Alzarsi cantando. Ma poi chissà perché ci vengono delle canzoni piuttosto che altre…
La mia di stamattina arriva direttamente dalle scuole elementari. Una canzone di Natale in latino….
Angelorum è stato il là per iniziare a cantare. Eppure ci avevo messo tanto ad impararla … e me la ricordo ancora. Ogni parola, musica e note comprese. Pazzesco.
Era il periodo delle poesie imparate a memoria, il periodo nel quale ogni familiare e vicino di casa le imparava, o reimparava, tranne te. Giorni per ripetere e poi arrivava tuo fratello e le finiva o arrivava puntuale nelle tue mancanze.
Sono passati 36 anni dalle mie elementari… È, però, il periodo che ricordo meglio e tutto quello che ho imparato lo ricordo vivido.

Come è possibile?
Ho imparato tanto con quella maestra che più che una persona era un generale nazista.
Non era materna per nulla. Il primo compito, il primo giorno, era stato: Imparare a soffiarsi il naso e ad allacciarsi le scarpe, io sono una maestra e non una balia.

Mi ha insegnato ad usare bene l’italiano e ad esprimermi. Mi ha bacchettato le dita fino a farmele sanguinare quando, di nascosto, disegnavo o facevo le mie cose. Mi ha insegnato ad amare la musica e ad andare a tempo mentre lei suonava il piano. Impartiva lei ogni materia, ginnastica inclusa.

40 pensieri su “Angelorum

  1. Il mio maestro usava lo stesso metodo. Ognuno di noi doveva procurarsi un metro in legno. Diceva che serviva a misurare e…anche per insegnare meglio. Infatti quando interrogava ci faceva mettere le mani sulla cattedra. Lui faceva la domanda e se la nostra risposta era sbagliata ci bacchettava le mani col metro. E se toglievi le mani, si alzava e ce lo picchiava sulle gambe. Si imparava in fretta, credimi. Ah, ironia della sorte, di nome faceva: Angelo, e di cognome: Santi. Un vero sant’uomo. Ciao Ale

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  2. Dare regole è buona norma. A volte è solo disciplina, non autoritarismo. Certo , c’ è modo e modo e le bacchettate sulle mani le ricordo anch’io, non su di me per fortuna, ma su di un mio amico, poliomelitico che stava al primo banco. E a farlo era una suora. Sicuramente non il massimo. Altri tempi comunque. Ciao Ale, continua a cantare che fa bene allo spirito ( anche quando si è stonati come me ) Baci. Isabella

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  3. Bacchettate a scuola non ne davano ma avevo una maestra che dava i “coppini” sul collo se non si stava attenti e il suo grido di battaglia era “Oca!” detto sia ai maschi che alle femmine. Ma aveva anche un lato materno: era bravissima a cucinare i dolci e quando a scuola ci portava le sue torte fatte in casa era sempre una grande festa. 🙂

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  4. La tua maestra c’è ancora? Per il tempo dovrebbero affidargli i nostri calciatori, così imparano a cantare l’Inno! p.s. ma le punizioni corporali non erano vietate da un bel po’? Pensavo di essere stato io uno degli ultimi a subirle (non personalmente perché come noto ero un angelo). La tua maestra comunque ha fatto benissimo!

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  5. Mi hai portato alla memoria tante cose della mia infanzia, bellissimo post….
    E in merito alla musica, io faccio sempre un’altra riflessione, ormai diventata (per me) tesi scientificamente dimostrata 😊
    È questa: qualunque sia la canzone con cui ci svegliamo ed il motivo per cui a volte ci frulla nella testa, senza un apparente motivo; quella sarà la canzone che ci tornerà in mente in un momento di calma verso la sera.
    Ciao bella! 🥰🥰🥰🥰🥰🥰

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