E così fu che tornammo alla base.
La cosa che più mi mancherà sarà la lauta colazione. Quando vedi tutto quel ben di Dio esposto… fantastico. C’era di tutto, dal salato al dolce. Io faccio colazione solo con cappuccio e saccottino e trovarmi dei saccottini anche a Torrevieja beh… è stata una grande sorpresa. Mentre gli stranieri si riempivano i piatti di uova, bacon, fagioli e verdure, io mi lanciavo sul saccottino. Una mattina sono stata battuta sul tempo da una russa, che secondo me si poteva chiamare solo Olena. Olena pesava almeno quattro volte me. Si riempiva due piatti di cibo talmente rasi che, ad un essere umano normale, sarebbero bastati per pranzo, cena e colazione successiva. Ecco… Olena ha pensato bene di rubarmi l’ultimo saccottino al cioccolato. Le dico ma non può prendere quello alla crema? Dopo avermi lanciato un’occhiataccia, se ne va, con un saccottino al cioccolato e uno alla crema.

41 pensieri su “Olena, la mangiatrice ladra di saccottini

  1. Ah, ah, e ti e’ andata bene che non fosse veramente la mia Olena… anche se lei a dire la verità, addestrata alle rinunce, fa colazione con vodka e caviale. Per un saccottino però, specialmente se l’ultimo, avrebbe potuto uccidere a mani nude, o usando il cucchiaino da caffè: e poi se ne sarebbe andata col suo biscotto, sibilando: “finuocchietti…”. Ciao Ale, bentornata (anche se capisco il rimpianto per vacanza e colazioni…). Certo che i turisti (russi e non solo, ma i russi specialmente) al buffet mostrano una signorilità ed una disponibilità verso il prossimo che allargano il cuore. Che spasso!

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  2. Non posso non pensare ad una poesia di Trilussa (l’incontentabilita’): Dio prese il fango dal pantano
    modellò un pupazzo e gli soffiò sul viso.
    Il pupazzo si mosse all’improvviso
    e venne fuori subito l’uomo
    che aprì gli occhi e si trovò nel mondo
    come uno che si svegli da un gran sonno.

    – Quello che vedi è tuo — gli disse Dio –
    e lo potrai sfruttare come ti pare:
    ti dò tutta la Terra e tutto il Mare,
    meno che il Cielo, perché quello è mio…
    – Peccato! — disse Adamo — È tanto bello…
    Perché non mi regali anche quello?

    ECCO, la “chiamiamola così” Olena, esprime bene la cosa!

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