Ma sì, perché stasera va bene così.
Perché doveva piovere ma poi il sole ha fatto capolino.
Ma sì, perché il cielo è sempre bello.

Da piccola mi sdraiavo a terra molto più spesso, guardando il cielo. Oggi lo fotograferei con una diversa angolazione perché, a terra, sull’erba, non mi sdraio quasi più. Ci sono cose che non faccio più. Ma ne faccio tante altre, persino quelle che non ho mai preso in considerazione prima.

Nello zainetto ho scordato di mettere azioni e modi di fare e di dire. Li ho dimenticati a terra, là, proprio là dove mi sdraiavo sul verde morbido.

Ma sì, va bene anche così. Perché io in mezzo alle nuvole guardo ancora, anche se in modo diverso e con una visione cambiata. E storpiata. Guardo e cerco delle figure… quel gioco che facevo tra me e me … ebbene sì! Lo faccio ancora. E dico Guarda… guarda là… vedi quel pallone? Ma sì… che importanza ha? Tanto lo vedo io quel pallone.

E se tornassi indietro? Prenderei altre cose per il mio zainetto, cose che, ora, considero essenziali.

Ho guardato dentro però, visto che sono curiosa: straborda eppure non mi pesa sulle spalle. E c’è quella mano che, ogni tanto, esce e mi aiuta.

21 pensieri su “Ma sì… Così.

  1. Bel post!
    ….io sull’erba non mi ci sdraio da una vita,ogni volta che mi sdraiavo mi venivano a trovare le formiche sui capelli,sulle mani e braccia. Mi son detto ok e’ il vostro posto,non mi sdraio piu’, non vi so fastidio e cosi ho fatto.

    Ciaooooooo! 🙂

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  2. Sistemi per bene il pallone sulla piazzola. La punta che guarda l’esterno dev’essere diretta in mezzo ai pali. Gli avanti, spesso, non calciano. A volte sono così arditi da volerlo fare. Controllano la trattoria con lo sguardo quando sono ancora inginocchiati davanti al pallone. Senza mai togliere gli occhi dalla palla, come fosse la cosa più bella e importante mai vista, arretri. Ti sistemi a qualche metro di distanza, fai uno, due, tre passi laterali. Guardi già l’azione che, da li a poco, avverrà davanti ai tuoi occhi. Con lo sguardo vedi già la traiettoria. Pali, palla. Palla, pali. Quando hai memorizzato bene il movimento, i pali non li guardi più. Guardi la punta del pallone e lo vedi già dentro. Parti, col cuore in gola, ma con la determinazione che ti spinge a non avere nessuna paura.
    Perché la vita è un gioco, e il gioco è vita. Senza paure verso un futuro che, anche se non sai come sarà, già sai che t’appartiene.

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