Gli umani dicono spesso ‘vorrei essere una mosca’. Vogliono sentire, spiare e guardare. Be’… ecco, io sono la mosca. Volo e mi trovo dappertutto, sento tutto, ascolto, giudico e osservo.

Prefazione dal libro.

Quando Ape mi disse in anteprima che stava finendo di scrivere il suoterzo libro, la curiosità era ai massimi livelli, sopratutto considerando i due lavori precenti (“Storie di un cinico radioattivo” e “Amore Freak“) che hanno ottenuto un buon successo.

In questa sua terza opera, Ale ritorna per un attimo più giovane, quando veniva chiamata Leòna, e facendosi piccola piccola scruta con occhi di mosca i vari fatti e personaggi che la vita le ha messo davanti durante questi anni.

Filo conduttore del tutto sono le persone, le loro storie con i vari aneddoti, senza mai scadere nel “cosa sarebbe successo se…” che in questi casi qualcun altro avrebbe potuto scrivere.

La scrittura è scorrevole e asciutta, senza fronzoli, e questo impreziosisce ancora di più il tutto perché leggendo sembra di trovarsi davvero a contatto con quelle persone, sentirle pensare, parlare, guardarle negli occhi.Diventiamo un po’ mosche anche noi in questa ricerca della vita e del vivere.

Capitolo immancabile sul nonno, che se oggi è diventata quello che è, è anche grazie a lui. E allora ti immagini questa bambina piccola, con gli occhioni vispi e curiosi che si lascia affascinare dai racconti che il nonno le faceva anche durante strane passeggiate nei cimiteri e che l’ha segnata dentro profondamente.

Protagonista non menzionata e invisibile Milano, che fa da cornice a tutto questo in uno scenario a tratti multietnico e a tratti transnazionale, senza confini né barriere.

Alla fine della lettura ti rimane un sorriso, a metà strada tra il dolce e l’amaro, con in più la consapevolezza che, anche se per poco tempo, ciascuno di noi è diventato una mosca insieme a lei.

Disponibile sia in formato cartaceo che E-Book su Amazon, Mondadori Store, Kobo, IBS e altri store online (clicca qui per vederli tutti).

20 pensieri su “Recensione Mi presento, sono la mosca di Adriano

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