L’odore della pelle oppure il profumo che indossi come fosse cosa tua. Usarli come amplificatore, una cassa di risonanza per il proprio richiamo. Lasciare tracce di sè ovunque si vada. Tengo le narici bene aperte, voglio sentire e, intanto, butto dentro anche aria calda, per scaldarmi: qui fuori fa freddo. Amare stringersi forte, l’uno all’altra, per ripararsi dal freddo pungente. Ambientarsi e abituarsi a nuovi spazi. Entrare da diffidenti per poi lasciarsi andare rivelando la vera natura che si possiede. Ho un’incredibile forza e mi destreggio abbastanza bene tra le cose da fare e metabolizzare. Affronto le sfide. Provo emozioni e, difficilmente, me le tengo dentro. Esterno. Come se, anche le parole usate, fossero indossate come il profumo che ho scelto per me. Ciò che rimane nell’aria è ciò che è bello, di più bello. Bastano istanti piccolissimi per raccogliere e comprenderne tutta la bellezza, senza bisogno di spiegazione alcuna.

30 pensieri su “Istanti piccolissimi

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