Oggi sono felice. Ho lavorato a stretto contatto con la mia amica Robi. Ne avevo già parlato,  la mia sorellina. Non capitava lavorassimo a stretto contatto da troppo tempo. Io sono triste di questo e lei è triste.  Appena possiamo, però, ci cerchiamo e ricostituiamo la coppia. Ma oggi è stato bello. Non so come faccia ancora a sopportarmi,  oggi, per uno scherzo idiota dei miei,  ci stava restando secca. Non racconto l’accaduto perché ho fin paura mi arrivi la polizia a casa. Meno male che non mi ha nemmeno troppo insultata. Abbiamo fatto un pranzone fuori,  in pausa,  con un buon primo e due ciotole di lambrusco. Poi,  felici,  siamo tornate dentro. I nostri aneddoti sono assurdi,  così come i nostri dialoghi.  Abbiamo tanti ricordi incredibili insieme e ridiamo ogni volta e gli altri ci guardano attoniti. Siamo uno scrigno dove vengono custoditi aneddoti al di là dell’irreale.Lei ha sofferto tantissimo per la mia diagnosi. Me lo ricordo bene quel giorno al telefono. E lo so che soffre con me.  Ma le lacrime sono compensate da risate pazzesche che fanno rimanere le altre persone basite. Siamo per tutti un’entità unica, siamo aleelarobi per tutti ma, quando si tratta di individuare chi è  chi,  ecco , lì, arriva il problema. Mi chiamano Robi e lei la chiamano Ale,  ho crisi di identità forti che, un giorno,  mi hanno portata a chiamarla Ale. Robi se mi leggi…. scusa ancora per oggi,  sai che hai un’amica idiota. 

57 pensieri su “La Robi

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