E mentre per Milano impazza la canzone L’è mei sta a ca’ … ecco il risultato:

Lista della mia quarantena:
gamba mozzata
spaccata quasi la totalità bicchieri
rotti due piatti con conseguenti ferite alle dita
scottatura con forno
rottura vetro del telefono
golf lana rovinato causa svista in lavatrice
scottatura con ferro da stiro
rottura pezzo macchina del caffè
caduta di sale
birra finita
lavatrice che emette bip strani

Sì, l’è propri mei sta a ca’.

Ma…. la mia casa splende e non è nemmeno Pasqua. Potrei mangiare sui pavimenti anche senza tovaglia stirata a puntino, cucino tanto e vi dirò… anche molto bene, ascolto musica e canto. Canto a squarciagola per le notizie brutte ma anche per quelle belle e pure senza motivo. La vicina di casa è stranita… preferiva la quiete di una casa di lavoratori.

Ma… sì, l’è minga mei sta a ca’ ma d’altra parte… va bene anche così.

Ecco… L’eroe del giorno per me. Si è messa disposizione in questo momento tragico. Ecco. Laura che fa per non stare a ca’ a fa na got.

64 pensieri su “A ca’

  1. Lo sai che stanotte ti ho sognata?! Ho sognato che salivi su un palco e cantavi! Insieme ad altre persone anche. Mentre io, però, per arrivare a vederti ho preso la metro e facevo tante scale a piedi, sono stata addirittura fermata da quelli che prelevano tamponi per vedere se la gente è sana 😅

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  2. Ma stai attenta!Appena oggi mi hanno portato 2 mascherine.Dopo aver scritto in un gruppo fb chiedendo quando le avrebbero distribuite a Porcia,una ragazza gentilissima è venuta a casa mia portandomele.A questo mondo c’è ancora gente di buon cuore.

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  3. Gli incidenti domestici non se li fila mai nessuno -.-
    Ti manca solo di scivolare sull’olio (purché non sia sul latte versato), di prenderti una scossa e di ustionarti con l’acqua bollente in cui si dibatte un povera, innocente aragosta (questo non me lo fai, vero?) 😉

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  4. Datti un po’ meno da fare, così resti quasi intera… io ho una gran pratica con mio marito, che si fa sempre male, predilige le ferite profonde e gli incidenti agli occhi…con relative corse al pronto soccorso, Cambiando casa, ho eliminato il piano di cottura tradizionale, a favore della piastra a induzione, perché, quando cucinava lui sui fornelli a metano, gli prendevano fuoco i vestiti o i peli delle braccia (ed è tutt’altro che un gorilla!)
    Adesso anche in cucina ho il pavimento di legno, attutisce i colpi quando gli cadono piatti e bicchieri, salvandoli spesso. Devo dire che va molto meglio. In compenso qualche mese fa si è tagliato un polpastrello a julienne con l’apposito strumento, mentre preparava le zucchine. Inutile dire che l’aggeggino è finito nella spazzatura e mai più lo comprerò.

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