E mentre le sirene in sottofondo non cessano mai… alzo il volume della musica per sentirle meno. Ma le sento lo stesso. E poi sento quella che si ferma qui sotto. Chi si saranno venuti a prendere oggi? Sì. Che ci si abitui a tutto è vero… ma alle sirene no… non ci si abitua ancora. E si fa di tutto per non sentirle. Ma il rumore è come un liquido che ti sparano in vena e che senti mentre si espande dentro di te. Senti quel rumore fin sotto la pelle. Le finestre rimangono aperte. Fa caldo col sole che entra prepotente e asciuga il bucato in un lampo. Fa caldo. Poi ci hanno detto Tenete le finestre aperte. Voci si mischiano e si confondono, musica si espande… ma quel rumore ci mette sull’attenti. Giro nei gruppi… ehi, ci siamo tutti? No. Manca sempre lui e oggi è il quarto giorno che non appaiono le sue spunte blu. Blu come la mia vena pronta sempre. Spaccata come una noce… Faccio passi per casa, provo a vedere se riesco a camminare da sola. Penso. Cose passate che hanno fatto male forse nello stesso modo. Molto male come quella noce spaccata. Sì. Ridotti come gusci di noci che alzano il volume della musica per non sentire.

55 pensieri su “Gusci

  1. Non sono momenti facili questi, ma quando mai lo sono stati? Anche quando si era fuori dalla pandemia, siera in piena emergenza migrazioni, sempre sull’orlo di una guerra mondiale generalizzata… Forse perché ‘stavolta tocca a noi contare i morti s decine, a centinaia. Ma prova a pensare che, fino a ieri, si contavano e si onta o ancora quelli siriani…

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