Resto in contatto con la me piccola. Resto fedele a lei, nonostante sia cresciuta e nonostante l’età anagrafica cresca incessantemente. La faccia furba di quella bimba dispettosa la conosco molto bene, non ho nemmeno bisogno di ricordamela attraverso uno specchio. La grande Ape ride ancora per le solite stupidate, sorride come allora, ha solo di nuovo i denti davanti, quelli che aveva perduto alle elementari e che il topo aveva pagato con cinquecento lire di carta. Ricordo con affetto la prima volta che andò in bicicletta senza le rotelle e cadde strisciando tutto il braccio contro il muro della casa dei nonni. Ricordo quella bimba al funerale dello zio Anteo, quando mise la mano sotto al sedere della vecchia davanti, in chiesa. Ricordo bene lo strattone che prese e rimase tutto il tempo restante a guardarsi le scarpe nuove per non ridere, in quel giorno di pianti e lacrime per gli altri.

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17 pensieri su “Ape fa i dispetti

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