Dormire poco ed esser sempre desta e pronta a iniziare la giornata. Dormire sempre poco, sempre meno. Sempre pronta anche ora dove, effettivamente, le cose da fare bisogna un po’ inventarsele. La smania di fare è sempre la solita. Fare cose e conoscere persone. Mettersi a girare loro attorno per rubare più cose possibili da qualsiasi angolazione. Come quando, in tram, mi metto a fissare qualcuno per un po’, per venire colpita da qualcosa che, a me, non appartiene. Fisico o comportamentale. Trottare incessantemente, come diceva il nonno. Trottare. Sì, perché di questo si tratta. Essere così tanto in movimento continuo che le persone prima ti guardano stupite, poi ammirate e poi indispettite. Stai ferma un po’, rimani seduta, non urlare sempre. Calmati.
Ale è in movimento continuo, come i suoi pensieri. Da uno ne arriva un altro. Una mente curiosa e instancabile. Come il corpo: faccio una cosa e già mi viene in mente di farne un’altra e lascio sempre tutto così. Non finisco quasi mai nulla. Aprire una confezione di biscotti per poi guardare avidamente quella nuova e aprirla. Avere così tante confezioni di biscotti aperte per poi ritrovarli molli e immangiabili. Un caos. Sono un caos. Giro attorno per vedere davvero o, almeno, così mi sembra. Soffermarsi sui pensieri altrui e fare una sfilza di domande. Essere attratta dai contrasti ma non gradirli sempre. E continuare con le domande. Anche se, a volte, possono sembrare inopportune. Questo mi fa sentire tanto libera di essere me stessa.

29 pensieri su “Trottare

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