre ricevo risposte.
Ho provato a rivolgermi ad altri ma sai, tempo, problemi apparentemente insormontabili e voglia si mettono sempre in mezzo tra la mia richiesta e la parola che cerco.


Ma allora, che dici, faccio bene a chiedere?
Manchi tu. Manca chi mi dava senza mai chiedere nulla in cambio. Sono anche io come te. Se mi chiedono un aiuto cerco di esserci, puntuale, come lo eri tu. Se mi cercano per stare bene io ci sono. Faccio di tutto per trovare tempo da dedicare, soprattutto al supermercato. Quando mi dicono lei che è alta… nemmeno fossi uno dei vatussi. Mi ingegno. E riesco ancora ad arrampicarmi.

Sono come te. Saresti fiero, sai? E ora sono qui. Sono senza di te. Non so a chi rivolgermi perché solo tu mi amavi in quel modo e mi facevi sentire protetta. Ma sono come te e sai… mi sento tanto fiera di assomigliarti. Quando cessa il dolore? Quando ci si sente meno soli?
Quando potrò chiedere anche io? Quando arriva il mio turno?
Meno male mi hai aiutato a crescere indipendente. E forte.

35 pensieri su “Ehi

  1. Aleeeeeeeee

    🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗

    Piace a 1 persona

  2. I nonni sono i nostri primi migliori amici, coloro ai quali non dobbiamo spiegare nulla perché ci capiscono al volo, coloro che ci sostengono a prescindere, coloro che ci fanno sentire al sicuro e liberi allo stesso tempo… Insomma, come potremmo mai riuscire a non sentirne la mancanza? 🌹

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...