In Grecia c’era Dimitris, qui c’è il signor Giovanni.


Giovanni è il capo della baracca, la moglie è in cucina a sfornare del cibo così buono che mi fa sentire una donna rinata.


Dopo le gite della prima parte della giornata, mi ritrovo in piscina, tra insetti che volano, formiche giganti da sembrare scarafaggi, friniti, ragli e miagolii.
La mia crema solare, rigorosamente cinquanta da farmi sembrare un alieno più che un  umano, attira tutte le api e le vespe del quartiere.
Bella la natura… sì, sì… come direbbe un amico della curva
… bella sì, finché non la vivi.


Giovanni mi cerca… di continuo. Se rido vedo la sua testa che spunta da qualche parte…
Io parlo tanto ma questo signore è davvero il numero uno.
Ieri sera, mentre era girato, ho cercato di scappare via in silenzio… eh no. Beccata. Due ore a parlare. Che poi… è anche piacevole… siamo andati dalla strage di Bologna alla strage dell’addio  di Lukaku…
Ma due ore… son troppe anche per me.
Mentre i commensali ci passavano dietro di volata, la moglie chiudeva la cucina
.. se ne andrà anche lui
… no.


Stamattina la stessa cosa. Mi racconta fatti interessanti ma dico… fallo dopo colazione… la colazione per me è sacra. Ho i miei riti e tutte le medicine da prendere in rigorosa fila… non posso sbagliare.
Stasera mi ha già detto che ci faremo un’altra bella chiacchierata delle nostre…


Non vedo l’ora.

Formica atomica

Però… Sto tanto bene. Mettere chilometri fra sé è le preoccupazioni fa rinascere. Ci voleva una pausa da tutto.

E ci credo ancora, a dispetto di chi non lo fa più e si rassegna.

30 pensieri su “Non vedo l’ora

  1. la natura è bella e siamo noi cittadini a non condividere tutti gli elementi.
    Formica atomica? Ma dai! 😀
    Il signor Giovanni? Taglia, cuce e incolla, taglia cuce e incolla… Ci vuole una bella tempra a parlare per due ore di stragi varie, comprese le vesti stracciate per Lukaku. Chi è il folle che rinuncia a 128 milioni di euro? Si possono rifare la squadra.

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  2. Ah, ti capisco! Tanti anni fa, al mare, avevo per vicino di ombrellone un noto e stimato professionista pensionato. Coltissimo, ma loquacissimo. Quando mi ritrovavo, senza via di fuga sulla mia sdraio, bella “sdraiata” al massimo, pronta al deliquio di un segreto pisolino all’ombra fingendo di guardare figlio e mare, arrivava lui, di soppiatto, come lo squalo con relativa musica. Spunti e pretesti li cercava lui, i nostri ragazzi, la brezza (di mare o di terra? Lui lo sapeva, io no,) si piazzava davanti alla sdraio, per tagliarmi ogni via di fuga e mi crocifiggeva, inchiodandomi con la densità delle sue chiacchiere alla mia postazione che avrebbe dovuto essere gradevole e si trasformava invece in una ragnatela appiccicosa.

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