Decisioni importanti da prendere nel giro di poco. Ale, sei pronta? Ale, che cosa vuoi fare o che cosa puoi fare?
Vai. Buttati, ovunque ma non sotto la metro, se no poi sai quante maledizioni…
Sì, nel giro di poco anche se ti piace sempre rimandare al domani.
Ma la vita può cambiare, evolversi, può ricominciare, a qualsiasi età. Per forza. Deve essere così. Altrimenti abbiamo già perduto in partenza.
Se poi cambia perché sono io a deciderlo mi piace… Cose nuove, persone nuove, storie diverse anche se, fondamentalmente, son tutte uguali. O comunque tendono sempre alla stessa meta.

Ricordo una stanza piena di libri e di giornali vecchi, impilati. Potevo sceglierne uno, solo uno, lo potevo leggere ma dovevo rimetterlo al suo posto e rimettermi sotto nei giorni a venire. Questa era la regola.

Ho imparato ad amare i libri e ad esserne gelosa, a non prestarli, se possibile, ad averne cura. Ho imparato a leggere il giornale e tenerlo stretto fin l’ultima pagina.

Ho un poco la nausea di tutti i morti e di quel sangue che leggo. E pensate quanto potesse essere deleterio per una bambina…. Ma la voglia di restare aggiornata mi fa desistere dal non comprarlo. E poi… il giornale serve sempre. Per metterci sopra le scarpe bagnate oppure per pulire i vetri o per girare le luci di Natale e tenerle via ordinate per l’anno successivo.

Come un vecchio debito di riconoscenza… Resto all’erta.
Un’espressione dolce può tramutarsi in un lampo, facendoci chiudere credendo siano tutti dei nemici.
No, questo no. Tengo fede al patto, quello verso di me.
Nessuna chiusura. Nessuna paura verso le persone.

Situazioni grandi, enormi nelle quali barcamenarsi, cercando di tendere alla cosa giusta, facendo del proprio meglio.

Rimorso verso occasioni d’amore perdute, verso cose non fatte o parole non dette, verso l’impossibilità di aver potuto cambiare il corso degli eventi.

No. Tutto questo non è pervenuto. Ho imparato. Dai libri, dai giornali, dalle persone e dalle loro storie che, fondamentalmente, son sempre uguali alle nostre.

32 pensieri su “Del proprio meglio

  1. Anche a me non piace prestare i libri… ancora ricordo i due che non mi hanno restituito! Il giornale è un’abitudine, una finestra, che spesso fa arrabbiare, e viene da chiedersi chi ce lo fa fare, non sarebbe meglio spendere quei soldi in brioche? 😉

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  2. Già…ognuno con il suo cassetto pieno di desideri, anche sé irraggiungibili, sono proprio loro a darci linfa di potersi tramutare in altro… a secondo del tempo in cui viviamo, cercando di alleviare le nostre ferite…bisognose di essere capite, addolcire da sguardi amorevoli.
    Ciao piccolina bella del ❤

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