Alessandra Marcotti, scrittrice e blogger milanese, presenta il suo quarto libro: Mi presento, sono la mosca. Messi da parte i teneri “freak” e la schietta cinica dei libri precedenti, questa volta l’autrice si affida ad una piccola mosca per guidarci nel suo mondo bizzarro ma quanto mai realistico. Un mondo pieno di segreti, sentimenti disillusi, storie d’infanzia e cuori spezzati, storie che solo un’innocente mosca riesce a catturare.

La mosca è per antonomasia l’insetto fastidioso, insopportabile nel suo ronzio e impossibile da cacciare via dalle nostre case. Proprio per questo la mosca ci dà così tanto fastidio: lei può girare i luoghi dove noi vorremmo essere, captare tutti i segreti che noi vorremmo ascoltare.

Le storie scorrono via veloci una dietro l’altra, come se facessero parte della nostra routine: la storia di Mario il barista, quella di zia Agnesita, l’esilarante racconto di un matrimonio che rischia di saltare all’ultimo momento, il dolcissimo ricordo dei nonni materni.

“Mi presento, sono la mosca” è un libro che fa un ulteriore passo in avanti nella ricerca, quasi sociologica, di Alessandra. Le storie scorrono via come sempre, ma questa volta è innegabile un certo risvolto psicologico, quasi emozionale.
La cinica del secondo libro si immerge nei racconti della mosca e li rilegge con sguardo malinconico, perché il passato molto spesso influenza quello che siamo oggi. Un viaggio nostalgico nei racconti delle persone che ci circondano e che ogni giorno danno senso al nostro vissuto.

“La velocità non va parallela al prendersi cura….” E per questo la mosca vola lentamente tra i protagonisti del libro, per analizzarli, cercando di riflettere senza giudicare.
Per questo forse la mosca ci irrita così tanto? Perché probabilmente porta a galla storie ed episodi che vorremmo restassero sepolte per sempre.
Perché è più difficile scegliere di sapere. Perché è più difficile scegliere di essere felici.

L. Rucco, giornalista

19 pensieri su “Recensione💖

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