Lettera a Babbo Natale di un bimbo che non conosco. Nemmeno la sua mamma conosco. Lei, la mamma, era, però, accanto a me sulla metropolitana.
La sua mamma racconta della letterina alla sua amica. Ridono. Ridono come fanno le mamme, non per prendere in giro, ma ridono perché hanno il cuore pieno di tenerezza davanti a sogni improbabili e impensabili dei loro figli. Che cosa vuole il bimbetto che non conosco? Ebbene… ha chiesto a Babbo Natale di fare un giro di notte al Carrefour sotto casa… quello che rimane aperto 24 ore su 24. E un Frac… per poter essere elegante. Ho riso anche io. Ma non per prenderlo in giro… perché quel racconto mi ha riempito di tenerezza, gioia e voglia di vivere.

27 pensieri su “Lettera a Babbo Natale

      1. Ora che ci penso, uno dei miei sogni ricorrenti da bambina (ne avevo tutto un set che ripetevo, tali e quali, periodicamente) consisteva nel penetrare attraverso un passaggio segreto dalla mia camera ad un punto vendita Margherita (supermercato che vedeva nella pubblicità, e che nella mia zona non c’è mai stato…), passando le successive ore a gironzolarci dentro.
        Amavo quel sogno.

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