La pioggia è quella tipica londinese: quando ti si poggia sul naso sembra quasi lasci un alone di nebbia. Foglie bagnate. Stanno tra di loro in una perfetta sfumatura e poi noti gli stacchi col marciapiede. Percepisci  possa essere  un bel vedere, diverso dal solito.


Ombrelli che ti gocciolano addosso, anche dentro il colletto del giubbotto lasciandoti un brivido gelato che raggiunge la schiena. Umidi, dentro a un tram caldo. Vetri appannati, nebbia che esce dai nasi poiché le bocche sono tutte coperte. A volte c’è da dire poco nonostante abbia sempre sete di parole.

Leggo il mio libro.


La vita può anche essere bella se così la vogliamo guardare. Prendo il telefono e rispondo ai primi messaggi Mangiamo insieme oggi? Quando hai tempo per me? Non voglio essere così piena di impegni da non trovare posto per un’amica preziosa. Non si fa. Voglio sempre avere tempo perché, se si vuole, si trova. E allora sì, vediamoci oggi per pranzo. Ho troppa voglia di vedere quel faccino buffo. Non voglio diventare quel genere di persona, quella che non ha tempo e che, per vederla, sembra si stia chiedendo udienza al Papa.

28 pensieri su “Udienza al Papa

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