Grigio il cielo, oggi.
Come fosse un tetto basso, più basso del solito, sulla mia testa.
Quasi mi sento schiacciare.
Un grigio che mi avvolge e mi protegge.
Come stare sotto le coperte al caldo.
Qui, a dire il vero, fa un poco freddo.
Ma mi sento guardata a vista.
Seguita e osservata.

Mi fermo al primo bar che trovo.
Un caffè doppio, da portare via.

Mi accolgono due occhi verdi enormi e un ciao così aperto che, quasi quasi, mi viene voglia di rifare la stessa strada per tornare qui. Domani.

Il tram è mezzo vuoto, nonostante i miei calcoli ipotizzavano il contrario.

Ho i jeans strappati sulle ginocchia come le ragazzine. Sento che si direziona proprio lì quel soffio fresco autunnale. Ma è primavera.

Scendo due fermate prima per godermi questa giornata e fare due passi. Un bimbetto mi urta col suo monopattino. E la madre con la cartella del figlio.
Due cafoni, penso.

Che silenzio in città. Strano. Tanto strano. Eppure è tutto tanto calmo, come fossi in un video in una scena al rallentatore.

Schiaccio Play. Riparto.

22 pensieri su “Play

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